venerdì 29 febbraio 2008

Sanremo: La Catastrofe

Oh povero Pippo. Oh povero Baudo. Oh povero Baudo. Oh povero Pippo.
Siamo giunti al quinto giorno di quella che verrà ricordata come una seconda guerra dei 6 giorni più che una 58° edizione del Festival della Canzone Italiana.
Ieri sera c'è stata la terza puntata: dopo l'emorragia di ascolti della seconda, stavolta la situazione si è stabilizzata... è ancora a bassa quota ma almeno non è precipitata.
I titoli che si susseguono stamattina sono terribili: "La Berté ammanettata in scena: Sanremo come un reality trash", "Fini contro Baudo: se la prenda con se stesso", "Briatore: Sanremo tutti contro tutti", "Al 'DopoFestival' lite tra Frankie Hi Nrg e Tiromancino", "Baudo ha la febbre: non terrà la conferenza stampa", e simili. [non chiedetemi cosa c'entrino Fini e Briatore con Sanremo...]
Insomma una catastrofe.
Ieri poi la diretta è durata fino all'1.20, con il Dopofestival slittato verso l'impossibile, tanto che alle 2.00 me ne sono andato. E mi sono perso la lite fra Frankie HI NRG mc e Zampaglione, che in questi giorni mi è stato non poco sugli zampaglioni, fra parentesi.


E dire che ieri era la serata dei duetti, e qualche perla musicale ne è uscita: uno su tutti Max Gazzè accompagnato da Paola Turci e Marina Rei (quelli nella foto), che hanno decisamente arricchito la già ottima canzone. Degni di menzione anche Gaetano Curreri con Fabrizio Moro, la cantante brasiliana Gal Costa con Sergio Cammariere, i redivivi Neri per caso (gruppo di cui ho sempre voluto far parte) con Mietta, e addirittura Michael Bolton con Anna Tatangelo (la canzone è quello che è, ma... MICHAEL BOLTON! che spreco... e taciamo su Gigi D'Alessio in prima fila, insieme alle professioniste che bazzicano in Rai... d'altronde si sa che lavorare a viale Mazzini è il mestiere più antico del mondo). Poi c'è stata la scenetta pseudopoetica del mago Forrest con Tricarico, la cui canzone è bellissima ma dannazione quanto stona...
E della tizia che accompagnava i Finley ne vogliamo parlare? Si capisce che ha una buona voce, ma non ha avuto modo di esprimersi davvero... speriamo che spopoli in Italia così potremo conoscere meglio le sue doti. Se ci aggiungiamo che si è presentata in giropassera, poi...
Al di là di questa manciata di bei duetti, il Festival purtroppo è stato la solita noia, perpetrata fino a notte fonda, con sommo gaudio di chi si era collegato solo per vedere Elio e le storie tese al Dopofestival.
Beh, ho sentito queste canzoncine ben DUE volte, posso fare la mia classifica:
  • MAX GAZZE’ Il solito sesso
  • TRICARICO Vita tranquilla
  • SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
  • GIO’ DI TONNO & LOLA PONCE Colpo di fulmine
  • PAOLO MENEGUZZI Grande
  • MIETTA Baciami adesso
  • MARIO VENUTI A ferro e fuoco
  • GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
  • FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
  • ANNA TATANGELO Il mio amico
  • MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme
  • TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
  • AMEDEO MINGHI Cammina cammina
  • FINLEY Ricordi
  • LITTLE TONY Non finisce qui
Squalificati (per me):
  • TIROMANCINO Il rubacuori
  • EUGENIO BENNATO Grande sud
  • L’AURA Basta!
  • FRANKIE HI NRG Rivoluzione
Devo specificare delle cose:
- il mio odio per Paolo Meneguzzi è risaputo. Devo però considerare che la sua canzone è scritta da Gatto Panceri, e c'è un passaggio che mi è piaciuto e che lo fa balzare nella parte alta della mia classifica. E poi è fischiettabile, e a Sanremo il fischiettìo è sovrano.
- discorso simile per il brano della bella e la bestia, ovvero gli ex Quasimodo e Esmeralda cocciantiani, ovvero il pescarese Giò di Tonno e l'argentina Lola Ponce: il loro brano è scritto da Gianna Nannini, quindi è identico alle sue canzoni (una su tutte: "Sei nell'anima", l'inizio del ritornello è praticamente lo stesso). Però Gianna Nannini la adoro, e la bella e la bestia (soprattutto la bestia) hanno una gran voce, e poi sono la classica coppia sanremese... insomma, gli eredi del trottolino amoroso.
- da Grignani mi aspettavo di più
- da Zarrillo pure
- da Little Tony mi aspettavo di meno, ma è comunque in fondo alla classifica
- Tiromancino e L'aura mi stanno sulle palle
- Frankie HI NRG è comunista
- quella di Bennato è brutta.

