sabato 28 giugno 2008

Il Libro è arrivato!

Un pacco enorme per quel libricino, bello imballato e intonso. Ed è arrivato. E' bellissimo, si sfoglia che è un amore, e le poesie dentro sono bellissime da leggere, formattate benissimo (grazie, grazie! :P)... certo le pagine sembrano a rischio di staccarsi... e soprattutto d'estate rischio di insudiciarle coi miei polpastrelloni...
Cmq bello bello bello bello bello!!! Un sogno che si avvera! :D

mercoledì 25 giugno 2008

iGoogle di 'sta ceppa

Hai esaurito la tua utilità, inutile ammasso di temi d'artista schifosi. Sei la merda! La merda fatta aggregatore RSS, OK? Vai al diavolo. Passo a Google Reader.
Schifoso coso orrendo padogjsdbiksnfpvkasmdfàl MAVSFA.

sabato 21 giugno 2008

Ci piace Batman ci piace com'è!



Fra un mesetto arriva Il cavaliere oscuro, l'ennesimo film di Batman, visto dall'ennesimo grande autore dopo Tim Burton e Joel Schumacher, Christopher Nolan. E insomma m'è presa la fissa sia con Batman che con Nolan.
Oggi mi sono ritrovato a canticchiare dall'inizio alla fine senza saltare nemmeno una parola la sigla del cartone animato di inizio anni '90. Subito sono andato a cercarla su YouTube... mi sono uscite le lacrime... quanto mi piaceva...
Passando a Christopher Nolan è uno che io nella mia somma ignorantia ero solito scambiare con un attorucolo degli anni '70 che ultimamente, come molti, s'è dato alla regia (forse mi confondevo con Christopher Reeve, pace all'anima sua... che pure lui era un supereroe DC, una volta...). Niente di più falso e meschino, invece. Christopher Nolan è un giovane astro del cinema che ha adattato superbamente un raccontino pseudopulp scritto dal fratello, e in cambio entrambi si sono beccati una bella e scintillante nomination agli Oscar. Parlo di Memento, che ho appena visto per la prima volta. Un film dalla struttura abbastanza complessa, che devo ancora capire appieno: c'è un primo binario dove ogni scena è un flashback della precedente, e un secondo binario più lineare (mostrato in bianco e nero) che è un grosso flashback del primo binario. Lungo il film si passa alternativamente da un binario all'altro, fino a che i due binari non si incontrano, e (in teoria) tutto l'inghippo si spiega. La trama è molto più semplice: un tizio perde la memoria a breve termine in seguito a un incidente dopo del quale non può assimilare nuovi ricordi se non per un paio di minuti. Nell'incidente sua moglie è stata stuprata e uccisa, e lui tenta di indagare per vendicarsi... ma è difficile indagare se ti dimentichi tutti gli indizi appena li trovi. Così se li appunta, ma non su un post-it, ma tatuandosi gli indizi sul suo corpo, e facendo alcune polaroid alle persone che incontra più spesso e di cui deve ricordarsi.
Lo spettatore segue l'indagine del protagonista, Leonard, con i suoi stessi dubbi: non si sa di chi fidarsi, quale sia il filone principale della storia, qual è la storia vera e quale è la menzogna messagli davanti agli occhi per nasconderlo dalla realtà (citazione :)) e sfruttarlo.
[La citazione suddetta è tratta da Matrix, e fralaltro in questo film c'è la bella e dolce e diabbbbolica Trinity, ovvero Carrie-Anne Moss]
Di Christopher Nolan avevo già visto The Prestige, un film sui maghi prestigiatori di fine '800 che hanno a che fare di qualcosa tutt'altro che magico, l'elettricità (stupendo il cameo di David Bowie, che interpreta Tesla). Una lotta idealistica e spettacolare fra mago allievo e mago maestro, fra illusione e realtà.
Però un film così bello non può aver fatto quel regista che Nolan credevo fosse... ci è voluto Memento per rimettermi sul binario giusto e capire che Christopher Nolan merita un posticino fra i miei autori preferiti, lì in mezzo fra Steven Spielberg e Clint Eastwood, per la precisione. Nolan ha il senso dello spettacolo di zio Steve e lo sguardo impietoso ma rispettoso sulla realtà che ha zio Clint. E come gli zii Steve e Clint merita che io compri tutta la sua filmografia nella migliore edizione DVD che esista.

