giovedì 17 dicembre 2009

Nuove Frontiere della Fascetta

Oggi sono entrato in libreria (pieno *così* di gente, anzi **così**) e mi è caduto l'occhio su questo libro:

More about Trattato di funambolismo
Trattato di funambolismo
di Philippe Petit


Sopra aveva una di quelle famigerate fascette promozionali. Che diceva: "Presentato da Fabio Fazio a Che tempo che fa". Non "il capolavoro del protagonista del film premio Oscar Man on Wire".

Oh, io Che tempo che fa lo vedo sempre e mi piace molto, e più di una volta ho comprato libri o visto film o ascoltato musica consigliati lì. Ma da qui a usarlo sulle fascette mi sembra quantomeno esagerato. Una cosa del genere in America succede con Oprah Winfrey. Pochi fortunati libri possono vantarsi di avere il bollino "Oprah's Book Club".
L'ultima volta che ho controllato Fazio era dato come il David Letterman italiano, non l'Oprah...
Da un lato mi fa piacere, dall'altro... boh, fa molto strano... comunque io sarei onorato di avere in libreria un libro con la fascetta che dice che è consigliato da me :D

sabato 12 dicembre 2009

Tre grandi e tre piccoli

Da qualche settimana c'è un bel po' di bella roba al cinema. Ho voglia di segnalare ben sei film, di cui finora ne ho visti la metà e mi sono tutti piaciuti. Tre di questi (quelli che ho visto) sono produzioni importanti, gli altri tre sono film piccoli, indipendenti, belli e invisibili (quindi distribuiti in pochissime copie in tutta Italia, e quindi non li ho ancora visti, ma li recupererò la settimana prossima con un tour de force fra tre sale di Roma collocate in una zona diametralmente opposta a quella dove abito, e io abito in estrema periferia).

I TRE GRANDI
  • L'uomo che fissa le capre
    commedia satirica sulla guerra e sulla vita militare, con un tocco di surrealtà dovuta al tema del paranormale, affrontato in modo ironico ma tratto da una storia vera (documentata da un libro e da un documetario, entrambi di Jon Ronson). Molto intelligente e molto divertente, con Ewan McGregor, George Clooney, Jeff Bridges e Kevin Spacey a formare un quartetto di attori mostruosamente bravi.
  • Disney's A Christmas Carol
    ennesima versione filmica del celebre racconto di Charles Dickens, e addirittura la terza versione fatta dalla Disney (dopo quella con la banda Disney e quella con la banda dei Muppets), affidata stavolta alle sapienti mani di Robert Zemeckis e alla molto meno sapiente e molto più sconsiderata tecnica d'animazione della motion-capture. Ma se mettiamo da parte l'animazione, è un film grandioso, con Jim Carrey mattatore in una molteplicità di ruoli.
  • A Serious Man
    i fratelli Coen alle prese con una sorta di Fantozzi ebreo. Scene divertenti, dialoghi brillanti, personaggi perfetti. E' uno di quei film dove praticamente non succede niente, ma trasuda genialità da tutti i pori.





I TRE PICCOLI

  • (500) giorni insieme
    commedia sull'amore, ma non commedia romantica. Film indipendente di cui si dice tanto bene e la cui sceneggiatura originale è molto quotata per gli Oscar. L'attore protagonista Joseph Gordon-Levitt è diventato la stella del momento grazie a questo film (e anche grazie a un altro filmastro, G.I. Joe; e sarà nel prossimo film di Christopher Nolan, Inception).


  • Moon
    esordio da regista per Duncan Jones, figlio di David Robert Jones (meglio conosciuto come David Bowie). Thriller fantascientifico i cui meriti pare vadano oltre l'essere "il film del figlio di David Bowie", con Sam Rockwell protagonista e Kevin Spacey a dare la voce al robot GERTY. E' uno dei film più apprezzati dell'anno, proveniente dal Sundance e candidato a vari premi del cinema indipendente. Appena uscito in Italia, ma con distribuzione pessima. A Roma è in 2 sale...
  • Welcome
    film francese sull'amore e sulla vita degli immigrati extracomunitari. Un giovane ragazzo curdo residente a Calais in Francia vuole raggiungere la sua amata in Inghilterra. Siccome non glielo fanno fare con un traghetto, decide di andarci a nuoto. Un istruttore di nuoto francese di mezza età decide di aiutarlo. Pare abbia avuto molto successo in patria, per via della potenza emotiva di una storia del genere, una storia d'amore e di riscatto. Uscito oggi in 11 (UNDICI) copie in tutta Italia...

sabato 5 dicembre 2009

Inneres Ohr

Ammetto che non mi ricordavo come si dicesse "orecchio" in tedesco. Né che "auge" in tedesco significasse "occhio". Ammetto anche che ho creduto che "auge" significasse "uovo" o "uccello". Questi sono i dolori del giovane Elikrotupos davanti al titolo del nuovo album di Franco Battiato, Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti, e davanti alla scomoda verità sulla sua ormai totale e irreversibile rimozione di quelle poche nozioni che aveva a fatica appreso sulla lingua tedesca. Ma senza lasciarsi prendere dallo sconforto, il giovane Elik ha preso il dizionario di tedesco che non toccava dall'esame di maturità (anno domini 2004) e è andato a cercare la parola tedesca per "orecchio", ossia "ohr". Ohra il problema è coniugare l'"inneres" che c'è davanti, ma dato che "ohr" e "auge" sono entrambi neutri, presumo che il problema non si ponga. Tutto questo per trovare un titolo a questo post. E non ne sono nemmeno troppo soddisfatto. E' solo un riferimento al fatto che adesso parliamo di musica, e la musica si ascolta con le orecchie, bon.
Fralaltro non c'entra nemmeno niente col fatto che il fil rouge di questo post è che i prossimi album sono tutti composti in larga parte da brani non inediti. Facciamo che per sentire le canzoni normali serve l'orecchio, ma per sentire e apprezzare le cover serve l'orecchio interiore. Ecco.

Ohra aprite il vostro inneres Ohr, che si comincia!


Il primo album è appunto Inneres Auge. Non è un album di inediti (anche se per me lo erano tutti), a parte la title track che sta abbondantemente passando sulle radio, e "U' cuntu", una specie di requiem in dialetto e in latino, suggestivo. Il resto sono nuove versioni di brani di Battiato già pubblicati in un modo o nell'altro, più la cover di "Inverno" di Fabrizio De André, in cui il buon Franco si esibì nello speciale di Che tempo che fa del gennaio scorso.
Non ho capito l'operazione che c'è dietro a un album che non è un greatest hits ma che ripropone tot propri brani non inediti (forse i testi avranno qualcosa in comune, per questo meriterebbe un ascolto più attento).


Francesco Renga, con la sua vocissima, si avventura finalmente nel campo delle cover (non che le sue canzoni siano male, anzi). E non solo sfrutta la sua vocissima, ma pure un'orchestrissima costruita all'uopo da Celso Valli per rendere epiche alcune fra le più note canzoni italiane degli anni '60 e '70, oltre a due apprezzatissime canzoni dello stesso renga, "Angelo" e "Uomo senza età". Le canzoni scelte non solo sono celeberrime, ma sono anche fra le più coverizzate della storia della musica, quindi il risultato è qualcosa di davvero già sentito. Ma il valore aggiunto sta proprio nella voce di Francesco Renga e nell'orchestrazione, che sono imperdibili. Nella saturazione del mercato degli album di cover stavo quasi per scartare Renga a priori, e invece ho trovato un ottimo regalo di Natale.


La Vanoni è forte. Cionostante non mi fa impazzire. Però ho voluto dare un'occhiata a Più di me e Più di te, uno di duetti e l'altro di cover, usciti rispettivamente l'anno scorso e quest'anno. Le canzoni scelte sono, nell'un caso e nell'altro, molto belle. E i duetti pure. Nel primo album sono tutti classici di Ornella Vanoni ("Eternità", "L'appuntamento", "Una ragione di più", "Domani è un altro giorno", e altre), che però spesso e volentieri sono già a loro volta cover di brani stranieri, come si usava fare all'epoca (e ogni tanto lo si fa anche adesso, con esiti spesso incerti... ultimo esempio "Creep" dei Radiohead riproposta da Vasco, che ha generato non poche polemiche, anche se io ho gradito, pur conoscendo e apprezzando già l'originale).
Nel secondo ci sono invece tutte cover, di brani non necessariamente "d'epoca". Fralaltro Ornella Vanoni ha volontariamente scelto canzoni solo di interpreti uomini, tranne un bonus finale di Gianna Nannini... "I maschi". Ci troviamo dentro Dalla/Morandi, Bersani, Antonacci, Zucchero, Venditti, Vasco, Ron, Pino Daniele, Grignani e Zucchero. L'ho appena preso e non l'ho ancora sentito, ma devo dire che alcune scelte già trovano la mia simpatia. Inoltre alcuni brani sono eseguiti in duetto con gli autori: "Replay" con Samuele Bersani, "Vita" con Lucio Dalla e Gianni Morandi, "Anima" con Pino Daniele e "Non abbiam bisogno di parole" con Ron, tutte canzoni ottime, come anche altre tipo "Alta marea", "La mia storia tra le dita", "Ogni volta". L'unica presenza a me invisa è Biagio Antonacci, che ultimamente ODIO a causa della sovraesposizione di cui sono vittima in famiglia.