mercoledì 27 febbraio 2008

Le foto più belle dell'anno

Un anno fa ero meno rilassato di quest'anno. Dovevo preparare un esame che ritenevo essere la mia croce. Era l'esame di teoria e tecnica dei linguaggi fotografici. Una dettagliata cronaca di quei terribili momenti (durati tre anni) è disponibile nel mio vecchio journal su deviantArt. Cercando quindi ispirazioni fotografiche scoprii che esisteva il World Press Photo, una fondazione che promuove la fotografia giornalistica d'autore e la premia ogni anno, decretando oltre alla da tutti considerata "foto dell'anno", anche altre foto e servizi fotografici di varie categorie. L'anno scorso feci una selezione di quelle che mi colpirono di più e la postai su La tana del sollazzo. E per fortuna che parlai lì di quelle foto, perché adesso sul sito quelle dell'anno scorso non sono più accessibili. Ma ci sono quelle di quest'anno. Me le stavo scordando, ma poi il precedente post sull'Anno Internazionale della Patata, con quella bella foto in home page, me lo ha fatto tornare in mente.
E quindi dopo aver fatto la lista delle parole più belle del mondo, passiamo alle foto più belle dell'anno, in una selezione che rispecchia la mia bassa competenza in campo fotografico, ma tant'è. Il link per vederle tutte l'ho messo, non voglio sentire lamentele...



TUTTE LE IMMAGINI SONO PRESE DAL SITO DEL WORLD PRESS PHOTO, SONO DI PROPRIETA' DEGLI AUTORI O DELLE AGENZIE E COPERTE DA COPYRIGHT. E' MOSTRATA SOLO UNA SELEZIONE DELLE IMMAGINI VINCITRICI DEL CONCORSO.



Missili da Gaza a Israele, di Emilio Morenatti (Spagna)


L'assassinio di Benazir Bhutto, di John Moore (USA)


Missione di ricerca di soldati scomparsi, Iraq, di Mike Kamber (USA)


Battaglione in Afghanistan, di Tim Hetherington (UK)


Violenza in Colombia, di Francesco Zizola (Italia)


Dal portfolio a tema sportivo di Fei Maohua (Cina)


Praticanti indiani di yoga, di Tomasz Gudzowaty e Judit Berekai (Polonia/Ungheria)


Bambini cacciatori negli Stati Uniti, di Erika Larsen (USA). Tutto il servizio fotografico sui bambini cacciatori è stupefacente. Testi e interviste ai bambini. Scansioni del magazine committente "Field&Stream".


Evacuazione di gorilla di montagna morti in Congo orientale, di Brent Stirton (Sudafrica)


Torez, città mineraria ucraina, di Carolyn Drake (USA)


Rituali del culto di María Lionza, Venezuela, di Cristina García Rodero (Spagna). Pesante tutto il servizio (scarica pdf dal sito della Magnum).


L'avorio artico - Caccia al narvalo a Nunavut, Canada, di Paul Nicklen (Canada). E io che credevo che gli unicorni fossero animali leggendari...


Vita sull'orlo, Oceano Artico, di Paul Nicklen (Canada)

2008 - L'anno internazionale de...

Non vorrei essere volgare, ma la FAO ha proclamato che il 2008 è l'anno internazionale della Patata.
Speriamo sia di buon auspicio...

No vabè, è una cosa seria. E la foto accanto è molto bella, di tal A. Balaguer (sarà lui?).

martedì 26 febbraio 2008

Ecco... la musica è finita... gli amici se ne vanno...