Oh, dopo aver fatto questa riflessione e aver scoperto un nuovo idolo, mi sono ricordato l'intenzione iniziale, quella di guardare Batman begins, sempre di Christopher Nolan, che tempo fa avevo snobbato come snobbo molti dei film tratti da fumetti supereoisti americani (non ricordandomi, come ha dimostrato il moto di commozione che ho avuto con la sigla del cartone animato di cui sopra, di quanto Batman facesse eccezione), ma soprattutto l'avevo snobbato per la presenza di Katie Holmes, in quanto proveniente da una serie TV per teenagers (Dawson's creek che non ho mai visto, ma secondo me forse forse mi sarebbe pure piaciuta... e devo ammettere che ha un bel titolo) e che consideravo e considero un'attoruncola, soprattutto dopo che si è unita in matrimonio a Tom Cruise, rincoglionitosi irreversibilmente.
E invece l'ho visto, ed è grandioso. Certo, soffre di tutti gli inevitabili difetti che hanno i film sui supereroi (non ho mai digerito come verosimile l'ipotesi che un uomo qualunque si metta una calzamaglia e vada in giro a salvare la gente... è una bella fantasia, che può generare storie bellissime, sono d'accordo... ma non ce la faccio a prenderla seriamente...), ma per il resto è Nolan in tutto e per tutto.
Adesso per completare la Maratona-Nolan mi rivedo The Prestige, e dopo, nell'attesa del nuovo Batman al cinema, mi risparo i quattro film precedenti:
  • 1989, Batman, di Tim Burton, con Michael Keaton, Jack Nicholson e Kim Basinger
  • 1992, Batman - Il ritorno, di Tim Burton, con Michael Keaton, Danny DeVito e Michelle Pfeiffer
  • 1995, Batman forever, di Joel Schumacher, con Val Kilmer, Tommy Lee Jones, Jim Carrey e Nicole Kidman
  • 1997, Batman & Robin, di Joel Shumacher, con George Clooney, Chris O'Donnel, Arnold Schwarzenegger e Uma Thurman

Wow, certi bei cast fanno tanto bene al cuore...

giovedì 19 giugno 2008

It's coming! IT'S COMING!!

E' stato stampato. Il Libro ufficialmente esiste. E' stato finalmente stampato e ieri è finalmente partito alla volta dell'appennino abruzzese per giungere fino a casa mia, speriamo oggi o domani. E soprattutto speriamo che sia stampato bene, ho dubbi atroci sulla copertina... io l'ho fatta seguendo alla lettera le loro indicazioni, solo che poi hanno avuto la grande idea di farmela convertire in pdf, e lì non so proprio che cosa è successo alla risoluzione della mia piccola fragile cover che ho preparato con tanto amore.
E a proposito di risoluzioni, l'immagine di copertina: un'opera disegnata dal maestro Hybri5, il quale da un po' di settimane s'è dato alla macchia e non solo non ha fatto la copertina originale che gli avevo chiesto ma non mi ha nemmeno fornite le versioni in alta risoluzione (né mi ha detto se le avesse o meno). Alla fine mi sono adattato con un'immagine in bassa risoluzione, che ho ingrandito. Il risultato è un po' sfocato, ma pace. Guerra, invece, se per colpa della loro scelta demoniaca di farmi convertire la cover in pdf TUTTA la copertina verrà ridimensionata e quindi sgranata.
Un altro problema di stampa della copertina può essere il maledetto margine. Io per evitare rischi ho abbondato la distanza dal margine, ma adesso va a finire che le scritte non sembrino perfettamente centrate, il ché farebbe schifo...
Un ennesimo problema che invece potrebbe essere colpa mia è l'immagine sul retro della copertina. Ci sono delle scritte molto piccole perché fanno parte dell'immagine, spero che si leggano.

Ed ecco in anteprima la copertina solo per gli amici del Violino (almeno qui si vede bene...)!

mercoledì 18 giugno 2008

Storie di viaggiatori

Svolgimento del saggio breve dell'esame di maturità 2008, argomento:
la percezione dello straniero nella letteratura e nell'arte
.

Fra tutto ciò che deve essere narrato e conosciuto c'è l'Altro: l'Altro in quanto alcova di misteri finora non solo sconosciuti ma inconcepibili; l'Altro cercato, non trovato; l'Altro inatteso e, a volte, ostile; l'Altro dimenticato. Ha dignità di storia anche il sentimento che spinge l'Altro a venire presso di noi, volente o nolente; ha dignità anche la nostra storia, quando rinunciamo alla patria e diventiamo stranieri.

Scontro di civiltà
Lo straniero ostile è quello delle cronache di guerra. Queste lo descrivono come un immorale venuto a destabilizzare la nostra Storia millenaria (che lo sia o meno: la Storia, all'occasione, si riscrive) senza un perché ragionevole. Se lo scontro non ha mire meramente espansionistiche, allora è uno scontro di civiltà dove non è per difendere i miei interessi legittimi che ho il dovere di odiare lo straniero, ma per evitare l'annientamento della mia civilità, che è ciò che sono. Amare il prossimo più di me stesso, allora? "Mors tua, vita mea"? "Chi lascia la strada vecchia per la nuova..."? Si è eretta una cortina di saggezza popolare a difesa delle invasioni, e a giustificazione degli attacchi: a giustificazione della paura. Una saggezza popolare che è magari di formazione superficiale, ma che in fondo intuisce una realtà: ha capito che, finché c'è un Altro che sta male, questo è un pericolo per chi sta bene.
Questo orrore dell'Altro mi pare essere allora un retaggio bellico (in Italia lo sono anche i termini calcistici) al quale non si può rinunciare nemmeno in tempo di pace, anzi, soprattutto in tempo di pace, per il mantenimento dello status di benessere. Il paradosso di questo estremo istinto di conservazione è la negazione dei principi di solidarietà che pure sono principi fondanti di ogni periodo pacifico nella storia di un popolo.