Mi sono lasciato Fiorella Mannoia per ultima perché sennò me la bruciavo all'inizio del post e poi non ci pensavo più. E invece l'ultimo boccone è per lei, perché mi rimanga in bocca il sapore della sua voce, che da sempre traghetta i versi degli autori più ispirati. E stavolta invece che i suoi soliti autori sceglie autori vari attingendo dal catalogo della buona musica giovane e contemporanea (con la dovuta eccezione di due brani di Lucio Battisti, autore con cui la Mannoia finora non si era mai confrontata). I giovani sono Cesare Cremonini, i Negrita, i Negramaro, Niccolò Fabi e Tiziano Ferro. I "vecchi" sono Renato Zero, Lucio Battisti, il compare Ivano Fossati e addirittura The Rokes, meteore anni '60. Come bonus, una riproposizione di un classico di Fiorella Mannoia, il suo esordio sanremese "Caffé nero bollente", e il recente duetto con Noemi in "L'amore si odia".
Quest'album è splendido. La perla è "Mimosa", una bellissima canzone di Niccolò Fabi tratta dallo stesso bellissimo album del Fabi con cui la stessa Mannoia duettò nell'altra bellissima canzone "Offeso". Banale la scelta di "Cercami" per Renato Zero, canzone bella ma abusata già dal suo stesso autore, che quindi anche in chiave mannoiana fatica ad entusiasmarmi. Brutta la scelta dei Negramaro, che io sopporto poco (e stavolta non per sovraesposizione in familia, ma proprio consapevolmente...).


Ora, ci sarebbe un altro album non-inedito... anzi, il più non-inedito di tutti... ma quello è un album foriero di sentimenti talmente contrastanti che merita un post a parte...
E ci sarebbe un altro album ancora contenente cover, Italian Songbook vol. 2 di Morgan, che di rimando in rimando è finito col non uscire più, con profondo rosicamento del sottoscritto.

Next: Donne! Mina, Elisa, Carmen Consoli, miracolosamente tutte con inediti. Il che vuol dire anche che l'entusiasmo è stato minore, tranne che in un caso che mi ha davvero sorpreso. Cliffhanger! :P

Next next: Stranieri. Senza punto esclamativo perché... uhm... Muse, Pearl Jam, Michael Bublé, Norah Jones e Tom Waits.

E in questa botta di musicofilia ho pure comprato per la prima volta il magazine Rolling Stone. Anche se la ragione principale per cui l'ho comprato è un'altra, come può facilmente intuire chi ha comprato l'ultimo numero... [e cioè leggere una frase di questo tipo: "quel grungettone di Ben 16"...]

lunedì 30 novembre 2009

Elio Show in una domenica di fine autunno

Elio e le Storie Tese a Quelli che il calcio, ieri, in tre alti momenti di musica e televisione:

Storia di un bellimbusto (versione Muse!)


Cara ti amo (feat. Simona Ventura!)


Intervista quintupla
[ancora non caricano il video...]


Gli Elii sono in promozione per il greatest hits che festeggia il loro ventennale discografico, Gattini, e sono stati fralaltro anche da Serena Dandini, Daria Bignardi e a X-Factor, dove si sono profusi in spettacolino di livello pari a quello postato poco sopra, e sono sempre una goduria.

Inoltre un mesetto fa è andato in onda su Sky Primafila HD il loro concerto in diretta al Teatro degli Arcimboldi di Milano, che ho seguito pagando 6 eurini. Perché questo album, oltre a essere un greatest hits, è persino in versione orchestrale. La chicca dell'album è "Shpalman®" in versione "romanza da salotto" cantata tutta da Max Pezzali accompagnato al pianoforte da Rocco Tanica (e con una geniale citazione finale del monologo di Blade Runner e (credo) del Tannhäuser di Wagner). C'è inoltre incisa per la prima volta "Largo al factotum", in cui gli Elii si sono magistralmente esibiti due anni fa a Sanremo (l'edizione di cui condussero il memorabile Dopofestival, che andrebbe venduto in DVD e comprato da tutti!).

domenica 29 novembre 2009

A pirate's book for me!

Se m'avessero chiesto qualche anno fa se mi piacessero le storie sui pirati, avrei risposto che non fanno per me. O troppo infantili o troppo truculente.

Poi è arrivato il capitano Jack Sparrow.Non dico che è nata una passione per i pirati dopo Pirati dei Caraibi, ma hanno cominciato a stuzzicare la mia attenzione.
Poi sono arrivati i pirati veri, di cui si è avuta notizia ogni tanto sui telegiornali, negli ultimi anni più che mai. Addirittura anche i buoni Syusy Blady e Patrizio Roversi stavano per esserne vittime, nelle loro meravigliose peregrinazioni in barca a vela.

Un giorno cercando online libri da comprare, mi colpisce questa copertina:
Non è la prima volta che mi faccio fregare dalle copertine. Quando vedo una bella copertina, su una bella edizione, la prendo. Di solito, appunto, sono fregature. Stavolta no. Me lo porto al mare (il posto giusto per leggere un libro sui pirati, no?) e lo inizio a leggere. Mi piace. Arrivo a metà e, per motivi indipendenti dalla qualità della storia, mi ritrovo a non leggerlo più. Passa qualche mese e ci riprovo, e arriviamo a oggi. Ho superato il punto in cui lo abbandonai e ora la lettura procede spedita.
Tortuga è il primo libro di Valerio Evangelisti che ho mai comprato. Non è un autore che seguivo, poiché parla spesso di un argomento sì affascinante ma che a me è sempre stato indigesto: la storia. Però applicata alla narrazione della vita romantica e avventurosa dei pirati si concretizza in un felice connubio dal mio punto di vista.

Qualche giorno fa prima di andare al cinema vado a perdere un po' di tempo in libreria e cosa ti vedo? Questa:
Il teschio mi ha chiamato. Quando l'ho visto, senza ancora leggere titolo e autore, mi sono detto: "Vuoi vedere che Evangelisti ha fatto quello che speravo persino io che sono arrivato solo a metà di Tortuga?". Ebbene sì. Veracruz. Anche leggendo solo i primi capitoli di Tortuga si può conoscere l'aura leggendaria che circonda la presa di Veracruz da parte dei pirati di cui Evangelisti racconta. Già dai primi volumi ti viene voglia di leggere tutta la storia (che in Tortuga è solo, ma spesso, accennata) della conquista della colonia spagnola più forte e inespugnabile da parte dei Fratelli della Costa. Veracruz è quindi un prequel, e non vedo l'ora di leggerlo.

E quando mi comincia a venire quel friccicorino che viene ogni volta che si legge un libro spettacolare, cioè "speriamo che ci facciano il film", cosa ti leggo su internet?
Il romanzo postumo di Michael Crichton, il romanziere più sfruttato nella storia del cinema, parla di pirati. Pirate Latitudes (L'isola dei pirati, come è arrivato pochi giorni fa in ItaliaI). E non solo, ma la trama è molto simile a quella di Tortuga.
E per fugare ogni dubbio, non solo c'è la certezza che il film tratto da questo ultimo romanzo di Crichton si farà. Ma lo farà Steven Spielberg (che già attinse a Crichton per un certo capolavoro di nome Jurassic Park, e non pago anche per un certo terribile sequel di nome Il mondo perduto).
Le mie speranze di vedere adattato Evangelisti al cinema svaniscono. Come può, chiunque, pensare di competere con l'accoppiata Spielberg+Crichton?