E per continuare a citare canzoni, "era già tutto previsto". Domenica scorsa si sono consegnati i premi Oscar. I vincitori sono i fratelli Coen con Non è un paese per vecchi: si portano a casa 4 importanti statuette, quella per il miglior film, la miglior regia, la miglior sceneggiatura e il miglior attore non protagonista. Segue il vincitore dei premi tecnici The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (miglior montaggio e miglior missaggio e montaggio del suono), Il petroliere (miglior attore protagonista e miglior fotografia), il francese La vie en rose (trucco e attrice protagonista). Un solo Oscar a testa per Michael Clayton, Espiazione, Ratatouille, Juno, Sweeney Todd, Elizabeth: The golden age, La bussola d'oro e Once.
Se l'anno scorso è stato un Oscar messicano, quest'anno è europeo: tutti gli attori vincitori sono europei (Daniel Day Lewis è irlandese, Tilda Swinton scozzese, Javier Bardem spagnolo e Marion Cotillard francese), due premi sono andati a degli italiani, il miglior film straniero è l'austriaco Il falsario: Operazione Bernardt, e tutti i cortometraggi (live action e animati) erano non americani (8 europei, di cui 1 italiano, e 2 canadesi). In tutta questa antiamericanità, la Pixar che correva con Ratatouille per 5 nomination ne ha presa solo una, quella per il miglior film d'animazione, lasciando ad altri la miglior sceneggiatura originale, colonna sonora, missaggio e montaggio del suono.
Gli illustri esclusi sono il francese Lo scafandro e la farfalla, American gangster di Ridley Scott, il moderno "on the road" Into the wild - Nelle terre selvagge, Nella valle di Elah di Paul Haggis, Io non sono qui di Todd Haynes (e con lui una delle due nomination di Cate Blanchette), il film d'animazione francese Persepolis che ha giustamente ceduto il posto a Ratatouille, i film ad effetti speciali Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo e Transformers.
Edizione fiacca per i miei film preferiti (Ratatouille che meritava di più, Pirati 3, Michael Clayton, Into the wild, Io non sono qui), ma curiosamente ricca per l'Italia: se quella alla colonna sonora di Espiazione by Dario Marianelli era già annunciata, quella per la scenografia di Sweeney Todd di Dante Ferretti e consorte era meno prevedibile, seppure meritatissima.
Verifichiamo la mia capacità predittiva: su 24 categorie ne ho azzeccate 11, le più ovvie. Sono la solita pippa.

E un altro anno di cinema è finito. Per fortuna ne inizia un altro, non meno parco di quello appena passato: ci aspettano Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, WALL•E, The dark knight, Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian, e in Italia il nuovo film di Gabriele Salvatores tratto dal romanzo premio Strega di Niccolò Ammaniti Come Dio comanda e quello di Matteo Garrone tratto da Gomorra di Roberto Saviano.

Vogliamo parlare di Sanremo? Allora, è già triste che io aspetti Sanremo non per sentire le canzoni ma per sentire la Gialappa's band in radio. Come evento televisivo Sanremo è morto da un pezzo, forse non sanno più come approcciarvisi, tentano di innovarlo ma forse non è questo il problema. Secondo me basta fare un drastico taglio di smoking e pellicce, e essere così più appetibili per i bravi cantautori e interpreti italiani, di cui ogni anno si presentano solo in piccoissima parte, per poi sistematicamente rinnegare il loro passaggio su quel palco ormai maledetto.
In compenso mi dicono dalla regia che il dopofestival di Elio e le storie tese è stato un grandissimo momento di televisione... e io che non ho voluto dar loro fiducia, andando a dormire! Beh, stasera, dopo la Gialappa's, Elio.
Perché Sanremo è (gli annessi di) Sanremo. E chi non la pensa così come noi farà i conti con la lega... dell'amo-o-o-re!

E a proposito degli Elio, a breve un commento del loro nuovo sorprendente album.

sabato 23 febbraio 2008

Festa e fiera per "la parole lumineuse" e non solo

Quello nella foto è un Oscar abbastanza insolito, come non ne hanno fatti più. Lo consegnarono 70 anni fa a uno dei geni del '900, Walt Disney, per aver creato un lungometraggio interamente disegnato, per la prima volta. Il lungometraggio era Biancaneve e i sette nani, e questa statuetta ne è l'immortale e irripetuto omaggio. E visto che questa statuetta compie oggi settant'anni, mi è parso bene usarla per introdurre la settimana di festa che si appresta a venire. Una festa del cinema prima e della musica poi. Gli Oscar e Sanremo. E le polemiche su quanto Sanremo sia davvero degno di festeggiare "la musica" le lasciamo ai post successivi...

E ieri sera è stata celebrata la cerimonia di consegna della versione francese degli Oscar, i Césars, che quest'anno hanno premiato la carriera di un italiano... e che italiano: Roberto Benigni. Poteva risparmiare ai francesi e al mondo uno spettacolo di gioia incontenibile come è suo solito fare? No, per fortuna.