Il mito del pellegrino
Le cronache di guerra servono solo alla vanagloria dei vincitori o al riscatto dei vinti, e raramente hanno dignità artistica. La letteratura ha abbracciato volentieri le storie di stranieri innocui: i pellegrini e gli emigranti.
La mitologia del pellegrino evoca allo stesso tempo paura e deferenza, magari un po' smorzate oggi, al tempo del Villaggio Globale. Ci fu un'epoca in cui uomini scorrevano un'intera vita senza viaggiare, quando quello del viaggiatore era un mestiere (e per niente facile). Pensare oggi alla sacralità dell'ospitalità ci porta alla mente immagini esotiche, ma grazie a questa sacralità i viaggiatori sopravvivevano: la Provvidenza protegge lo Straniero imponendo a chi è stanziale il dovere di ospitalità, che è presente in ogni cultura, "persino" la nostra.

L'opportunismo dell'emigrante
Non è raro però che chi è ramingo per necessità e non per scelta abbia tradito l'ospitalità offertagli. L'emigrante tira a campare giorno per giorno, non può soffermarsi a considerare quel gesto caritatevole come l'ingranaggio di un grande e complesso sistema: la complementarietà del nomade e del sedentario. Scardinato questo sistema il sedentario recinge con la paranoia il suo orticello, e il pellegrino, da esploratore al servizio dell'umanità, diventa eremita. Anche a questa alterata percezione dello Straniero la letteratura ha prestato la sua attenzione, palesando come la percezione di estraneità è relativa all'osservatore: così come lo Straniero può essere nemico per noi, noi possiamo sembrare nemici allo Straniero. Nessuno è più al sicuro nemmeno nel suo orticello.

"Cosa sono diventato..."
La letteratura sa andare anche oltre in questa spietata caccia allo Straniero e, con l'incentivo della psicanalisi freudiana all'inizio del '900, qualcuno ha cominciato a percepire dell'estraneità perfino dentro di sé. Nessuno è più al sicuro nemmeno da se stesso, allora, perché ognuno, con l'esperienza e con l'età, cambia e diventa cinico e disilluso; la lotta col fanciullino innocente che si ha dentro è feroce. Il poeta, come al solito, sa trovare la via per la salvezza:
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso
, allo straniero che ti ha amato
per tutta la vita, che hai ignorato...

L'Italia s'è desta

1) Perché ieri, un colpo alla botte e uno al cerchio, la Nazionale Italiana ha superato la fase a gironi degli Europei alpini, lasciando la Francia in coda alla classifica con un solo punto, e so' soddisfazioni. Non ci credeva nessuno e invece... vuoi Buffon, vuoi Pirlo, e grazie ai rigori (contro e a favore) siamo passati.
2) Perché uno stuolo di giovani italuncoli sta per diventare maturo e cascare dal pero.

Non voglio parlare del punto 1, perché non sono competente e perché nonostante l'ulteriore possibilità che abbiamo ricevuto dalla Divina Provvidenza™ siamo ancora a rischio.