L'accopiata Bruckheimer+Disney. Perché è in arrivo il quarto film della saga dei Pirati dei Caraibi: On Stranger Tides (a sua volta adattamento di un apprezzato romanzo che in italiano ha titolo Mari stregati, di Tim Powers).
Stesso cast della precedente trilogia, ma cambio di regista. Si passa a uno che di spettacoli e coreografie se ne intende: Rob Marshall (OSCAR per Chicago). Che fralaltro sta per arrivare al cinema nel giro di qualche settimana con un film che si preannuncia un capolavoro: Nine, scritto dal compianto Anthony Minghella OSCAR, tratto dal musical teatrale omonimo (7 TONY AWARDS) scritto dall'italiano Mario Fratti e basato sull' di Federico Fellini 2 OSCAR. Un film con un cast stellare:
- Judi Dench OSCAR
- Marion Cotillard OSCAR
- Sophia Loren OSCAR
- Nicole Kidman OSCAR
- Penélope Cruz OSCAR
- Stacie Ferguson
- Kate Hudson OSCAR
Mentre il signore di spalle, in basso a destra, è
- Daniel Day-Lewis 2 OSCAR

Quest'ultima cosa non c'entrava molto coi pirati, ma citando Rob Marshall non potevo esimermi dal dirla, vista l'imminenza dell'uscita di questo film.

Piovra, governo ladro...

Veramente volevo parlare d'altro. Ho libri, cd e blu-ray di cui blaterare, ma ho appena saputo l'ultima di Berlusconi:
"Se trovo chi ha fatto le serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo"
Certo, per uno che si permette di scherzare anche sul primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, non dovrebbe far specie più di tanto se scherza anche su una cosuccia come una serie tv.
Fra gli autori de La Piovra ci sono Stefano Rulli e Sandro Petraglia. Rulli e Petraglia sono i migliori sceneggiatori cinematografici italiani viventi. Punto. Ogni volta che fanno un film questo viene invitato in qualche festival internazionale (e magari vince), in patria vince almeno cinque David di Donatello, e incassa pure un bel po' di solducci. Io nella mia collezione di dvd ho in fila tutti quelli di Rulli e Petraglia (ne ho ancora pochi, purtroppo). Sono i miei idoli, e sto considerando l'idea di frequentare i master in sceneggiatura che tengono a Roma insieme ad altri sceneggiatori italiani di altissimo livello (e non costano neppure troppo, per essere dei master). Sapere che il Presidente del Consiglio li vuole strozzare un po' mi fa sorridere, un po' mi fa morire dentro lentamente e dolorosamente. Come tante delle cose che dice e fa il Presidente del Consiglio.

Ma ovviamente la sua non era una critica cinematografica. Quindi passiamoci sopra. Lui in realtà strozzerebbe chi parla di mafia.

Ecco, passiamo sopra pure a questo?

venerdì 27 novembre 2009

Come in Cielo così in Terra...

Mi scuso per l'ennesimo titolo blasfemo, ma l'occasione fa l'uomo ragno, come si suol dire.
E' stata finalmente annunciata ufficialmente la nascita di Cielo, il canale gratuito di Sky sul digitale terrestre.
Come potrete notare dalla foto ci sono Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti) e René Ferretti (Francesco Pannofino), questo significa una cosa sola: BORIS 3!!!!!!!!!!!
Non solo lo vedremo gratuitamente sul digitale terrestre (nelle aree coperte), ma anche subito! Si parte venerdì prossimo 4 dicembre alle 21:00!

mercoledì 25 novembre 2009

I Muppet in: Bohemian Rapsody

Questa non ce la si può perdere! :D



Video promozionale realizzato dai Muppet e diffuso ufficialmente in HD, per lanciare il nuovo Greatest Hits dei Queen (credo questo).

martedì 24 novembre 2009

Quel piccolo grande amore...


Eccola, finalmente:
(come cosa? la tracklist del nuovo album di Baglioni, Q.P.G.A., condita di SETTANTA guest star!)

A
1. OUVERTURE (con Andrea Bocelli)
2. LUNGO IL VIAGGIO (con Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Francesco Renga)
3. PIAZZA DEL POPOLO (con Alex Britti chitarra)
4. UNA FACCIA PULITA (con Irene Grandi)
5. l'incontro (con Riccardo Cocciante)
6. NUVOLE E SOGNI (con Simone Cristicchi, Michele Zarrillo)
7. DUE UNIVERSI (con Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo)
8. SE GUARDI SU (con Baraonna, Pino Daniele chitarra)
9. CENTOCELLE (con Danilo Rea piano)
10. SVELTO O LENTO (con Elio e le Storie Tese)
11. BUON COMPLEANNO (con Renzo Arbore, Morgan)
12. l'appuntamento (con Giorgia)
13. BATTIBECCO (con Paola Cortellesi)
14. CON TUTTO L'AMORE CHE POSSO (con Laura Pausini, Stefano Di Battista sax)
15. LUNGOTEVERE (con Rita Marcotulli piano)
16. JUKE-BOX (con Mario Biondi)
17. CHE BEGLI AMICI (con Pooh)
18. TORTADINONNA O GONNACORTA (con Neri Per Caso, Fabrizio Frizzi, Loredana Bertè, Ivana Spagna)
19. L'ULTIMO SOGNO (con PFM)
20. MIA LIBERTÀ (con Lucio Fabbri violino, Ron, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi)
21. COSA NON SI FA (con Roy Paci tromba, Nek chitarra)
22. FIUMICINO (con Giovanni Allevi piano)
23. il riparo (con Antonello Venditti)
24. LA PAURA E LA VOGLIA (con Giovanni Baglioni chitarra)
25. LA PRIMA VOLTA (con Claudia Gerini)
26. UN SOLO MONDO (con Alessandra Amoroso)

B
1. PRELUDIO
2. QUEL GIORNO (con Joseph Calleja)
3. IO TI PRENDO COME MIA SPOSA (con Angelo Branduardi violino, Mango, Laura Valente)
4. l'arcobaleno (con Mina)
5. NOI SULLA CITTÀ (con Giusy Ferreri)
6. STAZIONE TERMINI (con Edoardo Bennato armonica)
7. ANCORA NO (con Giuliano Sangiorgi)
8. BUON VIAGGIO DELLA VITA (con Annalisa Minetti)
9. SISSIGNORE (con Gegè Telesforo, Enzo Jannacci)
10. MIA NOSTALGIA (con Fiorella Mannoia, Walter Savelli piano)
11. il rimpianto (con Ivano Fossati)
12. COME SEI TU (con Dolcenera)
13. PENSIONE STELLA (con Paolo Fresu tromba)
14. QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE (con Ennio Morricone piano)
15. AL MERCATO (con Neri Marcorè)
16. PORTA PORTESE (con Fiorello)
17. FIORE DE SALE (con Ornella Vanoni, Luis Bacalov piano)
18. QUANTO TI VOGLIO (con Noemi, Gianluca Grignani)
19. CON TUTTO IL MIO CUORE (con Jovanotti, Fabrizio Bosso tromba)
20. il ricordo (con Gianni Morandi)
21. UN PO' D'AIUTO
22. VIA DI RIPETTA (con Stefano Bollani piano)
23. UNA STORIA FINITA (con Alice)
24. SEMBRA IL PRIMO GIORNO (con Franco Battiato)
25. SUITE
26. NIENTE PIÙ

Ora, con settanta ospiti del genere non ci si dovrebbe lamentare... però, diciamo... Renato Zero e Francesco De Gregori ce li volevo... ;_;

Vabè... e venerdì finalmente ce lo sentiamo!

lunedì 23 novembre 2009

E che Dio ci benedica... tutti quanti!



La neve ancora non c'è. I panettoni nemmeno. Ma i torroni sì (ho comprato il primo la scorsa settimana). E le campane che jingleano pure ci sono. E quante ce ne sono. Per me questo Natale è annunciato non già dal torrone ma dagli album musicali a tema natalizio. Non ho mai seguito questa moda, non recente, ma quest'anno ne sono bombardato. Un po' dalla radio, un po' da internet, un po' dal cinema, tutti hanno un album natalizio da propormi. E non si possono ignorare questi segni. Quindi beccatevi 'sta carrellata natalizia e, come dice il piccolo Tim nel finale del magnifico Canto di Natale di Topolino... che Dio ci benedica tutti quanti!

Quest'anno ha iniziato, a ottobre!, nientemeno che Bob Dylan con Christmas in the Heart, a scopo benefico per il World Food Programme. Sebbene sia stato il primo a uscire, non l'ho ancora sentito.

Sting mi fa un gradito regalo chiamando il suo album If on a Winter's Night, come il titolo di uno dei migliori libri di Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore. Secondo me questo album è fantastico. Il resto del mondo non è dello stesso parere, ma fa niente. Non saranno belle canzoni, ma questo album fa atmosfera, è l'ideale da metter su in una notte d'inverno, illuminati dal fuoco vivo di un caminetto acceso, con i felponi di lana, mentre fuori impazza una tormenta di neve. In effetti non contiene canzoni propriamente "natalizie"...