Ovviamente questi cinque francofoni minuti, in cui chiama il cinema "parole lumineuse" e accolla ai francesi il DOVERE di fare il cinema migliore del mondo, mi hanno riportato alla mente un altro suo show, tenuto il 21 marzo 1999 a Los Angeles, quando grazie al film La vita è bella Roberto Benigni e Nicola Piovani si portarono a casa, in Italia, tre Oscar. Questo è il video (non lo posso incorporare perché l'Academy non vuole--) di quando ricevette il premio per il miglior film straniero dalle mani di Sophia Loren. Un momento memorabile: lei pronuncia la formula magica "...and the Oscar goes to", dalla platea arriva un nome, due volte, e poi come una Mamma che richiama il figlio dai suoi giochi perché è ora di cena misto a una Mamma che si dispera davanti alla bara del figlio soldato ritornato in patria cadavere, il nome è ripetuto da Sophia Loren e è "Roberto". Poi Benigni impazzisce sale sul sedile davanti al suo reggendosi sul capoccione di non so chi, e poi salta sul sedile davanti e lì lo so chi c'è, c'è Steven Spielberg che gli dà la mano e lo sorregge, in bilico sul suo schienale, mentre tutto il mondo applaude alla gloria e alla gioia di un uomo che ha cantato l'inno del corpo sciolto, declamato tutti i possibili nomi della fica davanti a Raffaella Carrà sulla castigata TV di stato italiana, e trasformato l'Olocausto in un gioco a premi per preservare l'innocenza di un bambino. Sullo sfondo uno dei temi musicali più belli del cinema italiano e mondiale, di Nicola Piovani, che oltre a sottolineare questo tripudio di gioia, sottolinea l'annuncio dalla voce fuori campo: "Questa è la 26a nomination per l'Italia e il suo 10° Oscar", annuncio che l'Academy riserva solo all'Italia e alla Francia, perché nessun altro Paese al mondo ha raggiunto quei numeri. Poi Benigni zompetta fino al palco dove travolge con un abbraccio Sophia Loren, si inchina come nella più illustre tradizione di attori e menestrelli, si prende una standing ovation da gente come Steven Spielberg e Meryl Streep, e fa i suoi ringraziamenti, e il suo inno all'amore e la sua immancabile citazione di Dante. Wow...
E domani notte la magia si ripeterà. Ovviamente non a quei livelli, visto che non c'è nessuno dalla prorompenza paragonabile a quella di Benigni, ma le emozioni saranno comunque assicurate, per chi si è emozionato quest'anno al buio di una sala cinematografica oppure immerso nel suo home theatre con il lettore Bluray nuovo di zecca pagato 500 euro.

Subito dopo gli Oscar partirà la settimana sanremese, sulla quale mi sono informato poco e niente. So che la conduce Pippo Baudo insieme a Piero Chiambretti e a due sconosciute (a me) vallette, una mora e una bionda of course. So che il Dopofestival è affidato a Elio e le storie tese, il cui nuovo album guardacaso è appena uscito e ce l'ho da un po' di giorni ma non l'ho ancora sentito. E come nel loro album, hanno promesso che al Dopofestival non mancheranno collaborazioni musicali e jam sessions, quindi non vedo l'ora. E sono fortunato che questa settimana non ho l'università, quindi all'afterhour hollywoodiano seguiranno le nottate Eliane.

Gli Oscar sono gli Oscar.
Sanremo è Sanremo.

venerdì 22 febbraio 2008

JR il mostro

JR è il tenero mostro che si prende cura la baia di New York ogni giorno, dalle 6 di mattina alle 6 di mattina del giorno dopo, nella parte alta degli iGoogle di tutto il mondo, basta solo sceglierlo come tema invece di quello di default. Francamente non ho capito se sia uomo, donna o bambino, però è tanto caruccio :D Non so nemmeno chi ne sia l'autore, anche se comunque è nel team di sviluppatori di gadgets di Google.
Eccovi la mia solita composizione verticale: dalle 6am alle 4am, cambia ogni due ore. Magari così tutto insieme non fa ridere, ma trovarselo in una di queste posizioni in un momento a caso della giornata ti risolleva il morale :)

giovedì 21 febbraio 2008

Fatto ciò che andava fatto. Visto ciò che andava visto.

Questa è una delle foto di scena più belle che abbia mai visto. Signori, Emile Hirsch e Sean Penn. Sean Penn è quello col cappellino. Beh, sì, ha anche la cinepresa in spalla, poiché di Into the wild - Nelle terre selvagge (da cui è tratta questa foto) il beneamato Sean è regista e sceneggiatore e forte sostenitore.

L'ho visto finalmente. La sera prima dell'esame di cui al post precedente. In un cinema romano che adoro, cioè l'Eden Film Center, che ha un sito virtuale pessimo a dispetto del sito reale. Un cinema che in quattro sale propone sempre e solo film di qualità, senza interruzione fra primo e secondo tempo (che può sembrare un male ma non lo è). Ci ho visto molti ottimi film e fatto molte ottime esperienze di fruizione cinematografica. La prima volta ci andai per L'arte del sogno, di Michel Gondry, e rimasi incantato dalla splendida sala tinta in verde, con schermo grande, sedili comodi e, siccome, per motivi di mezzi pubblici, arrivo sempre con un'ora di anticipo, anche posti privilegiati. Infatti questo cinema è a 16 km da dove abito e tre quarti d'ora di viaggio in bus/metro, ma me li faccio sempre volentieri. Anche quando il film dura 150 minuti, come Into the wild, e torno a casa alle 11 di sera (spettacolo delle 18:45) senza aver cenato. E ora, per introdurre il prossimo argomento, una lista di film che ho visto all'Eden (vado a memoria):
  • L'arte del sogno
  • Lettere da Iwo Jima
  • L'ultimo re di Scozia
  • Centochiodi
  • In memoria di me
  • Sleuth - Gli insospettabili
  • La musica nel cuore - August Rush
  • Paranoid Park
  • Into the wild - Nelle terre selvagge
  • La famiglia Savage
Siccome io sono come gli animali, che hanno bisogno del premio quando fanno una cosa (buona o cattiva che sia), mi sono concesso ben DUE film, dato che ho LAVORATO sul progetto universitario di cui sopra, e quindi la sera prima dell'esame, e prima di Into the wild, ho visto anche l'attesissimo Caos calmo (non nello stesso cinema). Film bello, ma più bello nella parte finale quando si smette di raccontare storie e si comincia a riflettere. Al contrario di tutti, ho trovato Nanni Moretti come un pesce fuor d'acqua, mentre tutti dicevano che questo ruolo era cucito addosso a lui. Il personaggio di Pietro Paladini è molto più convincente nel libro, mentre nel film lo sono molto di più i comprimari, su tutti Alessandro Gassman e Valeria Golino. E poi...