Parlo del punto 2. Perché quest'anno agli Esami di Maturità, nell'analisi del testo è tornato il buon Montale Eugenio, che venne a far visita anche me l'anno in cui caddi dal pero (2004). Insieme a lui venne anche il Sanzio Raffaello, che portò con se un'amico e ci lasciò una foto ricordo che si erano fatti nel 1515 a Disneyland Paris, nel tunnel del trenino di Dumbo, infatti è un po' scura. I due erano in compagnia di alcuni loschi figuri come Guccini Francesco, Odifreddi Piergiorgio e Padoa Schioppa Tommaso (o Schioppa Tommaso Padoa, o Padoa Tommaso Schioppa... insomma, almeno uno dei tre è il nome), e tanti altri.
Stando a Studenti.it, sito di istigazione a delinquere ma l'unico che per ora pare avere una panoramica completa delle tracce uscite, la poesia del Montale in questione è "Ripenso il tuo sorriso", tratta da Ossi di seppia. Nel mio esame di maturità c'era "Casa sul mare", un po' più facile perché più lunga e discorsiva. Quest'anno invece la visione di Montale del "sorriso" sfugge alla mia comprensione. Leggerò l'analisi svolta appena la pubblicano...
Ovviamente, nonostante proprio in quell'anno cominciai ad amare la poesia, non ero pronto per un'analisi del testo (a pensarci bene non lo sarei nemmeno ora...). In compenso avevo validissime alternative. Mi sono ripromesso che un giorno avrei provato a farle tutte, ma non solo non ho modo di ottenere quella che feci effettivamente all'esame, ma nemmeno ho poi provato a onorare la promessa di fare le altre... ma lo farò, vedrete...
Intanto vediamo le tracce di quest'anno, oltre a Montale (nb: le tracce ufficiali non sono ancora uscite, quindi potrei aver sbagliato la collocazione negli ambiti, o magari aver inteso due tracce differenti quando invece ne è una sola... aggiornerò):
EDIT: Ecco il testo ufficiale della prima prova!
  • AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO
    La percezione dello straniero nella letteratura e nell'arte
    Documenti:
    • Bibbia: Deuteronomio 24, 17-22
    • Omero: Odissea, VI
    • Alessandro Manzoni: I promessi sposi, XXXIV
    • Charles Baudelaire: "Lo straniero", Poemetti in prosa
    • Luigi Pirandello: "Lontano", Novelle per un anno
    • Elsa Morante: La storia
    • Dino Buzzati: "Non aspettavamo altro", Sessanta racconti
    • Fredric Brown: "Sentinella", Tutti i racconti
    • Derek Walcott: "Amore dopo amore", Mappa del Nuovo Mondo
    • Anonimo "Galata morente", copia romana (a cui il galata è straniero) di una scultura ellenica (wiki)
  • AMBITO STORICO-POLITICO
    60 anni dell'entrata in vigore della nostra Costituzione. Un bilancio dei suoi valori attuali e del suo rapporto con la società italiana.
    Vari saggi e articoli; intervento del Presidente della Repubblica in Parlamento in occasione del sessantesimo anniversario. [Dell'art. 24 di cui si vociferava non c'è nessuna traccia -_- peccato, era un bell'articolo...]
  • AMBITO SOCIO-ECONOMICO
    Il lavoro e la sicurezza sul lavoro
    Vari articoli; Enciclopedia Universale de Il Sole 24 ore; artt. 1 e 4 della Costituzione
  • AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO
    Quale idea di scienza nello sviluppo tecnologico della società umana.
    De rerum natura di Lucrezio, le svolte della tecnologia (fede-ragione, monarchia-repubblica, rivoluzione industriale) dell'economista Jeremy Rifkin, Asimov citato dall'astronomo John Gribbin riguardo la divulgazione della scienza, la tecnologia migliora la vita dal Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano, un inutile pensiero di Albert Einstein, la tecnologia definisce la società di Arnold Pacey, Giuseppe Longo e... Business @lla velocità del pensiero di Bill Gates (non credo sia inedita la presenza del vecchio Bill negli esami di maturità italiani...).
Tema di tipologia C (argomento storico): Cittadinanza femminile e condizione della donna nel divenire dell’Italia del Novecento.
Tema di tipologia D (generale): Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi un sms o una e-mail.

Allora, se dalle statistiche si scoprirà un boom di scelte per la tipologia D, ci sono gli estremi per portare Federico Moccia al Tribunale dell'Aia per crimini contro l'umanità, evidentemente irrimediabilmente compromessa.
Il saggio breve sulla sicurezza sul lavoro è il classico tema ipocrita di attualità che c'è ogni anno e che nessuno sceglierà. Quei pochi che lo sceglieranno spero metteranno in rilievo le colpe della società a riguardo ma anche degli stessi lavoratori.
La traccia sulla xenofobia è anch'essa di estrema attualità, ma metterla in relazione con la sua storia nella letteratura può generare interessanti punti di vista alternativi a quello leghista che ha fatto vincere le elezioni a Berlusconi e di cui si "discute" (ehm...) in Parlamento. Fra i documenti, visto il tema, speravo che ci fosse anche Walt Whitman, che sull'amore per lo Straniero ha scritto poesie struggenti quanto quelle sulla "atletica democrazia" della sua patria.
Il saggio breve sulla Costituzione era prevedibile, ma la traccia non è stata per niente resa interessante.
La traccia scientifica ha un titolo che non significa niente, ma dai documenti si capisce che si vuole parlare del ruolo della scienza nella società, magari sul piano etico. Nonostante sia un tema molto generale, è interessante.

EDIT:
C'è un bel commento/critica di Ermanno Paccagnini su Corriere.it alla traccia dell'ambito artistico-letterario, sullo straniero. Sarebbe bello se uno studente, invece di fare il tema, presentasse una critica alle tracce proposte :) Io da insegnante l'accetterei, anche se non fossi d'accordo. L'importante è pensare e scrivere bene.

Che leader sei?