Quant'è grande Andrea Bocelli? Parecchio. Anche lui quest'anno cede alla tentazione delle canzoni natalizie con il suo My Christmas, e l'occasione è ghiotta per quelli della Disney che gli affidano la canzone finale (in odor di Oscar...) del film di Robert Zemeckis Disney's A Christmas Carol, nei nostri cinema dalla prossima settimana. La canzone è contenuta in questo album. Ma oltre a questo ci sono altri standard, in inglese, italiano, francese e tedesco, cantati spesso e volentieri in coppia con altri/e grandi artisti/e, e addirittura una "Jingle Bells" insieme ai Muppets.

La brutta anatroccola scozzese Susan Boyle, rivelatasi al mondo grazie al talent show Britains Got Talent ma soprattutto grazie al passaparola su YouTube ci dona il suo primo album, contenente cover di varie canzoni, di cui solo alcune natalizie. Sicuramente sono tutte natalizie per atmosfera, persino le cover dei Rolling Stones e di Madonna. L'album si intitola I Dreamed a Dream, come la canzone con cui è stata scoperta, anch'essa contenuta nell'album. E' uscito in questi giorni, ed è stato l'album più prenotato su Amazon.com. Insomma, la voglia di sentirla c'è. E una volta sentita personalmente mi ritengo molto soddisfatto. Certo è difficile che diventi una pop star, ma probabilmente non è quello il suo ruolo, anzi si troverà a suo agio proprio in questo periodo natalizio, data la sua voce e la sua attitudine per le canzoni struggenti. Nell'album c'è anche un inedito, "Proud", che in mezzo al resto delle prestigiose cover fa la sua gran porca figura, molto bello. Ottima anche la versione di "Wild Horses" dei Rolling Stones, scelto come primo singolo.


Prossimo post musicale dedicato a Elio e le Storie Tese, Francesco Renga, Franco Battiato, Claudio Baglioni e Morgan QuellostronzochemihacacciatoChiaradaXFactor. Prossimo ancora invece tutto femminile dedicato a Mina, Elisa, Carmen Consoli e... urgh, mi sono finite le donne. Mi toccherà espatriare e provare, chessò, Norah Jones.
E a proposito di espatrii, potrei infilarci anche qualcosa di non estrema attualità ma comunque di questa stagione: Muse, Pearl Jam e Michael Bublé.
E non finisce qui, perché poi ci sono le colonne sonore! E quelle non le elenco nemmeno perché mi sa che ne stanno per uscire parecchie.

sabato 21 novembre 2009

Ma brutto Mereghetti che non sei altro...


STRENNA NATALIZIA UN PAR DI PALLE!

IL MEREGHETTI 2010 È STATO RIMANDATO A PRIMAVERA... ma guarda tu... sono quattro anni che aspetto questo Natale per aggiornare il Mereghetti... ma che nervi...

EDIT:
RIRINVIATO A NOVEMBRE 2010 O_O Praticamente hanno zompato un anno e si passerà direttamente al Mereghetti 2011... ma guarda tu... ora mi tocca comprarmi il Morandini...

giovedì 19 novembre 2009

Invictus

Ho voluto tradurre questa poesia. Tanto impegno è dovuto al solo fatto che questa poesia è legata alla storia raccontata dal nuovo film di Clint Eastwood, che arriverà in Italia il 10 febbraio 2010, mentre in America uscirà l'11 dicembre prossimo.

Invictus, di William Ernest Henley
Oltre la notte che mi copre, nera
come nero il pozzo da cima a fondo,
per l'anima mia inviolata e altera
ringrazio ogni dio che esista al mondo.

Nella selvaggia morsa degli eventi
Io non ho disperato o barcollato.
Sotto la sorte e i suoi percuotimenti,
nel sangue, il capo Io non ho chinato.

Oltre quest'inferno di pianto e d'ira
non v'è che delle tenebre l'Orrore.
Se pure contro me il tempo cospira
mi trova e troverà senza timore.

L'impervia uscita non mi fa impressione,
né la spietata pena che mi sfida,
del mio destino Io sono il padrone:
dell'anima mia Io sono la guida.


Traduzione italiana di Invictus, poesia in lingua inglese di William Ernest Henley, 1875.
Il violino di Billy, 2009.
Concesso in licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia.

giovedì 12 novembre 2009

Anche le formiche nel loro piccolo boicottano

Chiara Ranieri è stata boicottata.
So che non frega niente a nessuno e che non è niente di tragico, ma a X-Factor si fanno le manovre. Chiara aveva TUTTI contro, a ogni livello di gestione della trasmissione. Sono due settimane che si semina zizzania, e ora i risultati sono stati ottenuti. E' stato il suo stesso mentore, Morgan, a eliminarla.

Sono profondamente disappuntito. Chiara doveva vincere, andare a Sanremo, vendere dischi a profusione, cantare dal vivo a Central Park con Andrea Bocelli, e via dicendo. E invece no, ci teniamo il wannabe Michael Jackson (bravo) e l'erede di Gianni Morandi (non troppo bravo...). Complimenti.

Retrospettiva completa di Chiara in arrivo a momenti su questi schermi.

mercoledì 4 novembre 2009

ventunononi

Oggi sono rimasto due ore imbambolato a sognare davanti a questo:

Quando si dice "guardare il televisore, non la televisione". Ditemi che state anche voi ridendo istericamente senza sosta, sennò mi preoccupo... per me...

Per la cronaca: 56''.
Per la cronaca: 3.999 €.

giovedì 29 ottobre 2009

E anche per quest'anno il canone Rai è giustificato...

Io credo che il canone Rai sia una sottrazione indebita, sempre. Però, maledizione, ogni anno la Rai permette (non contribuisce, ma permette) qualche manifestazione di altissimo spettacolo e/o cultura che vale tutta la cifra sborsata per il canone, se non di più. Ed è già la seconda volta (vedi qui) che ad ospitare tale evento è X Factor, bistrattata trasmissione dagli ascolti in caduta libera ma che è l'unica che porta seriamente la Musica in tv.

Ieri sera ho rischiato una crisi respiratoria nel susseguirsi di queste due esibizioni:

Chiara Ranieri (che presto avrà su questo blog una retrospettiva di tutte le sue magnifiche esibizioni) canta "E non finisce mica il cielo..." di Mia Martini


Francesco De Gregori e Morgan cantano e suonano "Il suonatore Jones" di Fabrizio De André


Inoltre poco prima della trasmissione in prima serata, nella fascia pomeridiana è stata trasmessa una "lezione" di Morgan ai suoi allievi sullo Spoon River di De André coverizzato da lui qualche hanno fa. Purtroppo online non c'è, nemmeno sul sito Rai.tv. Cercherò di beccare la replica su Rai 4 alle 13:00 e registrarla, per poi metterla online.
EDIT: Non l'ho messa online io (la registrazione che ho fatto io fu pessima, maledetta antenna portatile -_-):


Per la cronaca, di De Gregori sto seguendo questa straordinaria collana comprendente più o meno tutta la discografia studio di De Gregori (mancano due/tre album) e allegato ad ogni album c'è una lunga intervista di 20 pagine al Cantautore medesimo. 11 euro a settimana per 14 settimane, e passa la paura.

mercoledì 28 ottobre 2009

"It's not easy being green..."


Tutti conoscono Kermit la rana, il capocomico della banda dei Muppets.
Pochi sanno che dopo la morte del suo creatore, Jim Henson, Kermit è caduto in depressione, lasciandosi andare alle più anfibie debolezze della dipendenza dalla droga.
Il suo declino nell'oscurità della depressione viene portato finalmente alla luce nella serie di canzoni (cover di classici del rock resi tristissimi) sul sito sadkermit.com.

Mi è tornato in mente il buon triste Kermit poiché una delle canzoni che ha coverizzato ("Creep" dei Radiohead) è stata recentemente incisa anche da Vasco Rossi.

Ma Kermit era di tendenze più o meno depressive anche in passato... ecco un prima e un dopo:

"Bein' Green" (con Ray Charles, originale)


"Hurt" (cover)


La prima canzone è diventata uno standard americano, incisa anche da Ray Charles, Frank Sinatra, Diana Ross, Van Morrison, ecc...
C'è anche un altra bellissima canzone di Kermit diventata molto popolare in America. E' "The Rainbow Connection", tratta dal primo film dei Muppets (da recuperare!) e nominata agli Oscar:

(diventata "The Rainbow Disconnection" per Sad Kermit...)

venerdì 23 ottobre 2009

Al festival di Roma, ovvero... Bunny and the Bull

Dopo aver tanto penato per la sfumata partecipazione alla Mostra di Venezia, non mi sono granché goduto nemmeno il più geograficamente abbordabile Festival Internazionale del Film di Roma, giunto alla sua quarta edizione.
Ci sono andato una volta sola, nonostante spulciando il programma avessi selezionato una discreta quantità di cose interessanti da vedere, inedite e non (per "non" si intende la retrospettiva di alcuni fra i miei film preferiti, che guardacaso hanno in comune l'interprete, una certa Meryl Streep...). Purtroppo impegni universitari mi hanno trattenuto a non meno di 30 km dal magnifico Auditorium Parco della Musica, ove si svolge il grosso del festival.