...ROMAN POLANSKI!!! La sua scena vale tutto il film (non che il film non valga, eh). Appare questo nanetto, annunciato al telefono da una segretaria in fibrillazione e accompagnato da gorilloni in nero, chiede a Nanni Moretti di andare a parlare in macchina, lì il dialogo scompare e la musica (ottima, non me l'aspettavo) la fa da padrone insieme alle facce attonite degli astanti (astanti sia in questa scena che nel resto del film) passati in rassegna dalla telecamera. Poi Polanski se ne va, e non ha più senso continuare a vedere il film, ci alziamo e ce ne torniamo a casa felici di aver visto il miglior film italiano dell'anno. Io nello specifico sono poi andato all'Eden a vedere il miglior film del mondo dell'anno.
C'è anche un'altra scena molto bella e che porta alla mente dei grandi momenti di cinema: quando il muto personaggio di Kasia Smutniak guarda la panchina e ricorda tutti gli abbracci avvenuti in quel punto fra Nanni Moretti e i suoi parenti&colleghi, peccato che né il film né gli abbracci fossero ancora finiti, in quel momento, e quindi la scena perde gran parte della sua carica evocativa.


Si poi c'è anche QUELL'ALTRA SCENA LI'... senza musica, solo gemiti. E' un peccato censurare il film solo per quella scena, così come è un peccato farsi pubblicità solo per quella scena. Il risultato che ne consegue è che, nella visione del film, la si percepisce come distaccata dal resto della storia e inutile ai fini di questa. A quel punto la richiesta di don Anselmi di maggiore romanticità è completamente inutile. Farla romantica, farla violenta, non farla affatto è la stessa cosa, il ruolo che aveva nel libro si è perso.

Vogliamo aggiungere la polemica della pubblicità? Mah, polemica inutile invero. E più che la pubblicità occulta all'automobile, a me ha dato fastidio quella al Ciobar che si intravede per qualche secondo nel ristorantino, per dire... La macchina è protagonista del libro, andava scelta una marca. L'hanno scelta, punto.
Insomma di questo film mi hanno deluso due cose: Nanni Moretti attore e la pubblicità (non quella occulta, ma quella che hanno fatto al film). Quando annunciarono il film tratto dal libro, mi aspettavo un trattamento più raffinato, soprattutto da Nanni Moretti.


In tutto ciò non ho detto nemmeno una parola sostanziosa su Into the wild. Perché? Forse nella vana speranza di farne una bella recensione e darla a questo sito qui, che gli ho dato poco e niente, e chiedo scusa.

PS: prima dicevo che la lista preludeva al successivo argomento. Semplicemente perché in Caos calmo le liste hanno una certa importanza. Chiedo perdono per il mio pensiero contorto.

mercoledì 20 febbraio 2008

Introducing "L'ULTIMA SCENA"

Un film con inaspettati risvolti!




E finalmente ce l'ho fatta. Anche questa è andata! Ho fatto questa sottospecie di trailer, io e la mia troupe abbiamo affrontato un sacco di problemi, ma alla fine abbiamo ottenuto un risultato, e col senno di poi facciamo tesoro di questa esperienza. Per non ripeterla mai più.
L'ho sottoposta al giudizio insindacabile dei miei professori professionisti del settore e loro l'hanno giudicato, udite udite, meritevole del voto 30! Purtroppo avevo precedentemente fatto una prova scritta non eccessivamente brillante, perciò il voto finale è piombato a 26. Ma va benissimo, non me lo sarei mai aspettato. O meglio, non mi sarei mai aspettato di riuscire a finirlo e ad arrivare all'esame (cosa che nei due anni precedenti, in cui ci ho provato, non è successa).
Potete ora guardare questo travagliato video, vi prego solo di non far caso alla sincronia imperfetta, dovuta a non so cosa dato che nel mio file questo problema non c'era... sarà colpa di YouTube.