Ok, qualcuno me l'ha detto, finalmente.

Sono Hitler, regolatevi... Adesso perché uno è un minimo paranoico diventa Hitler... che test del menga...

martedì 17 giugno 2008

Il Re è morto.

Non ce l'ho fatta. Sono stato battuto dalle 1000 pagine de L'ombra dello scorpione, il primo e ultimo romanzo di Stephen King che leggo. Dopo tre mesi e 500 pagine in cui non succede nulla mi sono dato per vinto. Questo mattone subirà l'ontà di essere un Abbandonato.

Ora si ripropone il dubbio... cosa leggere?

domenica 15 giugno 2008

Sangue dalla spalla di Pallade Atena

Il testo seguente è tratto dal Giornale della Società Ornitologica Americana, autunno 1983.
SANGUE DELLA SPALLA DI PALLADE ATENA
di Daniel Draiberg
E' possibile, mi chiedo, studiare un uccello così da vicino, osservare e catalogare le sue particolarità così minuziosamente da renderlo invisibile? E' possibile che mentre misuriamo con pignoleria l'ampiezza della sua apertura alare o la lunghezza del suo tarso, perdiamo di vista la sua poesia? Quello che nelle nostre pedestri descrizioni di un piumaggio marmorizzato o vermicolato trascuriamo di intuire, le tavolozze viventi, le cascate di marroni e oro mirabilmente temperati che avrebbero fatto impallidire Kandinsky, le indistinte esplosioni di colore che rivaleggiano con quelle di Monet? Credo di sì. Credo che avvicinandosci al nostro oggetto con la sensibilità di uno statistico o di un anatomista, ciallontaniamo sempre più da quell'affascinante e incantato pianeta dell'immaginazione la cui gravità ci ha portati per la prima volta verso i nostri studi.
Questo non significa che dobbiamo smettere di stabilire dati e verificare le nostre informazioni, ma suggerisco semplicemente che questi dati, a meno che non riescano a essere imbevuti da un lampo di consapevolezza poetica, rimarranno gemme opache, pietre semi-preziose che non vale tanto la pena di collezionare.
Quando fissiamo il nero sguardo catatonico di un parrocchetto, dobbiamo anche imparare a cogliere la fredda follia aliena che Max Ernst ha percepito quando ha scelto di ricoprire le sue spose nude con piume scarlatte e teste mostruose di uccelli esotici. Quando una rondine marina o un nibbio vengono catturati dall'occhio azzurro delle nostre lenti Zeiss dobbiamo riuscire a vedere il volo al rallentatore dei gabbiani color seppia delle prime fotografie cinetiche di Muybridge, entre battono le ali bianche tracciando una lenta linea di un oscilloscopio nel tempo e nello spazio.
Guardando un falco, noi vediamo le minute differenze nell'ampiezza e nella forma delle piume laddove, invece, gli antichi egizi vedevano incarnati Horus e l'occhio bruciante della sua sacra vendetta. Fin quando non trasformeremo i nostri avvistamenti in vere visioni; finché il nostro orecchio non sarà abbastanza maturo da ricavare una sinfonia dal puro pandemonio di una voliera; fino ad allora avremo un hobby, ma non una passione.
Quand'ero bambino la mia passione erano i gufi. Durante le lunghe estati dei primi anni '50 mentre il resto del paese apparentemente osserava i cieli per avvistare dischi volanti o missili russi, io correvo per i campi del New England nel cuore della notte, strisciando nell'erba secca e le felci verso il mio osservatorio, dove sarei rimasto con lo sguardo puntato verso l'alto sperando in uno spettacolo differente, con le orecchie pronte a cogliere lo strano grido che avrebbe voluto dire che un vecchio uccello era lì fuori, a rastrellare il buio alla ricerca di cibo; uno stridio da eremita pazzo, palesemente dissimile dal sibilo emesso da un gufo più giovane, più simile al russare.
Indietro nel tempo, in un momento dell'abisso tra gli anni pieni di luce dopo una guerra vinta e questi nostri giorni, rannicchiati all'ombra incombente di una guerra che nessuno può vincere, in un punto qualsiasi la mia passione si perdette e, senza volerlo, si mutò dal metallo prezioso che era in un banale e squallido sistema di archiviazione. Questa graduale corruzione è passata senza farsi notare né controllare e alla fine si è calcificata in un'abitudine irriflessiva. Solo di recente sono riuscito a cogliere un bagliore nel filone principale attraverso la polvere accumulatasi in anni e anni di studi metodici e accademia: mentre mi trovavo nel Maine a fare visita, per conto di un comune amico, a un conoscente ricoverato in ospedale e tornavo alla macchina attraversando il parcheggio in ombra, con la mente svuotata dalle preoccupazioni della giornata sentii improvvisamente il grido di un gufo a caccia.
Era un uccello avanti negli anni. Il suo grido era simile a quello di un vecchio folle e girava come un matto nel buio e nel cielo gelido contro le nubi notturne. Quel suono mi fece fermare. E' sbagliato credere che il gufo gridi per far uscire le prede dai nascondigli, terrorizzandole, come qualcuno ha ipotizzato. Il grido di un gufo a caccia è una voce che viene dall'inferno. Tramuta i topi di campagna in statue e inchioda al suolo le donnole. Nel mio istante di paralisi, sull'asfalto lucido di rugiada tra le macchine a riposo, compresi lo scopo di quel grido con una chiarezza tagliente, la stessa che avevo da ragazzo, col ventre schiacciato contro la calda terra estiva. In quell'istante infinito privo di tempo avvertii la fratellanza di pura paura animalesca che mi legava a tutte le altre creature più