lunedì 12 gennaio 2009

L'evento De André

L'evento lo fa l'ospite. Nessuno lo ammette, ma è così. E' un po' triste, perché basta mettere qualche nome famoso e automaticamente lo show diventa evento, indipendentemente (quasi) dalla scrittura dello show, dalla preparazione, ecc...

Se a Sanremo metti Little Tony, Al Bano, eccetera, diventa tutto una merda. Se su Raitre metti Dalla, Nannini, Vecchioni, Battiato, la PFM, Antonella Ruggiero, Bocelli, Capossela, Jovanotti, Piovani, Finardi, Bersani, Pelù, Bennato, Tiziano Ferro e Fossati allora fai 5 milioni di spettatori (che su Raitre li raggiunge solo Ballarò quando telefona Berlusconi).
Bravi artisti che cantano canzoni che sono il picco di qualità della musica italiana contemporanea, roba che in tv e in radio ormai non si sente più, mescolati a tanta retorica che mi rendo conto fosse inevitabile per gli organizzatori. Per me era evitabile, dato che a commuovermi ci ha pensato la musica di De André, e l'abissale contrasto con la musica(ccia) di oggi fa male.
Per chi non l'avesse visto e volesse andarsi a cercare gli spezzoni su YouTube, qui c'è la scaletta del concerto.

Poi ci sono stati certi momenti di un'emozione indescrivibile, la cui portata io posso solo intuire a causa della mia giovane età: la PFM, Nicola Piovani, Spoon River, Fernanda Pivano, Cristiano De André: la Storia della musica, dell'italia, della letteratura lì sotto i miei occhi, su Raitre. Non riesco a concepire che Nicola Piovani, alla mia età, abbia scritto quell'album miracoloso, capolavoro, che è Non al denaro, non all'amore né al cielo. Non riesco ancora a capacitarmi dell'aura mitologica che circonda Fernanda Pivano e la sua vita, intrecciata con il momento più alto della storia della letteratura americana e contemporaneamente di quello della letteratura e della musica italiana. Non riesco a capacitarmi di quanto la voce e la presenza di Cristiano De André siano simili a quelle del padre Fabrizio, e di quanto significhi l'esecuzione di quella canzone, "Creuza de mä", lì nel porto di Genova e con il suo co-autore Mauro Pagani.

A corredo di ciò voglio segnalare tre opere che adoro e che ieri sera mi sono state spesso ricordate da questo splendido concerto:

il "remake" realizzato da Morgan dell'omonimo album di De André.

La registrazione della serata in memoria di Fabrizio De André, che è la versione estesa di quello che si è voluto rifare ieri in TV in occasione del decimo anniversario dalla sua morte.

Fernanda Pivano: a farewell to beat (2002)
Bellissimo documentario di Luca Facchini sulla storia di Fernanda Pivano e la sua vita da Beat in America, quando era amica di Hemingway e mentore degli attuali scrittori della beat generation come Lawrence Ferlinghetti e Bret Easton Ellis. Il dvd non è più in commercio ma dovrebbe essere ristampato entro quest'anno, speriamo. Io lo registrai sul canale satellitare Cult, dove ogni tanto lo passano ancora.

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