E ora una settimana di riposo, prima di ricominciare.

giovedì 14 febbraio 2008

Stille Nach... ehm, Still Chaos

Ancora Caos Calmo, anche se non l'ho ancora visto. Ovviamente ne parlo per le polemiche scatenate dal responsabile giovanile della Conferenza Episcopale Italiana don Nicolò Anselmi riguardo alla ormai celebre scena di sesso fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film è stato presentato ieri sera al Festival di Berlino. "Still Chaos" non è il titolo tedesco, ma una mia traduzione che sospetto essere anche sbagliata, però mi piaceva fare il giuochino di parole con la canzoncina natalizia "Stille Nacht", che significa "notte calma" e non "bianco Natal" cari bambini. E non stiamo a puntualizzare sugli adattamenti italiani di canzoni straniere, che ieri ho sentito quello del cortometraggio Il tuo amico topo sul DVD di Ratatouille e non ne sono per niente soddisfatto, per motivi che spiegherò poi. Ma torniamo a noi...
Ieri sera Nanni Moretti ha portato la polemica italiana a Berlino, senza che nessuno gliel'avesse chiesto, tanto per avere l'appoggio di giornalisti che non sanno minimamente cosa significa vivere nella Nazione che ospita il Vaticano, e contribuendo quindi a infiammare la polemica che lui stesso e tutto il cast (produttore, regista, attori e lo stesso autore del libro Sandro Veronesi, già attaccato dalla Chiesa per la stessa scena quando vinse il premio Strega) hanno definito "sciatteria isterica della stampa italiana". Sulla sciatteria isterica concordo perfettamente con lui, e concordo con Procacci e Veronesi sull'inopportunità dell'intervento di don Anselmi, che mi è parso l'intervento di uno che o non ha visto il film o non ha capito niente del film o quando vede un film non ci va per capire qualcosa forse perché teme chegli piaccia (la religione vieta di apprezzare le opere d'arte?). E' ovvio che sia nel film che nel libro quella scena era inevitabile, non era gratuita e nel libro da modo a Veronesi di comporre una gran pezzo di prosa, e per motivi che si capiscono solo se si è voluto leggere il libro/vedere il film, non ci poteva assolutamente essere spazio per il minimo romanticismo, per il più piccolo barlume d'amore, anzi! Quello del protagonista è un atto violento e catartico derivato dalla perdita della moglie che amava, metterci amore nel violentare quella sconosciuta sarebbe stato ancor più deprecabile dal punto di vista morale. Insomma, quella di don Anselmi mi è parsa un'esternazione gratuita (la sua sì) per cavalcare l'onda del risalto che i giornali hanno dato a quella scena. Se veramente chiede agli attori di essere d'esempio per i giovani, vada a rivolgersi a quei film per giovani (ormai è diventato un genere) senza significato e senza ragione d'esistere se non quella commerciale, che quest'anno sono stati i maggiori contribuenti della rinascita (economica) del cinema italiano: è questo che lo deve preoccupare, da pastore e da osservatore della cultura (se la osserva... da come ha commentato il film non mi pare).
Ad ogni modo la polemica è stata veramente isterica da parte dei giornali, in quanto il suo intervento don Anselmi l'ha fatto su una newsletter interna, quindi il dubbio che qualcuno abbia colto al volo l'occasione per infiammare ancora di più il lancio del film è ben lecito, checché ne dica indignato Sandro Veronesi.
Insomma, per me in questa vicenda hanno torto tutti, come accade sempre quando qualcuno si arroga il diritto di censurare e i censurati mostrano una ignifuga coda di paglia nel difendersi.
Comunque il film, a Berlino, è stato accolto dagli applausi. Spero di farlo anch'io, appena andrò a vederlo, e spero che il mio prossimo post a riguardo sarà un commento al film e non alla polemica.