piccole e più invulnerabili di me che avevano sentito il grido come me, restando immobili come me. Il gufo non stava cercando di spaventare il suo cibo perché si rivelasse. Appollaiato da ore con sconvolgente immobilità sul ramo, bevendo il buio con pupille dilatate e avide, il gufo aveva già avvistato la sua cena. Il grido serviva solo a fissare il boccone prescelto, inchiodandolo al suolo con un chiodo acuminato di cieco terrore. Non sapendo chi di noi fosse stato scelto, rimasi immobilizzato con gli altri roditori, il mio cuore batteva all'impazzata in attesa della presa improvvisa degli artigli di ferro, che sarebbe stato il primo e unico indizio che ero io la vittima prescelta. Le piume del gufo sono morbide e lanuginose; non fanno alcun rumore mentre piomva giù dalle nere profondità del cielo. Il silenzio prima che un gufo colpisca è il silenzio della bomba-V: non la senti prima che ti colpisca.
Da qualche parte remota, nel bagliore del crepuscolo, dietro le luci gialle dell'ospedale, pensai dia ver sentito qualcosa di piccolo emettere il suo ultimo squittio. L'istante era passato. Potevo muovermi di nuovo assieme agli altri invisibili e sollevati abitanti dell'erba. Eravamo salvi. Non stava gridando per noi, non questa volta. Potevamo continuare le nostre attività notturne, le nostre vite, cercando un pasto o un compagno. Non ci stavamo contorcendo nella soffocante e fetida oscurità, con la testa ingurgitata dall'esofago di quell'orrore che era sceso in picchiata, con le nostre code destinate a oscillare pateticamente fuori da quel crudele beccco a scimitarra per delle ore, prima che le nostre zampe posteriori e i fianchi venissero strappati via e la nostra pelle sanguinolenta svuotata e oscenamente rovesciata.
Anche se dopo il grido del gufo avevo recuperato le abilità motorie, scoprii che non avevo riconquistato pienamente il mio equilibrio psichico. Qualche aspetto della mia esperienza aveva colpito una corda dentro di me, forgiando un legame fra il mio Sé adulto, opaco e spento, e il bimbo che si sdraiava alla luce delle stelle, mentre i grandi cacciatori della notte inscenavano drammi di fame e morte nell'aria opaca sopra di me. Si era risvegliata con forza in me l'urgenza di sperimentare più che di limitarmi a registrare i dati, innescando i pensieri e l'autocritica che mi hanno spinto, alla fine, a scrivere quest'articolo.
Come ho sottolineato prima, non voglio dire di aver abbandonato gli sforzi accademici e la ricerca per correre via nudo e condurre un'esistenza primitiva nei boschi. Piuttosto, il contrario: mi gettai nello studio della mia disciplina con rinnovato fervore, capace ora di vedere i nudi fatti e le aride descrizioni, nella stessa luce magica che li aveva favoriti quando ero giovane. Una comprensione scientifica del movimento meravigliosamente sincronizzato e sutpendamente articolato delle piume di un gufo durante il volo non impedisce una comprensione poetica dello stesso fenomeno. Piuttosto, i due aspetti si potenziano a vicenda; un occhio più lirico fornisce al freddo dato una passione dalla quale è stato separato da troppo tempo.
Immergendomi in tomi polverosi, da lungo tempo non toccati, m'imbattei in passaggi che mi lasciarono quasi senza fiato. In volumi dall'aspetto squallido trovai tesori intrisi di iridescente meraviglia. Riscoprii gemme da lungo tempo dimenticate tra le ragnatele, antichi ed efficaci brani di prosa descrittiva che, però, riuscivano a rendere senza sforzo la violenta e terribile essenza del loro argomento.
M'imbattei di nuovo nel resoconto dell'incontro di T.A. Coward con un Gufo Reale: "In Norvegia vidi un uccello che era stato catturato quando era ancora nel nido, che però non solo assumeva il terrificante aspetto d'attacco, ma si gettava frequentemente contro la gabbia, colpendola con gli artigli. Gonfiava le piume, incassava la testa fra le ali e lanciava grida minacciose dal becco schioccante, ma quello che mi colpì di più furono i lampi che emetteva dai grandi occhi arancioni".
Poi chiaramente c'è la relazione di Hudson sul Gufo Reale di Magellano, da lui ferito in Patagonia: "Le iridi erano di un colore arancio brillante, ma tutte le volte che cercavo di avvicinarmi si tramutavano in enormi globi di fiamma gialla tremolante. Le pupille nere venivano circondate da scintillante luce cremisi, che gettava minuscole scintille gialle nell'aria". In queste parole a lungo sepolte avvertii qualcosa della stessa apocalittica, bruciante intensità da me sperimentata in quell'umido parcheggio d'ospedale nel Maine.
Oggi, quando osservo qualche esemplare di Carine Noctua cerco di guardare oltre il fine piumaggio grigio delle zampe, oltre le macchie argentee disposte in file ordinate, come fuochi d'artificio sulla sua fronte. Invece, cerco di vedere l'uccelllo la cui immagine i greci incisero sulle loro monete, assiso quietamente sulle spalle di Pallade Atena, con la qualed condivide pacatamente l'immortale saggezza.
Forse, invece di misurare i ciuffe di piume sopra le orecchie, dovremmo chiederci cosa possano aver mai udito quelle orecchie. Forse quando consideriamo come si ancorano al ramo con due artigli davanti e il dito esterno reversibile girato posteriormente, dovremmo fermarci un momento e pensare che quegli stessi artigli un tempo devono aver fatto uscire del sangue dalla spalla di Atena.

