giovedì 13 novembre 2008

Dischi d'autunno

Dopo l'overdose di cover degli anni passati (Mannoia, Baglioni, Pooh e altri che non mi tornano in mente) finalmente quest'anno arrivano un po' di inediti musicali.
Non sono un gran fruitore di dischi, ma ho i miei cantanti/cantautori preferiti ai quali mi dedico ogni volta che esce un loro nuovo album. Spesso deludono, ma spesso no.

Tanto per contraddirmi cominciamo con un album di cover, ma per me vale quanto un inedito, poiché è la terza raccolta di "fiori" di Franco Battiato: Fleurs 2. Esce domani.
Battiato fece Fleurs (1999) e Fleurs 3 (2002) a cui io sono affezionatisimo, e ricordo distintamente sue interviste dove diceva che il numero 2 l'aveva saltato perché l'avrebbe poi obbligato a fare un terzo album, per inerzia, e invece lui non voleva essere costretto a continuare. Ma ecco che l'ha fatto lo stesso. Se il prossimo sarà "Fleurs 5" Battiato è ufficialmente scemo.
In queste raccolte Battiato interpreta canzoni molto spesso vecchissime e di autori abbastanza di nicchia italiani e stranieri (o forse solo europei, mi pare). Le canzoni sono sempre straordinarie, e le interpretazioni e riarrangiamenti di Battiato ne sono ben degne. Inoltre ci infila anche un suo inedito, che invece tanto all'altezza non è, però va bene lo stesso. Un suo inedito del primo Fleurs era un brano su un adattamento della poesia di Baudelaire "Invitation au voyage", venuto molto bene.
Quest'anno l'inedito è un po' più pop e per di più è una canzonetta d'amore (e poi ti fa la faccia offesa quando gli dici che ti piace "La cura" -_-), scritta e duettata con Carmen Consoli: "Tutto l'universo obbedisce all'amore", che circola già da qualche settimana come singolo. Inoltre Battiato ha già interpretato tutto il disco, dal vivo, durante un concerto a Parigi un mese fa.
La tracklist è molto più internazionale dei precedenti album di cover:
  1. Tutto l'universo obbedisce all'amore (Franco Battiato, Manlio Sgalambro)
  2. Era d'estate (Sergio Endrigo)
  3. E più ti amo (testo di Gino Paoli, da "Plus je t'entends" di Alain Barrière)
  4. It's five o' clock (Demis Roussos)
  5. Del suo veloce volo (testo di Battiato, da non so che canzone di Antony & The Johnson)
  6. Et maintenant (Gilbert Bécaud)
  7. Sitting on the dock of the bay (Otis Redding)
  8. Il carmelo di Echt (Juri Camisasca)
  9. Il venait d'avoir 18 ans (Pascal Auriat, precedentemente cantata da Dalida)
  10. Bridge over troubled water (Simon and Garfunkel)
  11. La musica muore (Juri Camisasca)
  12. L'addio (Giuni Russo, Franco Battiato)
Una novità rispetto ai precedenti Fleurs sono i duetti non solo compositivi ma vocali: Carmen Consoli, Antony as Antony, Anne Ducros, Sepideh Raissadat, Juri Camisasca.
Domani sarà mio.

Ma passiamo a due singoli che mi hanno folgorato dalla prima volta che li ho beccati in radio: "Alla mie età" di Tiziano Ferro e "Io posso dire la mia sugli uomini" di Fiorella Mannoia. Entrambi anticipatori dei rispettivi nuovi album (di inediti) Alla mia età e Il movimento del dare. Di nuovo singolo ho beccato anche quello di Cesare Cremonini, ma non mi ha folgorato, quindi nisba. Ho pure seguito il suo concerto alla radio, ma nemmeno quello mi ha folgorato. Gli darò un'altra possibilità nei prossimi giorni, magari.