martedì 12 febbraio 2008

Making the movie


Sto facendo il mio primo film. Uuuuuh. Non è vero, è un finto trailer che sto facendo per l'esame di Montaggio, però ha richiesto di allestire un set, trovare gli oggetti di scena e degli attori, ergo è la cosa che nella mia vita più si è avvicinata all'esperienza di "fare un film". E' un film di fantascienza: uno scienziato... anzi no, a dire la verità durante le riprese non era più uno scienziato perché non siamo riusciti a trovare un camice, e dato che l'attore si è presentato in tuta, abbiamo convenuto che fosse uno studente di ingegneria. Allora, uno studente di ingegneria costruisce un telecomando che gli permette di entrare in televisione. Lo sperimenta e entra prima in Jurassic Park, poi in Shrek Terzo e poi in Lost in translation. O meglio, in quest'ultimo film non ci riesce a entrare, infatti come dimostra lo storyboard di cui potete qui vedere un'anteprima esclusiva il nostro ingegnere non è nel film ma è tornato a casa sua, e se ne dispiace perché quella era una scena di uno spogliarello. Alla fine, scazzato, butta il telecomando nel cestino.
Come forse si intuisce dal riassunto che ho appena fatto, nelle scene in cui lo scienziato entra in un film occorreva filmarlo con un bluescreen alle spalle. La zappa sui piedi. Ci siamo fatti dare un telo lungo 50 metri da un tizio, ma il telo si è rivelato essere un enorme striscione pieno di scritte, quindi inservibile. Tralascio la descrizione di come il telo l'abbiamo prima srotolato e poi pseudoriarrotolato... Alla fine abbiamo usato delle lenzuola rosse. Ora, credo che chiunque se ne intenda di queste cose in questo momento mi riderebbe in faccia, poiché usare un telo rosso equivale poi a decapitare e amputare gli arti dell'attore in fase di montaggio (rosso il telo, rossa la pelle). Allora abbiamo messo un coprimaterasso verde chiaro all'altezza della testa (colore anche peggiore, essendo chiaro). Insomma... una bella schifezza, adesso vediamo come viene... per il 20 febbraio devo consegnare il video finito.

lunedì 11 febbraio 2008

They tried to make me go to rehab, I said NO.

Amy Winehouse è stata la maggiore vincitrice dei Grammy Awards la cui premiazione è avvenuta ieri a Los Angeles. Solo che lei in L.A. non è potuta andarci, gli Stati Uniti le hanno negato il visto d'ingresso per i suoi noti problemi di droga. Si è però esibita in collegamento da un pub di Londra, e all'annuncio dei suoi premi si è anche commossa (non l'avrei mai pensata capace di farlo, tanto è "maledetta"...).
Come dice il titolo di questo post, che è poi l'incipit della sua canzone che ha vinto tre Grammy, volevano mandarla in riabilitazione ma lei ha risposto con un cortese diniego... infatti adesso non se la passa bene: dietro la cortina del successo i problemi si moltiplicano e le danno l'aria da artista maledetta. Beh, visto che lei in riabilitazione non ci vuole andare a noi poveri ascoltatori non ci rimane che goderci le sue canzoni e sperare che ci vada da sola in rehab.
Devo dire che sto ascoltando il suo album da mesi e mi ha favorevolmente colpito il fatto che abbia avuto tutto questo successo con il suo R&B arricchito da coretti vintage... o forse il successo l'ha avuto solo grazie al gossip e alla canzone dell'omonimo album Back to black, che è la canzone meno "di genere". Fatto sta che nonostante il recupero di vecchie sonorità e le variegate influenze (persino melodiche e reggae!) è un ottimo album del quale non delude neanche una canzone, e sono contento che l'interprete oltre ad avere una bella voce nera sia anche autrice.
E poi è nata il mio stesso giorno, il 14 settembre! Di due anni prima però...
Questo mi ricorda che devo compilare una lista delle persone nate il mio stesso giorno... un'anticipazione: Franco Califano.

venerdì 8 febbraio 2008

Qualitel

La RAI rièsuma (o riesùma oO) l'indice di gradimento e lo chiama Qualitel. E' stato imposto da una commissione del Ministero delle Comunicazioni e sarà operativo da aprile:
Il documento, che ribadisce anche i tempi di attuazione, è opera della commissione presieduta da Giuseppe Sangiorgi, ex commissario dell'Autorità per le Comunicazioni. Vi si legge che le misurazioni saranno cinque. Gli italiani verranno chiamati a giudicare intanto i singoli programmi della fascia chiave che va dalle 20 alla mezzanotte, ogni giorno. Un giudizio dovrà essere espresso, poi, per le altre fasce orarie. Ma in questo caso l'istituto demoscopico, incaricato di fare tutte le interviste, darà un verdetto generale e diviso per genere (sceneggiato, reality, informazione).

Una terza indagine (trimestrale) giudicherà le sole trasmissioni rivolte ai minori. Una quarta, l'offerta della Rai via Internet (come fa l'inglese Bbc a Londra). Infine l'istituto demoscopico misurerà la "reputazione" generale della tv di Stato in un suo rapporto annuale.
Quindi gli italiani, interrogati da un istituto specializzato, giudicheranno: il primetime, i generi, la tv dei ragazzi e la tv on demand, più un rapporto annuale generalizzato. L'indice di gradimento sarà comunicato ogni giorno dopo pranzo e consisterà in un punteggio da 0 a 100.

Come novità mi sembra buona, però bisogna vedere quali saranno le reazioni della RAI a eventuali punteggi bassi... dopo aver offeso l'Auditel e Aldo Grasso, passeranno a offendere gli italiani?