testo e immagine tratti da Watchmen (cap. VII), di Alan Moore

sabato 14 giugno 2008

Aqquisti folli

Siccome quest'anno ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato (e me ne ero prefissati ben zero!), mi sono regalato uno di quegli acquisti folli che una volta facevo annualmente, mentre adesso ne ho già fatti un paio in meno di sei mesi. Perché me lo merito? Perché sono ricco sfondato?
No.
No.
Perché allora? Perché... perché... oh, insomma, fatevi gli affari vostri.
F-f-f-f-f-f-f-f-ffatto? B-b-b-bbuene! Ora tornate a farvi gli affari miei:

Il primo di questa serie sfrenata di Aqquisti Folli™
Immagine di The Art of WALL.E
The art of WALL•E
26,49 €.
Libro contenente le bozze, i concept, i disegni e tutto quanto riguardi l'aspetto visivo (in realtà non so se solo visivo) del film WALL•E. L'ho comprato credendo che fosse già disponibile, ma invece ancora non c'è... chissà quando arriva... sono impaziente...

Il secondo Aqquisto Folle™ è invece un libro poco conosciuto...

il Libro
16,46€
Anzi, per niente conosciuto. Il motivo è semplice: l'ho scritto io, insieme ad alcuni vecchi mandrilli che frequentavo in epoche remote ormai dimenticate... epoche in cui buttavamo sulla rete le nostre rime, i nostri racconti, i nostri sogni, il nostro tempo... Per ora non lo mettiamo in vendita per il pubblico, però cliccando sulla copertina qui sopra potete accedere alla versione online, dove ci sono fralaltro molte più poesie e molti più racconti, scritti dopo la chiusura del Libro (si scrive così, con l'iniziale maiuscola e la sottolineatura).

Poi un libro di cui avevamo già parlato in qualche post precedente
Immagine di John Carter di Marte
John Carter di Marte, di Edgar Rice Burroughs
7,49€
sempre dettato da urgenze Pixariane, essendo uno dei prossimi progetti che la Pixar porterà sul grande schermo.

E vogliamo metterci anche questo?
Immagine di Viaggi fantastici
Viaggi fantastici, di Jules Verne
15,00€
Anche di questo ho già parlato, ma avendolo comprato solo pochi giorni fa rientra in piena regola in questa tranche paurosa di Aqquisti... Una raccolta di cinque romanzi d'avventura del grande Verne di cui ho letto con gusto già il primo, Viaggio al centro della Terra.

Ma adesso comincia il gioco pesante...
Immagine di Watchmen
Absolute Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons
35,00 €
Trentacinque euro tondi tondi e passa la paura... Quello che per tutto il mondo è considerato IL Fumetto, lo spartiacque nella Storia delle storie illustrate. La losca vita dei supereroi americani quando non indossano le loro maschere...

E infine lui, l'Eterno che non terminerà qui di salassarmi...
Immagine di Absolute Sandman
The Absolute Sandman - Volume 1, di Neil Gaiman
55,72 €
Il primo di 4 volumi dal prezzo di listino di 99 $ al baril... ehm, a volume, in edizione che più pregiata non si può, ricca di extra che non vi sto manco a dire... Per fortuna in giro per il web si trova a prezzi più ragionevoli, e sfruttando la debolezza del Dollaro si riesce a concludere l'affare attorno ai 50 euro l'uno... Ora basta trovare la forza di comprare anche gli altri...