Fortuna ha voluto che l'unico film che sono riuscito a vedere sia in effetti la principale sorpresa del Festival, nonostante sia passata sotto silenzio e non fosse in concorso.


Trattasi di Bunny and the Bull, film britannico dell'esordiente al cinema Paul King (regista della serie tv inglese The Mighty Boosh). Esilarante, creativo, commovente. Un po' "Gondry" nella confezione, un po' "Amélie" nella storia, se mi passate questi due nomi come aggettivi :P
E' la storia di Stephen, un ragazzo che vive chiuso nel suo appartamento da un anno, con una routine maniacale che viene scossa da un evento imprevisto. Questo evento lo costringe a ricordare il viaggio per l'Europa (Francia-Belgio-Germania-Polonia-Svizzera-Spagna) che ha intrapreso con il suo amico Bunny, viaggio durante il quale ne sono successe di tutti i colori grazie anche alla demenziale carica di simpatia di Bunny, tutto il contrario dell'apatico Stephen.
Io e tutta la sala ci siamo piegati in due dalle risate dal primo all'ultimo minuto (esclusi i momenti commoventi, si intende... perché ci sono anche quelli).
Il film esce in UK a novembre. Nonostante il successo avuto al Festival, ancora non arrivano notizie di una distribuzione italiana, che però vedo molto probabile non oltre la prossima primavera.
Per ingannare l'attesa, ecco il trailer:


Il cinema indipendente britannico non è nuovo a sorprese di questo genere. Già nel mio protoblog, notavo la felice coincidenza riguardo tre film che avevo appena visto, enTREmbi prodotti in UK. E, guarda un po', anche Bunny and the Bull fa parte della stessa famiglia.

Nell'ultimo mese ho visto sette film, e tutti terribilmente belli. DEVO parlarne (uno è Baarìa, e ho già dato). Credo di aver superato il mio record personale, stabilito proprio quando guardai i tre film inglesi citati prima, aprile 2007. Per partecipare a un concorso (legato proprio al Festival di Roma, quando si chiamava ancora "Festa del Cinema") ne dovetti vedere sei in un mese. Il concorso non l'ho vinto, ma i film erano comunque bellissimi.
Il programma per il prossimo mese invece prevede nove film fino a metà novembre, e poi tre settimane di buio prima del delirio invernale quando uscirà DI TUTTO. Grasso che cola se riuscirò a vederne almeno la metà... già ne ho persi due.

Ultima cosa: ieri sera su Italia 1 c'era Chiedimi se sono felice, di Aldo, Giovanni e Giacomo, il loro miglior film, secondo il mio modesto parere. L'altra sera c'era Happy Feet. E l'altra sera ancora c'era Batman Begins. Su Rete 4 invece ieri sera c'era Syriana, e l'altra sera Mezzanotte nel giardino del bene e del male, di Clint Eastwood. Oh... meglio di Sky! :D

giovedì 8 ottobre 2009

La Saga della Lega

Siete liberi di scambiare vocali e consonanti del titolo di questo post e farvi qualche grassa risatona, l'ho messo apposta. Ahr, ahr!

Ricomponiamoci.
Pochi giorni fa mi lamentavo che la critica avesse stroncato Baarìa per il solo motivo di essere un film amato/prodotto da Silvio Berlusconi.
Adesso arriva la pena per contrappasso: Barbarossa. Uuuuh!


Un film sulle presunte prodi origini del popolo padano (nessuna battuta sulle "prodi origini", ok?).
Il primo istinto è quello di bollare questo "kolossal" come una kolossale cagata, ennesima esibizione del celodurismo Leghista. Ma poi arriva lo sveltone di turno a dire: "eh, come i critici con Baarìa, anche tu stronchi questo film solo perché amato/prodotto dalla Lega. Vallo a vedere prima di criticare!".

Tsk...

senti, sveltone... stavolta non mi freghi. Questo film non lo vedrò manco se mi legano a una sedia e mi tengono aperti gli occhi tipo Alex di Arancia Meccanica.
Caro sveltone, questo film può essere facilmente bollato come cagata pazzesca, non già per la sua natura propagandistica (come mostrato dalla patetica anteprima a cui hanno partecipato politici leghisti e di centrodestra, imprenditori, gentaglia di spettacolo) quanto per la sua natura di filmaccio sborone recitato da una pletora di cani (a parte forse il Barbarossa di Rutger Hauer [quello che "ne ha viste cose, che voi umani...", frase che suona profetica, sapendo che ora ha lavorato per la Lega...], messo lì tanto per far credere di essere un film importante perché c'è l'attore straniero), pieno di scene violente e truculente (per il realismo storico, eh, mica per esibizione celodurista...), con un personaggio "storico", tale Alberto da Giussano, la cui esistenza non è nemmeno confermata... questa è divertente, va raccontata.

[Attenzione: quanto segue potrebbe non essere accaduto]
Successe che Umberto Bossi si costrinse suo malgrado a entrare in una biblioteca, dacché cercava una copia del kamasutra che gli avevano detto fosse molto arrapante da sfogliare. Poiché era una biblioteca lombarda, c'era una sezione sulla storia della sua amata pseudopatria, che lo fa arrapare anche più del kamasutra. Dando un'occhiata in quella sezione, gli cade in testa un volume che si apre proprio su una pagina dove si riportano le parole di un frate domenicano che accenna all'esistenza di un tale Alberto da Giussano, ragazzotto che riunì 900 uomini lombardi in una "lega" [SDONG!... scusate, questa è l'erezione di Bossi che urta gli scaffali metallici della biblioteca] con la quale sconfigge l'invasore Barbarossa. Ripresosi da un'eccitazione che non provava più da anni, Bossi fa due più due e si rende conto di aver trovato l'icona perfetta per la sua Lega.

Ora, siccome non è giusto che io abbia dovuto soffrire e voi no, guardatevi il trailer. Ma mica un trailer qualunque. UN TRAILER DI OTTO MINUTI! C'HANNO LUNGO E DURO PURE IL TRAILER!!!


Avete sofferto? Ok, siccome si sa che sono troppo bbbbuòno, sciacquatevi gli occhi con questa parodia profetica fatta da Fabio Volo tre anni fa:
El Coragiùs

mercoledì 7 ottobre 2009

Il lodo Alfano è illegittimo

Sono contento.

Lo segnala alle 17:51 dell'orologio del mio computer questo sito.

Divertente l'articolo preparatorio di Repubblica, che alle 17:57 aveva un articolo "vuoto", cioè pronto per essere riempito con qualunque notizia fosse arrivata dalla Consulta. Al momento attuale l'articolo è stato riempito, ma io ho uno screenshot a futura memoria:


sabato 3 ottobre 2009

Le mie "vinti liri" su Baarìa


Il nuovo film di Giuseppe Tornatore è uscito il 25 settembre. Io il 29 settembre ho comprato la colonna sonora di Ennio Morricone su iTunes. Il 30 settembre sono andato nell'unico cinema romano (e credo anche l'unico dell'Italia continentale, a occhio) che lo trasmetteva in versione originale (dialetto) sottotitolata. Il 1 ottobre ho comprato la sceneggiatura del film, pubblicata da Sellerio. Ora, ci sarebbe anche un librone fotografico da 60 euro, e rischio di comprarlo.
Fermatemi, sono in piena estasi baarìota.

