domenica 28 dicembre 2008

Il Maestro e il capellone

In questi felici giorni natalizi si è consumato uno scontro all'ultimo sangue sulle pagine de La Stampa (quelle online almeno, non so se anche su quelle cartacee) fra il Cavaliere di Gran Croce Uto Ughi, famoso presso il popolino per il suo comunissimo nome di battesimo (abbreviazione dell'ancora più solito Diodato), e Giovanni Allevi, famoso presso il popolino per la sua simpatica calvizie.

Motivo dello scontro è il concerto di Natale in Senato, condotto proprio dal giovane compositore e pianista Allevi per volontà del mecenate Schifani al grido di "LARGO AI GIOVANI!".
Al Maestro Ughi la cosa non è andata giù, e ha sparato veleno sul povero capellone reo di essere popolare come Jovanotti (che l'ha "scoperto"), di fare musica facile, che "un tempo non l'avrebbero nemmeno ammesso al Conservatorio".

Io lo capisco, Ughi, anche a me dà spesso fastidio la gente che si avvicina a cose un tempo di nicchia solo perché è arrivato un pimpante messia, anche perché chi invece a quella nicchia ci apparteneva sa quant'è duro sentirsi emarginati per la propria passione. Non c'è più rispetto per gli sfigati...
D'altro canto non è certo colpa di Allevi se il popolino si fa sedurre da un giovincello che zompetta, che è sempre felice, che va a braccetto con Jovanotti. Perciò trovo ingiusto aver accusato Allevi sul piano musicale oltre che su quello mediatico. Poi, oh, io non me ne intendo di musica, ma come ha giustamente risposto Allevi (ammesso che Ughi abbia ragione e Allevi sia mediocre) "com'è possibile che la musica offenda?".

La faccenda mi ha appassionato. Mi ha coinvolto. Allevi con tutta la sua umiltà racconta di quando era un piccolo fragile capellone che si intrufolò nei camerini per strappare un autografo a Uto Ughi, all'epoca il suo mito. E aggiunge che quel trofeo che per anni è stato motivo di orgoglio ora non ha più nessun valore. GIOVANNI! Giovanni... quanto ti capisco. Ho giusto recentemente provato una simile umiliazione con un autore di fumetti. Non c'è più rispetto per gli sfigati...

4 commenti:

{L} ha detto...

Uh? E chi è il fedifrago?

Magari non capirò un tubo di musica classica, ma le composizioni di Allevi mi piacciono. Spero che la cosa non offenda l'esimio Ughi...

Elik! Se non ci ribecchiamo tra un commento e l'altro, buon 2009!

Elikrotupos ha detto...

non si può dire in pubblico chi è il fedifrago, ma mi hai fatto ricordare che in realtà sono due! Un giorno ti dirò...

Buon anno anche a te, {L}(k)!

faureiana ha detto...

beh.. Allevi non è proprio un giovincello...qui si fa largo ai giovani con i quarantenni e io mi preoccupo sempre di più.Certo, confrontandolo con gli ultrasettantenni ha ancora il ciuccio...
Lui, Allevi, secondo me ha il pregio di fare una musica "facile" che il "popolo" non fa fatica a comprendere...per questo piace molto. tanto di più di un Einaudi che c'è da più tempo o un Nyman più raffinato.
In più sa dirigere, perchè non mettere insieme il clamore mediatico di tanti riccioli e un po' di tecnica...?

buon anno ;)

Elikrotupos ha detto...

Ma infatti il termine "giovane" è relativo, e comunque non si può certo mettere un ventenne a dirigere un'orchestra, gli enfant-prodige non sono la norma (né bisogna pretendere che lo siano).
Io non voglio entrare nel merito perché ripeto che non me ne intendo minimamente, ma oltre al clamore mediatico Ughi criticava proprio la tecnica... cioè, gli ha detto che è un nano, uno che non lo dovrebbero nemmeno ammettere al conservatorio... la domanda è: ha ragione o rosica da morire? Io non lo so, ai posteri l'ardua sentenza :P

comunqeu Ughi o non Ughi, Allevi o non Allevi... Buon Anno! :)