I primi due e l'ultimo che ho elencato devono ancora arrivarmi e credo ci metteranno un bel pezzo ad arrivare...
Ma vogliamo parlare del totale? 156,16 Euro. Uhm, pensavo peggio. Però, ecco, 150 euro in due settimane... (con la previsione di spendere altri 100 € nel giro di un mese per comprare i restanti volumi disponibili dell'Absolute Sandman).
Di solito non mi sarei lamentato di una tale spesa. Però quest'anno non me la sono meritata. Meriteròmmela!

domenica 8 giugno 2008

Giulio Verne e Edgardo Riso Barroso

Un tempo si usava italianizzare i nomi degli scrittori stranieri. Per cui oggi Giulio VernE ha un nome così normale che a pronunciarlo mi sembra di chiamare mio cugino, talmente ci è familiare.
Edgar Rice Burroughs, ovviamente, non è mai stato italianizzato, tranne che da me, qui e ora. Cosa unisce questi due autori? Beh, molto, ma più di tutto il fatto che ne ho appena comprato dei libri.

Entro in libreria per passare l'ora e mezza di attesa causa guasti tecnici prima che iniziasse al cinema Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (che finalmente ho visto), e mi capita fra le mani (col senno di poi si può dire che veramente i libri ti capitano fra le mani) un volumone contenente ben cinque romanzi di Giul... ehm, Jules Verne.
Immagine di Viaggi fantasticiHo sempre avuto un attrazione morbosa verso Verne, forse dovuta al fatto che è uno di quei pochissimi veri autori di fantascienza, e per giunta non è nemmeno anglofono. Inoltre alle scuole medie passai un anno intero a studiare lettera per lettera Il giro del mondo in 80 giorni in francese, per poi a fine anno andarne a vedere una rappresentazione teatrale, sempre in francese. E mi piacque tanto.
E quindi in virtù di questa passione, supportata fralaltro da più che scarsa conoscenza effettiva degli scritti verniani, mi sono accattato il volumozzo, contenente le seguenti cinque perle, ma che dico perle... Perle:
  • Viaggio al centro della Terra
  • Dalla Terra alla Luna
  • Intorno alla Luna
  • Ventimila leghe sotto i mari
  • Il giro del mondo in 80 giorni
E l'ho subito iniziato a leggere, partendo proprio dal Viaggio al centro della Terra che si sta rivelando molto appassionante, tanto che si merita l'illustrazione qui in alto.

Di Edgar Rice Burroughs non ho comprato Tarzan, no. Tarzan in sé è una storia che non mi ha mai affascinato (sullo stesso tema è molto meglio Il libro della giungla di Kipling). Il fatto è che un ciclo di romanzi di ERB di cui non ero minimamente a conoscenza sta per essere (finalmente, sospirano i fan) portato sullo schermo. E mica da uno qualunque. Dalla Pixar. La Pixar infatti si getta nel mercato del live-action portando sullo schermo la prima trilogia di questo ciclo di romanzi di ERB con protagonista l'eroico John Carter di Marte:
Immagine di John Carter di MarteRapida ricerca su eBay e subito (subito... è un anno che gira questa notizia...) mi sono accattato anche questo, in una relativamente vecchia edizione Tascabili Fantascienza della Editrice NORD, che sicuramente ha in progetto di ristamparla per quando il film uscirà (non prima del 2012, si suppone). Non è che mi piacciano queste edizioni della NORD, dànno proprio l'impressione che siano libri ritrovati in soffitta, impolverati, ingialliti, rosicchiati dai topi... o comprati a 1 euro nei cestoni dei supermercati (come mi è accaduto di fare per

Immagine di Jim Digriz l'implacabile Immagine di L' universo cyber 3 Immagine di Symbiotica e altre storie

che ancora non ho letto e chissà quando lo farò :)). Sono brutte, però ammetto che hanno un fascino particolare, e ce l'avranno ancora di più quando li lascerò ingiallire, impolverare, rosicchiare dai topi e marcire in soffitta io stesso...

venerdì 6 giugno 2008

Sigh, ma che dico sigh... SOB!

Uno va da MediaWorld alle 9.30 di mattina per essere il primo a prendere il DVD edizione speciale appena uscito di Into the wild. Poi non lo vede perché nell'appartamentino merdoso che usa come base mentre studia all'università non ha una televisione come si deve, e allora aspetta il week-end perché torni a casa e se lo possa guardare sullo sfolgorante LCD da 30erotti pollici. Va a rovistare nella valigia. Si accorge che non si è portato dietro il DVD.
E piange, piange, piange... e aspetta un'altra settimana prima di poterselo vedere... E piange, piange, piange...