E' inutile negarlo, a me Tiziano Ferro piace. Iniziai a sentire i suoi primi album poiché ero "costretto" (ovvero avevo il parentame che lo ascoltava costantemente in macchina). Ma al contrario di Gigi D'Alessio, che pure ero costretto a sentire e che odiavo ogni giorno di più a parte un paio di canzoni, con Tiziano Ferro è avvenuto il contrario. Credo che sia davvero l'unica cosa "nuova" della musica italiana degli ultimi anni, l'unico giovane (oltre a quei comunisti di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Caparezza, e altri...) veramente degno di essere seguito.
Tiziano Ferro firma tutti i suoi brani, di cui alcuni con notevoli collaborazioni: due canzoni di Fossati, una di Battiato (rieccolo), una di Laura Pausini e una di Diana Tejera.
Ho dato una rapida ascoltata al disco ma senza concentrarmi troppo, comunque sembra buono. Il primo singolo, "Alla mia età" è molto bello, con un testo che in certi punti raggiunge apici di originalità e in altri diventa molto poco digeribile, ad esempio la conclusione del ritornello "e ciò che dice lui [Dio] va ascoltato"... è una frase terribile messa così, per di più come chiosa di un ritornello, è metricamente forzata, e se poi voleva essere un messaggio evangelico direi che fallisce miseramente il suo compito (come fai a parlare di Dio in una canzone pop, canticchiata a squarciagola da tutte le ragazzine). Oltre questo la sua voce è formidabile, e qui finalmente si è dato più ai suoi virtuosismi che non agli inutili acuti di alcuni suoi singoli precedenti (uno su tutti: "Sere nere").

E Battiato ce lo ritroviamo fra le scatole (ma ben venga :D) anche nel nuovo album di Fiorella Mannoia. Poche canzoni, purtroppo, ma tutte inedite e trutte scritte da grossi nomi della musica italiana di oggi, oltre ai suoi autori storici Piero Fabrizi e Ivano Fossati. Il singolo di lancio "Io posso dire la mia" è di Luciano Ligabue, e questo spiega come mai mi fosse piaciuto al primo ascolto: è uguale a tutte le canzoni di Ligabue. Ma non lo voglio biasimare. Secondo me Ligabue è l'unico che si può permettere di fare canzoni tutte uguali, tanto sono tutte belle e emozionanti da ascoltare. Inoltre è una canzone che si inserisce in quel filone di canzoni femminili/femministe di Fiorella Mannoia, scrittele però da un uomo (Ligabue, Ruggeri, Fossati, Fabrizi, and so on...)
"Il movimento del dare", che dà il titolo all'album, è della sicula coppia Battiato-Sgalambro. Ma addirittura ritroviamo qui anche Tiziano Ferro, che scrive e canta con Fiorella Mannoia il brano "Il re di chi ama troppo". Altre collaborazioni autoriali sono di Bungaro, Jovanotti e Pino Daniele.

Fuori dai canoni è invece il succitato comunista Niccolò Fabi, che quest'anno è venuto fuori con Violenza 124, un album sperimentale. Fabi ha scritto un tema, e sei suoi comunistissimi amici (Mokadelic, Roberto Angelini, Artale Afro Percussion Band, Boosta, Gnu Quarted, Olivia Salvadori & Sandro Mussida) l'hanno interpretato ognuno nel loro stile ma rispettando la regola dei 124 battiti al minuto (da cui il titolo), sputando fuori un concertino in re minore di mezz'ora circa. Molto interessante, ma da innniorante quale sono preferisco il vecchio Niccolò Fabi.


Comunque mi dicono dalla regia che anche i miei adorati dèi, Zero e Baglioni, stanno tornando (anche se i loro inediti ultimamente non sono granché...).

1 commento:

J. Doinel ha detto...

interessante l'ultimo di Battiato, io sono rimasto a "Fleurs" che mi procurai esclusivamente per la curiosità di ascoltare la versione italianizzata di "Que reste t'il de nos amours" ma poi ascoltando le altre tracce mi ha letteralmente conquistato, "Invito al viaggio" è stupendo. E' decisamente uno dei cantautori italiani più interessanti.