Insomma, volevo scrivere un nuovo post e non sapevo di che parlare. Avrei parlato di WALL-E ma non vorrei inflazionarlo... mancano ancora 9 lunghissimi mesi... e poi ho una mezza idea di un mezzo progettino su mezza Pixar che... vedremo...
In tutto ciò io devo preparare un esame e non lo sto facendo. Chi la vincerà? Io o il mondo che mi bombarda di notizie interessanti? Io. Vincerò io. Vincerò io. Vincerò io. Vincerò io. Forse vincer... NOO, Vincerò io. Vincerò io. Vincerò io.

domenica 3 febbraio 2008

2008 - L'Anno del Robot.

[per maggiori informazioni e materiali su WALL-E in italiano, fai una capatina sul blog PIXAR Italia! Grazie :)]

Il 2008 è l'anno del ritorno di Indiana Jones. Però è un ritorno, appunto. Il vero evento inedito del 2008 è WALL•E, il prossimo film Disney/Pixar. Ovviamente avrò modo di parlarne tanto e spesso, vista l'insaziabile attesa per questo film. Tutto ma proprio tutto (anche troppo, leggasi "spoiler") quello che c'è da sapere su questo film è segnalato in questa discussione su La Tana del Sollazzo.
Ne faccio una breve retrospettiva ora approfittando di un nuovo video che è appena uscito e che presumibilmente sarà lo spot trasmesso durante il Superbowl domani sera.

Nonostante questa divertente gag, featuring anche l'insettino Spot, il trailer vero e proprio di WALL•E non è ancora uscito. Sono usciti in compenso un paio di teaser trailer che mostrano il nostro robottino mentre svolge il suo lavoro sulla Terra, compattando rifiuti e collezionando cianfrusaglie dimenticate da un'umanità da tempo espatriata nello spazio. Ma è appunto nello spazio che si svolgerà il film, e di questa parte ancora non ci sono state mostrate delle immagini (a parte in questo video dove il regista anticipa alcune informazioni sul resto del film). Il regista è lo stesso di Alla ricerca di Nemo, Andrew Stanton, e anche il compositore della colonna sonora è lo stesso, Thomas Newman, e sulla parte musicale è da segnalare anche che Peter Gabriel sta scrivendo una canzone appositamente per questo film.
Questo è il trailer più completo di cui si è stato fatto dono finora:

E' da segnalare anche una campagna di viral marketing basata sulla società fittizia "Buy 'n' Large", la creatrice dei robot che vedremo nel film (WALL•E, ma anche altri...). Questa ha un sito, dove si possono trovare anteprime dei robot creati dalla società, e dove c'è un negozio online per comprare magliette, cappelli e altre cianfrusaglie personalizzate BnL (Buy 'n' Large, non Banca Nazionale del Lavoro...). E' stato anche realizzato un falso video pubblicitario della BnL, presente sul videogame di Ratatouille, ecchevelo qua.
Il film esce a fine giugno in America e a ottobre inoltrato in Italia. Quindi se volete organizzare una vacanza quest'estate, fatela a fine giugno e in America, e invitatemi.

venerdì 1 febbraio 2008

Chi è che vuole punirmi, e perché?

Io passo 11 mesi all'anno aspettando le nomination agli Oscar. Quando si avvicina il momento io sono lì a calcolare l'ora italiana in cui avverranno, perchè di solito viene comunicata come ora del Pacifico, e di solito sbaglio anche. Dopo di che, all'approssimarsi del grande evento, sono lì a contare i secondi.
E il collegamento a internet non funziona.
Provo a collegarmi col cellulare.
E il collegameno col cellulare non funziona.
Solo DUE ore dopo riesco minimamente a collegarmi col cellulare e ad avere la lista completa delle nomination. Vabbé, una malaugurata coincidenza.

Stanotte è iniziata la quarta serie di Lost. Io lì a contare i secondi (nel sonno), mi sveglio stamattina alle 9, accendo il computer e la scheda wireless (integrata) non funziona più.
Collegarmi col cellulare, in questo caso, non mi serve.
Devo rubare la pennetta wireless usb al computer di mia sorella, che fralaltro non prende neanche bene il segnale. E quando torna dovrò ridargliela. E quindi, dopo tanto essermi beato di avere la scheda wireless integrata nel portatile, ora mi tocca andarmene a ricomprare una esterna.

Allora, quando mi si fulminò l'hard disc esterno non me la sono presa, forse per vari motivi me lo meritavo. Ma stavolta che ho fatto? STO ANCHE STUDIANDO! Anzi, internet mi serve anche per spedire certi progetti per l'uni.

E con questo inauguro una categoria cara a molti blogger, e che io chiamarò MO' SBROCCO.