Per me questo film è come può essere stato Titanic per il mondo, o La vita è bella per gli italiani. Solo per me, a quanto pare. La critica internazionale riconosce i meriti di Tornatore ma nel complesso è freddina. La critica italiana è invece orba da entrambi gli occhi. Vedo votini nell'ordine del 5, o 6 sui siti di cinema italiani... cioè, a malapena sufficiente...
In realtà la critica italiana è prevenuta. Hanno subito pensato che Baarìa potesse diventare un successo di popolino perciò sono partiti a spron battuto a stroncarlo, complice il tremendo peccato originale di essere un film prodotto da Berlusconi, il quale l'ha pure recensito telefonicamente durante la *appassionantissima* rubrica cinematografica di Gigi Marzullo. E mica un giornale "di sinistra" può parlar bene di un film che è piaciuto a Berlusconi? Non sia mai.
Perciò la critica italiana sta facendo passare l'idea che questo kolossal costato 25 milioni di euro sia uno spreco inutile, sia il passo falso di Tornatore, la sua ennesima pacchianata che STAVOLTA non gli si può perdonare, che sia troppo lungo, che sia pieno di stereotipi sulla Sicilia, che sia troppo pieno di camei di popolari attori italiani non propriamente eccellenti, insomma, che sia una delle tante trovate populiste di Berlusconi, quindi non lo si deve andare a vedere sennò siamo tutti condannati.
Mi dispiace che queste dicerie politiche arrivino a toccare il cinema. Certo il cinema spesso non è stato immune dal dibattito politico, ma almeno una volta lo era per ragioni ideologiche. Oggi invece l'ideologia è il berlusconismo o l'antiberlusconismo, e il dibattito su questa ideologia è talmente basso e senza sbocchi intelligenti e costruttivi che pensavo che il cinema non ne sarebbe stato toccato. E invece.

Effettivamente Tornatore tocca punte di poesia al limite del simbolismo spinto che potranno sembrare lontane dagli interessi nazionalpopolari ma, come sempre nel caso di Tornatore, non sono mai patetici o forzati. Giuseppe Tornatore è un poeta, le sue "pacchianate" sono emozionanti nel senso meno superficiale del termine. Il film è costato tanto solo perché si è dovuto ricostruire il paesino di Bagheria nel deserto tunisino (si parla di un set quattro volte più grande di quello costruito da Dante Ferretti a Cinecittà per Gangs of New York di Martin Scorsese, che pure era una gigantesca e magnifica ricostruzione), e perché è strapieno di comparse, altrimenti il film è estremamente semplice e la sua anima sta nei pochi veri protagonisti e nei piccoli grandi drammi che un condadino di provincia affronta nella sua piccola grande vita. E è per questo che ho comprato il libro contenente la sceneggiatura, con i dialoghi scritti in dialetto, perché il succo di Baarìa è (come nel caso di tutti i capolavori) nella storia e nei personaggi. E poterli avere a portata di mano, anche solo per andare a vedere come si scrive "venti lire" in dialetto andando a cercare la scena dove viene pronunciato, per poi venirlo a scrivere qui sul blog, è un'emozione forte, una gioia, l'ennesimo regalo del cinema. E l'ennesimo regalo di Tornatore, che non ne sbaglia mai una. E incluso nel pacchetto-regalo c'è la nuova colonna sonora dell'inarrivabile ottantunenne Ennio Morricone, che in questo film è protagonista come non mai, con una musica che spesso e volentieri è talmente forte da coprire rumori e dialoghi, e persino coprire emozioni e scene. Forse è troppo forte (ma questo al limite sarà un difetto di missaggio audio, boh). Sicuramente è *presente*, sempre, nessuna scena è lasciata senza musica... lo so, in altri casi sarebbe un difetto, ma qui no, perché la musica è sempre *bella*, anche quando è inopportuna. Ma d'altronde la musica Morricone è come gli altri personaggi, è sulla scena, quindi non è inopportuna, urla solo più forte degli altri. E i siciliani urlano molto forte :)
Questo è il candidato italiano agli Oscar, e io spero vivamente che si faccia onore, come merita, anche se ha concorrenti molto agguerriti (che ho avuto modo di vedere, grazie alle belle iniziative culturali che si organizzano nella Città Eterna... parlo dei vincitori del Festival di Cannes Il nastro bianco di Michael Haneke [Germania], e Un profeta, di Jacques Audiard [Francia])

Sicuramente il film può non piacere, anche facendo la tara alle polemiche antiberlusconiane di cui sopra. E' lungo, ha vari flashback che può essere arduo seguire, e non oso immaginare come sia "doppiato" in italiano, probabilmente risulterà come quelle che al nord chiamano "terronata". D'altronde non c'è modo di vederlo in originale se non venendo a Roma, o andando in Sicilia... oppure aspettando che esca il DVD.

Nell'attesa, ecco il trailer e due magnifici brani della colonna sonora. Il primo è una sinfonia contenente i temi principali del film e un bellissimo montaggio di voci siciliane che nel film si sente durante i titoli di coda. Il secondo, "Brindisi" è un altro bel tema principale, che nel film commenta una scena molto emozionante.

Trailer


"Sinfonia per Baarìa"


"Brindisi"

martedì 29 settembre 2009

venerdì 11 settembre 2009

Post avunculogratulativo

Adoro i collegamenti. Da Noemi a Paperinik in 6 mosse.

Questo nuovo collegamento mi è venuto sentendo il nuovo singolo di Noemi, la vincitrice morale e commerciale della scorsa edizione di X-Factor, donna che io adoro. Canta il suo nuovo singolo "L'amore si odia" con Fiorella Mannoia, altra donna che io adoro.


Ora la canzone è molto bella, ma dal testo abbastanza presuntuoso. La canzone poi mi ha ricordato a tratti un'altra canzone magnifica di un'altra donna che io adoro, Mina. La canzone è "Bugiardo e incosciente":


Questa canzone è la versione italiana (powered by Paolo Limiti) di "La tieta" del cantautore spagnolo Joan Manuel Serrat (di cui Mina ha poi reinterpretato anche altre canzoni che mi metterò subito a cercare). Canzone davvero bella:


E scopro ora che ce n'è un'altra versione italiana (dialettale, anzi) di un uomo che io non ho ancora avuto modo di adorare ma dovrei quanto prima, Francesco Guccini. Il titolo è "La ziatta":


Se adesso qualcuno mi traduce pure i testi mi farebbe un grande piacere :)


E in tutto questo proliferare di ziette (traduzione di "tieta" dallo spagnolo, e suppongo anche di "ziatta" dal... uhm, bolognese?), mi è tornata in mente la celebre disciplina dell'avunculogratulazione meccanica (l'arte di costruire macchine per salutare le zie), svelata da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault e ricordata anche dal compianto Paperinik.

giovedì 10 settembre 2009

Monopolone

Io ve lo posso pure linkare... ma tanto non funzionerà. Ha aperto ieri, ma dato il rapido passaparola su internet, al momento dell'apertura i server non hanno retto l'imprevista affluenza (nonostante l'avessero prevista ben massiccia). Sto parlando di Monopoly City Streets, la versione online ufficiale del gioco del Monopoli che sfrutta le API di Google Maps per utilizzare il mondo come tavolo del gioco in scatola più amato al mondo.
Ora i server sono stati potenziati, e dovrebbe esserci qualche speranza di entrare (io ci sono riuscito solo ora). Vediamo come va...

mercoledì 9 settembre 2009

Trenta lunedì (e uno per Mike)

SETTEMBRE è il mese più crudele, altro che aprile...

Settembre è per l'anno quello che il lunedì mattina è per la settimana. Trenta lunedì mattina
consecutivi.
A settembre ricomincia tutto. Ogni giorno ricomincia qualcosa. Qualcosa che per un paio di mesi non ti stava più dando problemi.

Che schifo compiere gli anni a settembre... una volta ne andavo orgoglioso...

Ecco, dovevo farlo, il post del Sad September (che sta pian piano rubando il posto d'onore del Sad Ironaugust), e l'ho fatto adesso. L'occasione è che stasera ricomincia X-Factor. Con Claudia Mori. Quanto gooooodo.

E a proposito di televisione, mi duole comunicarvi una notizia che vi shockerà: è morto Mike Bongiorno. Non volevo essere io a darvi questa notizia per primo... e infatti non lo sono. DEVO spendere due paroline su Mike. Beh, tecnicamente dovrei farci un post tutto dedicato, ma bof, è settembre, palle. Mike negli ultimi tempi era fastidiosamente rincoglionito, per questo mi è stato sulle scatole. Però io non posso negare di aver amato Mike Bongiorno e di esserne stato inevitabilmente influenzato. Io, orgoglioso teledipendente dalla nascita, orgoglioso aficionado di Mediaset quando ero ancora piccolo e ingenuo e Silvio Berlusconi era solo un editore (e con lui imparai il significato di questo ruolo), un bambino che veniva piazzato dalla madre sul divano al pomeriggio e veniva ritrovato lì nella stessa posizione la sera dopo essersi sorbito cinque ore di tv dei ragazzi e non, un bambinetto che piangeva disperato quando finiva una stagione di quelle pseudosceneggiate di Cristina D'Avena, un bambinetto che prendeva i libri dalla libreria di casa e li usava a mo' di cartelletta e conduceva immaginari quiz, sfruttando l'amica del cuore come valletta e inscenando spettacolini davanti a amici e parenti, un ragazzino che quando a 12 anni dovette mettere gli occhiali (che non si sarebbe più tolto per il resto della sua esistenza), la prima cosa che fece fu guardarsi allo specchio, togliersi gli occhiali con la mano sinistra e salutare un invisibile pubblico adorante gridando: "Alegriaaaa!".

sabato 5 settembre 2009

Ve n'è, zia... Li dò.

