mercoledì 26 marzo 2008

La fame che avevo (di racconti)

La fame che abbiamo
di Dave Eggers

Quando combini questi tre elementi - lo stridore, il mugolio e il gemito - e li condensi in una sacca di esplosione che nasce dal fegato e viene espulsa dal corpo attraverso sei o sette orifizi diversi contemporaneamente, ebbene: hai strillato.
da "Quando impararono a strillare"

Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta, come dicono quelli dell'amaro Montenegro. Dopo due romanzi che si sono fatti divorare con ardore, non mi aspettavo che la lettura di questo pugno di racconti di Dave Eggers fosse così difficile da portare a termine. Al contrario degli altri racconti che ho letto in questa tornata, questi non erano legati da un filo comune se non l'esercizio di stile dell'autore, il quale è diventato popolare proprio grazie al suo stile ("struggente" ma non melodrammatico, al limite fra l'incazzato e il realista rassegnato).
Dopo un paio di racconti dalle trame interessanti (un'inaspettata escursione nel deserto, cosa si prova a vedere in tv soldati morti), il resto dei racconti ristagna su storie poco originali ma che però Eggers sfrutta per dipingere al meglio i suoi personaggi, allungando così un racconto fino anche a quaranta pagine. Mentre invece da piccoli ma precisi schizzi dei protagonisti dei racconti brevi, ma veramente brevi: in una o due pagine descrive una sensazione (spesso comune) e come viene affrontata dal personaggio che alla fine, dopo due pagine, possiamo dire di conoscere.
Sul finale invece l'originalità delle trame torna a prendere piede, negli ultimi due bellissimi racconti lunghi Appunti per la storia di un uomo che non vuole morire da solo e Su per la montagna in lenta discesa, il primo scritto proprio in forma di appunti, il secondo in un lungo (60 pagine) discorso indiretto libero (fralaltro dal punto di vista di una donna). A intervallare questi ultimi due nuclei complessi ci sono racconti da 2-4 pagine Eggers dove scatena la sua creatività quasi surreale: un racconto vuoto (6 pagine immacolate), una breve storia dello strillare, e una storia narrata da un cane.
In due di questi racconti poi si fa riferimento a un precedente romanzo: L'unico significato dell'acqua simile a olio è praticamente un piccolo sequel del romanzo Conoscerete la nostra velocità, narrato da Hand, uno dei due protagonisti; allo stesso romanzo fa riferimento la tecnica con cui è narrato il racconto del cane che citavo prima, Dopo che mi buttarono nel fiume e prima di annegare, ovvero a narrare la storia è un personaggio morto (e la sua particolare condizione è annunciata da subito, non è un mistero). Non escludo che ci siano altre citazioni che non ho colto...

Insomma, nel mezzo mi ha un po' demoralizzato. Stavo quasi per abbandonarlo, soprattutto alle soglie di uno degli ultimi racconti (Su per la montagna in lenta discesa) che dall'indice ho visto durava 60 pagine, e invece durante un viaggio in treno è filato via che è un piacere, risultando anche fra i miei racconti preferiti di questa raccolta.


Orbene! Ho vinto la mia sfida, ho letto 4 raccolte di racconti tutte di fila, abbandonando i romanzi. Ma adesso si torna all'ampio respiro, nonostante abbia accettato il consiglio di Xalira e di Morpheu5 di procurarmi un'altra raccolta di racconti di Stefano Benni, Il bar sotto il mare che non è nemmeno troppo lungo. Però ho voglia (e urgenza) di romanzi. In lizza ci sono i seguenti mattoni:
  • Come Dio comanda, di Niccolò Ammaniti, urgente perché quest'anno ne esce il film e dovrò vederlo per forza dato che è del piccolo grande Gabriele Salvatores, e voglio leggere il romanzo prima del film
  • L'ombra dello scorpione, di Stephen King. Non sono un divoratore del Re, anzi, credo che questo sia il suo primo romanzo che leggerei. E' il romanzo preferito della mia amica che me l'ha impost... ehm, consigliato, nonché un romanzo ispiratore di Lost, e quindi voglio proprio vedere quanto è ispiratore...
  • The Illuminatus! trilogy, di Robert Anton Wilson, anche questo ispiratore di Lost e consigliatomi da Morpheu5, che mi ha impost... ehm, consigliato di comprarlo in inglese, e adesso sono tipo 4 volte che inizio a leggerlo... vabè, stavolta sarà la volta buona :P
  • Asimov. Tempo fa avevo iniziato la mia opera di lettura/rilettura del ciclo delle Fondazioni, che però procede molto lentamente, tant'è che dei 7 libri che compongono il ciclo sono ancora ai primi 2 prequel, e adesso mi aspetta il cuore del ciclo, che già ho letto e sarebbe il primo romanzo che rileggo. Inoltre ci sono altri due romanzi "accessori" di Asimov, La fine dell'Eternità e Nemesis, il primo l'ho già letto ma lo rileggerei molto volentieri poiché questi due romanzi stand-alone raccontano storie bellissime.
  • Coraline e Buona apocalisse a tutti, di Neil Gaiman. Fra le tante cose di Neil Gaiman che dovrei recuperare. Il primo perchè ne è in uscita il film animato in stop-motion diretto dal regista di Nightmare before Christmas Henry Selick. Il secondo perché scritto a quattro mani con Terry Pratchett e, dicono, molto divertente.
Per adesso fra questi è in pole-position Stephen King, perché a detta di tutti nonostante le 1000 pagine è un libro che non si riesce a smettere di leggere (un po' come Lost non si riesce a smettere di vedere). Però anche l'universo fantastico di Asimov chiede di non essere dimenticato. Sarà un'ardua scelta...

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