sabato 19 gennaio 2008

Cani e padroni di cani

Cani e padroni di cani,
posso stringervi le mani molto forte
in uno strumento di tortura e di morte?
Perché ho appena pestato una merda di cane
che ora è un tutt'uno con le righine
delle suole delle mie scarpe sportive nuove.
by Elio & LST
Uno torna a casa dopo una faticosa settimana universitaria e dopo un tremendamente più faticoso viaggio di ritorno multi-mediale (nel senso che ho usato molti mezzi... di trasporto), entra in bagno e trova lui, il tizio nella foto (foto di bassa qualità, dato l'alzheimer fulminante che mi colpisce solo quando ho in mano macchine fotografiche, e dato che la macchina fotografica in questione è semplicemente un cellulare).
La canzoncina di Elio che ho citato in apertura ha un tono aspro, ma è stata la prima a cui ho pensato quando ho visto quel cane.
Insomma, è un cucciolino come non ne avevo da anni, quando li sfornava a profusione la mia vecchia pastora tedesca, cagna di facili costumi rinomata per tutto il quartiere. Il cucciolino in questione, che mi pare che ancora non abbia nome ma le tremente Sorellidi provvederanno presto, temo... un brivido di terrore mi percorre la schiena a ripensare al nome che diedero alla micia... Kitty. I nomi con cui chiamavo i gatti IO invece erano forse non più originali, ma sicuramente più sinceri: una lo chiamavo Micia, perché era la quintessenza della femminilità felina, un altro lo chiamavo Eddài per via del fatto che ogni volta che mi ci avvicinavo lui scappava e io gli urlavo dietro "E dai! Vieni qua!".
Il cane invece come lo chiamerò? A prima vista pensavo di chiamarlo Linguetta dacché molte volte me l'ha mostrata nel giro di pochi minuti, però chiamare un cucciolo con un nome vezzeggiativo è tanto patetico quanto chiamare un gatto Kitty, perciò eviterò. Come al solito, la famiglia lo chiamerà con un nome orrendo, mentre io non lo chiamerò affatto. Come insegnava PKNA le cose uniche non hanno bisogno di nomi. E, aggiungo io, soprattutto quando non parlano.
Spero che non mi odierà quando si renderà conto che mi potrà vedere solo nei weekend...

5 commenti:

Lorenzo Breda ha detto...

LOL per il multi-mediale.

dream.x ha detto...

Io avevo un gatto che chiamavo Gatto.
A dirla tutta non era "il mio gatto". Era UN gatto che veniva a mangiare nel mio giardino e mi faceva le fusa.

Si è ammalato.
L'hanno portato dietro un ristorante cinese senza dirmi niente.

Che storia triste.

Elikrotupos ha detto...

ma sigh, perché da me i MIEI gatti fuggono e a te i NON TUOI gatti vengono a farti le fusa?

No, non voglio una risposta a questa domanda.

Hybiscus ha detto...

Portentoso il nome Eddaì.
Io avevo un pesce rosso che si chiamava Super (diminuitivo di
Supercalifragilistichespiralidoso).

Elikrotupos ha detto...

lol, si comincia a scoprire che i poveri gatti maltrattati con nomi assurdi non sono solo una piccola realtà ma un grave problema nazionale :D