domenica 4 maggio 2008

Roma Alemanna\1

Comincia con questo post una rubrica che probabilmente durerà per molto tempo, ovvero i cambiamenti che il nuovo sindaco Gianni Alemanno porterà alla Capitale. Si intende che riporterò soltanto i cambiamenti negativi, proprio per sottolineare quanto mi rode che Roma non sia più in mano a Veltroni o chi per lui.
Sì sa che il piatto forte della sinistra per Roma era la cultura. E si sa che il piatto forte della destra per Roma era "gli sprechi della sinistra per la cultura". Non me ne sono mai interessato più di tanto, ma è già simbolico il fatto che la destra ha minacciato di demolire il "coso" in cui è stata ingabbiata l'Ara Pacis. Al di là dei giudizi estetici, poiché credo che Alemanno non ne capisca granché, è già il primo passo di questa gestione anticulturale.

Ora c'è il secondo passo, le cui conseguenze mi stanno particolarmente a cuore: la Festa del Cinema di Roma. Nelle prime due edizioni di questo evento che, neonato, è già di valenza internazionale, si è sottolineato l'aspetto popolare per distinguersi da quello autoriale e ricercato della Mostra del Cinema Internazionale di Venezia. Questo significava invitare alcune personalità molto celebri del mondo del cinema, fra cui registi e attori. Che sia stata una spesa eccessiva di denaro posso anche concordare, però non è stata una concessione gratuita al glamour: avere Leonardo DiCaprio che parla di problemi sociali a Tor Bella Monaca, nell'estrema periferia di Roma dove ne succedono di tutti i colori, credo sia stato qualcosa di epocale, tanto per fare un esempio. E' vero che la periferia di Roma è disastrata dalle buche sulla strada, ma vogliamo vedere cosa cambierà con la gestione Alemanno? Vediamo, tanto io per quest'anno non mi laureo quindi sarò a Roma (estreeeema periferia) ancora per un bel po'...

Alemanno invece, da grande esperto di cinema quale è, ha in mente una riforma di questa festa ideata da quell'incompetente di Veltroni, che lo fanno pure scrivere di cinema sui giornali.
Intanto ha pensato di privilegiare il cinema italiano. Della serie "lo dicono tutti, adesso lo dico pure io, senza pensare però". Diventerebbe una festa del cinema italiano che non ha alcun motivo di essere festeggiato. E' vero che, grazie a Dio, alcuni registi italiani sfornano dei film splendidi, ma di certo non ogni anno e non tutti a ottobre, quando c'è la Festa del Cinema. E' vero anche che la grande maggioranza dei film italiani sono fra il "senza pretese", il ridicolo e l'inguardabile.
Pur volendo fare una selezione dei migliori film italiani, essendo di qualità non riempirebbero certo le sale e le piazze (non riempiono nemmeno i cinema, purtroppo), e la Festa crollerebbe miseramente, che poi è quello che Alemanno e tutti i suoi camerati vogliono.
Inoltre il Gianni ha proposto di accorpare Festa del Cinema e David di Donatello, che non c'entrano niente l'uno con l'altro. Uno è un concorso sottoposto al giudizio di una giuria di autori internazionali di chiara fama, l'altro è un premio dell'industria nazionale per ogni settore lavorativo coinvolto nella realizzazione di film. Hanno entrambi la loro importanza e il loro valore, solo che la Festa del Cinema è un progetto nuovo e dalla gestione moderna, mentre i David sono una premio che non sa essere al passo con i tempi ma sa soltanto emulare le sontuose cerimonie internazionali (copiando, male, da esse solo il glamour, senza capire quanto il glamour valorizza i premiati e non è fine a se stesso) col risultato che ogni anno la cerimonia dei David è sempre più patetica.
E poi di una Festa del Cinema Italiano, oggi, non frega niente a nessuno nel mondo. Alemanno non si lamenti che i giornali italiani e internazionali in questi giorni sottolineano con forza il fatto che lui sia un ex-fascista...
Insomma, Alemanno vuole rovinare un evento nuovo, nato non sotto i migliori auspici né italiani né internazionali, eppure ce l'ha fatta, è stata una macchina efficiente che ha presentato film buoni e importanti, riconosciuti anche in altri premi internazionali (il vincitore dell'anno scorso, Juno, ha poi vinto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, su 4 nomination).
Chissà se adesso le "star" che avevano ricominciato a girare kolossal a Cinecittà portando un grosso movimento di denaro e di lavoro, chissà se Alemanno metterà anche quelle nella sua black list? Forse no, ma magari se ne andranno da sole, perché con la politica del "meno cinema, più sicurezza" Roma perde gran parte del fascino che stava riconquistando agli occhi del mondo, e anche ai miei che l'apprezzavo e l'ammiravo nonostante le buche nelle strade, il traffico, gli autobus in ritardo e gli scioperi. Se però Roma ne guadagnerà in sicurezza è da vedere, visto che l'idea che hanno i Fascisti della sicurezza è cacciare a pedate gli immigrati, mentre molti stanno cercando di ricordar loro che la delinquenza e la violenza risiedono anche altrove e hanno radici più profonde. Poi, i Fascisti contro la violenza è proprio da ridere...

E ancora... la Festa del Cinema no, lo stadio per la Lazio sì? Vabbè va...

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