sabato 26 gennaio 2008

Povero Oscar

A parte che in Italia il nome Oscar effettivamente si è trovato ad assumere una connotazione politica, per via di un certo ex Presidente, però, insomma, l'Oscar è l'Oscar, da 80 anni esatti!
E invece un sacco di piccoli fragili paperi quest'anno ne oscurano la brillantezza.

Heath Ledger, all'apice della sua carriera, ha deciso di uccidersi (volontariamente o meno, ma è comunque colpa sua), nominato all'Oscar, erede e innovatore di un ruolo che fu di un certo Jack Nicholson in un film di un certo Tim Burton su un fumetto su un certo uomo pipistrello, fra le rivelazioni di Hollywood, destinato a fare tante cose fenomenali, si è ucciso, la sera dopo l'annuncio delle nomination agli Oscar.

Clemente Mastella, all'apice della sua carriera, ha deciso di uccidere il suo governo (volontariamente, e non è colpa di chi ha arrestato sua moglie), nominato Ministro della Giustizia dopo che si paventava l'ipotesi di farlo Ministro della Difesa, erede e innovatore di un ruolo che fu di una certa sinistra estremista, destinato a fare fuori tanti magistrati, ha ucciso il governo, la sera prima dell'annuncio delle nomination agli Oscar.

Ora, proprio perché si era in tema di Oscar, io volevo parlare di questi, non della crisi di governo. Però tutta la blogosfera ne parla, e invece che commentare TUTTI i loro blog, dico la mia sul mio e la finiamo lì, come in una memorabile vignetta di Silvia Ziche dove tutta Paperopoli era in diretta TV e ognuno salutava i suoi parenti che li guardavano da casa che però in realtà erano lì insieme a loro, tornando poi tutti a casa sconsolati per il mancato momento di celebrità.

Che il governo sarebbe caduto lo si immaginava e lo si sperava tutti. Che fra le tante occasioni per togliere il disturbo abbia scelto quella di farsi silurare dal più fesso del cucuzzaro era meno desiderabile, ma è andata così. Che in 20 mesi in cui ci si lamentava che la colpa di tanta ingovernabilità era della legge elettorale non si sia fatto niente per modificarla ha dell'incomprensibile... per me, almeno, a cui sfuggono le delicate dinamiche di potere che tanta energia e passione richiedono ai nostri onorevoli rappresentanti che NON abbiamo eletto, proprio grazie alla suddetta legge elettorale. Adesso, ovviamente "non c'è tempo" per fare la legge elettorale. Quanta italianità in tutto questo. E' come le gravidanze involontarie: ormai è andata, che faccio? Abortisco. Quanta italianità in certe soluzioni. Mica si previene, no... prima facciamo andare al governo Berlusconi (o chi CON lui), e poi lui si farà la legge elettorale (e non solo elettorale) a suo piacimento.

Vabè, io sono per il governo di transizione che voti la riforma elettorale prima di andare alle votazioni. Perché con la legge elettorale che non mi permette di scrivere il nome di chi voglio che mi rappresenti, io non voto, come non ho votato alle scorse politiche.

Nel prossimo blog, però, si parla davvero di Oscar!

2 commenti:

lyxor ha detto...

Quoto il "quanta italianità" sissì

Miche l'esteta ha detto...

popopopopopoooooo pooooo popopopopopopo