Di "venezia" m'è rimasta solo la parola con cui fare triti giochini di parole.

Niente Mostra. Alla fine è andato tutto a puttane, un po' per imprevisti un po' per... boh, un giorno qualcuno me lo spiegherà il perché.

Giuro che io ho fatto di tutto, e attivamente. Stavolta non ho colpe. Ci volevo andare, avevo preparato tutto, mi ero impegnato, avevo la valigia pronta a chiudersi. E invece, la notte del giorno prima di partire, un messaggino mi informa che non se ne fa più niente. Ho poi chiesto a Rebo (assiduo frequentatore della Mostra) se riusciva a fare il miracolo all'ultimo minuto, ma era oggettivamente impossibile.

Questa ormai me la metto a Carnevale...

martedì 25 agosto 2009

Aloha!

Svelato l'arcano. Una magnifica camicia hawaiiana Made in Honolulu marca "Go Barefoot" (che mi dicono essere una signora marca), con annessi Post-it a forma di camicia, adesivone "got aloha?" e biglietto da visita del negozio online dove l'ho comprata.

Maledetta la mia mancanza di autostima... l'ho ordinata di una taglia più grande (XXXL), e ora è troppo larga... mi toccherà ingrassare...
Comunque è bellissima :D

Indovinate dove, quando e perché la indosserò? *occhichebrillano*

domenica 23 agosto 2009

Due nomi grossi così

Tullio Kezich e Fernanda Pivano.
Torno dalle vacanze e leggo che sono morti due nomi grossi così della cultura italiana.

Voglio condividere due umili ricordi personali che sono legati a queste due grandi persone.

Di Tullio Kezich ricordo il giorno in cui passai davanti al Cinema Eden di Roma e c'era affissa nella bacheca la fotocopia di una sua recensione/racconto sul Corriere della Sera sul film Sleuth - Gli insospettabili, di Kenneth Branagh (magnifico film, fralaltro). Sono rimasto come un ebete davanti a quella bacheca per svariati minuti a leggere e rileggere quell'articolo, ammirato dal racconto delle esperienze di Kezich nel cinema come nel teatro, e ovviamente anche dall'analisi del film (e dei film e pièce teatrali da cui è tratto).

Di Fernanda Pivano ricordo il documentario Fernanda Pivano: A Farewell to Beat, che racconta la vita di "Nanda" e i suoi incroci con altri nomi grossi quanto il suo della letteratura e musica americane e italiane, percorrendo con lei il suo ultimo viaggio in America.
Non si può non rimanere estasiati dalla sua vita, dalla sua cultura, dal suo coraggio e dal suo carisma che ha conquistato artisti di ogni risma (gioco di parole non voluto). Il documentario è appena stato messo su YouTube, ma vale la pena comprarlo in questa versione con libro.

venerdì 14 agosto 2009

Sad Ironaugust... a tradimento!

Mi pareva strano.
No, dico, il Ferragosto tradizionalmente per me è carico di tristezza e cupezza generalizzate su ogni campo di interesse della mia miserabile esistenza. Quest'anno invece pareva non essere così, come dimostra la gaiezza con cui intrapresi la scrittura dello scorso post, il quale avrebbe dovuto fare da capostipite a una sfilza di esaltatissimi post sui miei tanti e variegati divertimenti estivi. Quali tanti e variegati divertimenti estivi? Eh, bella domanda. Sul "tanti" forse c'è ancora speranza. Sul "variegati" invece tutto è perduto, con mio sommo rammarico poiché preferivo una vacanza variegata a una vacanza tanta.

Oh, quante cose avrei fatto! Oh quanti post avrei scritto! Oh in che maniere nuove e eccitanti li avrei scritti! Oh in che maniere nuove e eccitanti avrei fatto le cose suddette!

E invece la cosa è semplice: vado una settimana al mare.
Sarebbe stata più nuova e eccitante se ad esempio avessi avuto l'iPhone, cosa che Dio ha accuratamente impedito che accadesse inviandomi segnali dalla chiarezza quasi inquietante. Ma io sprezzante di questi sono corso al centro commerciale a prendermelo lo stesso, per sentirmi dire da una dispiaciuta commessa che l'addebito su conto corrente postale non lo accettano. Solo su carta di credito. Che non ho. E non avrò mai, visto che mantenerla mi costerebbe più delle "rate" dell'iPhone. E io che già mi immaginavo a suonare l'ocarina in spiaggia... Al diavolo.

Inoltre il 21 agosto, trovandomi a metà strada, stavo anche vagamente pensando di fare una piccola pazzia e andare in macchina a Rimini a guardare in anteprima pubblica mondiale 20 minuti (che poi forse sono pure di meno) di Avatar, il prossimo film di James Cameron. Ma pare che la cosa non freghi quasi a nessuno dei miei vacanzieri fellows. Al diavolo.

Poi FORSE vado a Venezia. Ma pure se ci andassi, sarebbe una piatta esperienza, dacché proprio oggi è uscito il calendario delle proiezioni, dal quale si desume che dei due capitoli di Toy Story in programma, il secondo sarà solo a inviti, così come la cerimonia di premiazione di John Lasseter e gli altri registi Pixar. Inoltre non è ancora esplicitamente citata l'anteprima italiana di Up, che a 'sto punto mi sembra messa in discussione. Grande, praticamente per me è un'edizione come un'altra della Mostra di Venezia. Cosa gli dico poi ai lettori del mio blog pixariano? Al diavolo.

Ah già, poi alla fine di tutto questo c'è l'esame all'università che mi aspetta al varco pronto a scarnificarmi e divorarmi le viscere...

Quindi, in soldoni, posso tirare un sospiro di sollievo. E' il solito ferragosto di merda.
Torno sabato prossimo. Buone vacanze a me e buon ferragosto a tutti gli altri!

giovedì 13 agosto 2009

Aloha!

Mail ricevuta il 13 agosto alle ore 19.49:
Aloha ********* *********, we thought you'd like to know that your order has been shipped.
O-ho! E che sarà mai stato shippato da qualcuno che mi saluta con "Aloha"? Si accettano scommesse. A chi l'ho già detto perché ho la lingua troppo lunga, taccia.

PS: No, non è l'"aloha" di Presta&Dose.

venerdì 7 agosto 2009

Al "tre dita"

Mi sono acciaccato due dita in un cancello...

Il decenne di ferro


Oggi si festeggiano i 10 anni dall'uscita di un particolare film d'animazione (particolare perché bello, americano, ma non Disney): Il gigante di ferro, diretto da Brad Bird, un animatore e regista della squadra de I Simpson, compagno di accademia di Tim Burton (il quale ha lavorato a un suo cortometraggio animato della serie delle Storie incredibili di Steven Spielberg) e che debutta al cinema con questa storia steampunk di un robot-alieno-gigantebuono e la sua amicizia con un ragazzino che cerca di difenderlo dal Governo che vuole distruggerlo. All'epoca il film floppò disastrosamente (23 milioni di dollari di incassi contro i 70 milioni di spesa), ma inaspettatamente è entrato nel cuore di chiunque l'abbia visto, rendendolo uno dei film d'animazione non Disney più apprezzati. Al revival di questo film ha contribuito l'arrivo del suo regista Brad Bird alla Pixar nel 2004, quando scrive e dirige il fantastico Gli Incredibili, uno dei pochi film d'animazione a vincere più di un Oscar, nello specifico due: miglior film d'animazione e miglior suono. Non pago, nel 2007 sempre in Pixar Brad Bird prende in consegna un progetto che navigava in cattive acque e lo trasforma in quello che oggi conosciamo come Ratatouille, Oscar anch'esso come miglior film d'animazione. Entrambi i film fanno incassi quasi record (più di 600 milioni di dollari ciascuno) e sono amati e riveriti da pubblico e critica, eppure sono stati sfornati dallo stesso autore de Il gigante di ferro, che non rientrò nemmeno la metà della spesa. Oggi Brad Bird sta scrivendo il suo primo film non d'animazione, 1906, tratto dall'omonimo romanzo di James Dalessandro (inedito in Italia) sul devastante terremoto di San Francisco del 1906, appunto. Pare che in Pixar stiano preparando un modello digitale che ricostruisca la San Francisco dell'epoca, anche se non è ancora chiaro il ruolo che avrà la Pixar in questo film.

Ma io non volevo fare l'apologia di Brad Bird, anzi! Io Il gigante di ferro non l'ho visto quando è uscito né in seguito. L'ho visto quando la gente ne cominciava a parlare, dopo i trionfi di Brad Bird alla Pixar. E ovviamente mi è piaciuto, ma non l'ho considerato questo grande film che tutti elogiano. E' un parere personale, non una critica.
Per me i capolavori d'animazione non Disney sono finora tre:
  • Il principe d'Egitto (DreamWorks)
  • La sposa cadavere (Warner Bros.)
  • Coraline (Laika)
ovviamente parlando solo di animazione occidentale commerciale, cioè diretta concorrenza della Disney, escludendo quindi l'animazione asiatica e europea, gli sperimentali, gli indipendenti, ecc... che sono generi di film non confrontabili direttamente con Disney et similia.

Vabè, auguri al robottone di ferro e al suo creatore per questi primi dieci anni (in realtà credevo di più...)!

martedì 4 agosto 2009

Shh... non lo dite a nessuno

Non lo dite a nessuno...
ma forse forse... per Venezia... si quaglia....
Shhh!

martedì 21 luglio 2009

Patteggiano, i poeti...

In riferimento a questo delitto, i poeti mi hanno concesso un rimborso del 40%, ovvero 4,40 €, e mi tengo il libro monco. Ma il libro monco non è ciò che volevo, ergo me lo ricompro, stavolta in versione cartonata, sperando che lo imbàllino meglio.

Conto delle spese con danni:
- Versione paperback (quella danneggiata): -12,26 €
- Sconto poesia 10%: +1,23 €
- Rimborso per danno: +4,40 €
- Versione hardbook: -18,32 €
- Sconto poesia 10%: +1,83 €
= TOTALE: -23,12 €

Conto della spesa ideale:
- Versione hardbook: -18,32 €
- Sconto poesia 10%: +1,83
= TOTALE: -16,49 €

Una spesa di 23 euro per un gran bel libro che sperabilmente arriverà in buone condizioni, + un altro libro in versione sfregiata. Vabè, 23 euro è comunque ancora meno del prezzo di listino della versione cartonata, e ancora meno del prezzo a cui la vende quest'altro sito dalle spedizioni gratuite, a cui mi stavo rivolgendo per ripicca...
Comunque rispetto alla spesa ideale ci ho rimesso comunque 6,63 €. Mah poteva andare peggio... ad esempio il nuovo ordine potrebbe arrivarmi anch'esso danneggiato oO... allora sbrocco.

giovedì 16 luglio 2009

AAAAAAAAAAARGH




AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH! AAAAAAAAAAAAAAARGH!

MA E' IL MODO DI SPEDIRE UN LIBRO, QUESTO?! AHO! MA SIAMO PAZZI?! PRIMA MI MANDANO LE POESIE ADULATORIE E POI MI SPEDISCONO UN LIBRONE DA COLLEZIONE IMBALLATO DI MERDA?! MA CHE DAVERO? MO' VE LO RIPRENDETE E MI RIDATE I SOLDI, MA GUARDA TU...

Sono sotto shock...

martedì 14 luglio 2009

Venezia val bene una messe (di libri e dvd)?

Pare di no, almeno secondo le logiche astruse della mia mente.
Stavo mettendo da parte qualche soldino (400 euro) per andare alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, a settembre, dove venivano premiati i miei beniamini John Lasseter e gli altri registi della Pixar.
Poi la situazione è degenerata, e è andata a finire che a Venezia non ci vado più. Ero arrivato a raccogliere 200 euro. Li ho spesi tutti nel giro di due settimane, nella migliore tradizione degli Acquisti Folli™. Quello che segue è l'elenco delle delizie che valgon bene il perdersi l'evento storico della Pixar premiata alla Mostra di Venezia:

FUMETTI
LIBRI
  • I frutti dimenticati, di Cristiano Cavina, nominato al premio Strega e squalificato alla prima fase, con 8 voti su 400 e rotti, ultimo posto. Ma era quello che mi aveva intrigato di più fra i candidati, e alla fine è stato l'unico che ho comprato, per ora. Pagato zero euro grazie a un provvidenziale 3x2. I due che ho pagato sono i seguenti.
  • La strada, di Cormac McCarthy, autore che mi dicono andare per la maggiore di questi tempi, non so se da prima o in seguito al film (vincitore di 4 premi Oscar) che i fratelli Coen hanno tratto dal suo precedente libro Non è un paese per vecchi. Io l'ho comprato perché anche da questo libro se ne sta per trarre un film, The Road, in uscita a fine anno, con protagonista Viggo Mortensen. Questo libro, vincitore del premio Pulitzer nel 2006, parla di un padre e di un viaggio. Potevo ignorarlo? No.
  • Viaggio di un naturalista intorno al mondo, di Charles Darwin. Poi non ho più fatto quella maratona dedicata a Darwin in onore del suo duecentesimo compleanno. In compenso mi ha incuriosito questo suo resoconto della spedizione cartografica a cui partecipò nel 1831 che lo portò a scoprire tutto quello che ha scoperto, e a cambiare il mondo.
  • L'enigma dei numeri primi, di Marcus Du Sautoy. Regalo di mio padre, comprato in aeroporto. E' la prima volta che mi regala un libro che non vedo l'ora di leggere.
FILM
  • Coraline e la porta magica, di Henry Selick, tratto dal romanzo per ragazzi di Neil Gaiman (semper lù). Sono andato a vederlo al cinema, non in 3D (e la cosa non mi tange minimamente). Ottimo film d'animazione in stop-motion, unico degno concorrente di Disney e Pixar.
  • Il curioso caso di Benjamin Button, di David Fincher, in una fantasmagorica edizione doppio disco Blu-ray. Il film in HD è magnifico, e le quasi tre ore e mezza di extra sono le più complete che si possano desiderare. Solo tre Oscar, tecnici... dovette soccombere all'onda inarrestabile di...
  • The Millionaire, di Danny Boyle, vincitore di 8 non troppo meritati Oscar. Ho comprato l'edizione deluxe in DVD, contenente anche il CD della colonna sonora di A. R. Rahman e il libretto con la sceneggiatura di Simon Beaufoy.
  • Il grande cinema di Clint Eastwood, collezione in dvd di film diretti e/o interpretati dall'enorme Clint. Ho saltato i primi due numeri, che già ho, e ho preso i successivi Fuga da Alcatraz e Dove osano le aquile. E oggi esce il nuovo numero, e andrò a prenderlo, così come i successivi venticinque numeri, ogni martedì fino al gennaio prossimo.
  • The Prestige, di Christopher Nolan. Coincidenza vuole che sia andato in onda proprio ieri in prima tv su Canale 5, ma io ho ordinato il Blu-ray tre giorni fa ed è arrivato oggi (che tempestività inaudita!). Un film meraviglioso, che va assolutamente goduto al cinema (per chi ha potuto, nel Natale del 2006... io, con tutta la buona volontà, me lo persi) o in alta definizione.
  • Zodiac, di David Fincher. Appena ho goduto delle meraviglie del suddetto Blu-ray di Benjamin Button ho subito ordinato l'edizione doppio disco (inglese) in Blu-ray della Director's Cut di Zodiac, altro grande film di Fincher con l'altrettanto grande attore Robert Downey, Jr. (e mi pare che io lo conobbi proprio con questo film).
  • Incontri ravvicinati del terzo tipo, di Steven Spielberg. Saranno due anni che è uscito il Blu-ray (in occasione del 30° anniversario) e non l'avevo ancora comprato a causa dell'alto prezzo. Adesso è sceso a 19,90 €, e finalmente ce l'ho in mano. Ora ho TUTTI i Blu-ray di Spielberg (cioè Indiana Jones 4 e questo...)
TECH
  • Switch HDMI 3x1... eh sì, adesso ho talmente tante robe in alta definizione (Sky HD e PlayStation 3) che non mi basta l'unica entrata HDMI del mio televisore, e ho dovuto comprare uno switch.
  • BENNO mobile TV con rotelle, da Ikea (ormai sono un cliente fisso). Come sopra, ho talmente tanti lettori e decoder che ci ho comprato l'apposito mobiletto, che ora fa la sua porca figura in soggiorno e su cui mi sono già sbafato una quantità di film e telefilm (leggasi Lost su Fox HD)

Ora, onestamente, se voi doveste scegliere, a parità di spesa, fra il passare una settimana a Venezia durante la Mostra o comprare tutta la roba suddetta (e avanzano anche 200 euro), che scegliereste?
Io Venezia. That's why I'm blue... oltre che per i Blu-ray.