lunedì 30 marzo 2009

Da oggi

Da oggi sappiate che chi mi spoilererà Lost mi procurerà una pena fisica eterna.

venerdì 20 marzo 2009

Delle lettere

E' tornata la vena poetica! Dov'eri? Fuggisti, un dì! E proprio "Fuggisti, un dì..." si intitola una mia vecchia poesia scritta per il glorioso (e ormai defunto) laboratorio di scrittura creativa su deviantArt. Una poesia scritta usando tutte le vocali tranne una.
E ora la vena poetica è tornata, ispirata dalla traccia della "poesia monovocalica" (il contrario di "Fuggisti, un dì...", ovvero poesie scritte usando parole che contengono tutte la sola stessa vocale), il cui migliore esempio in Italia l'ha dato tale Giuseppe Varaldo, il cui libro All'alba Sharazad andrà ammazzata è subito finito nella lista dei libri che devo comprare.
Immagine di All'alba Shahrazad andrà ammazzata
Per alcuni esempi di poesie tratte da questo libro (e anche altri esempi) rimando a questo blog dove l'ho scoperto. Tralaltro tal Varaldo è autore anche di alcuni mostruosi palindromi italiani da far venire le vertigini.

Potevo rinunciare a cimentarmi con queste monovocaliche? No! E non ho rinunciato, difatti. Certo non sarà lunga e all'altezza degli illustri precedenti, ma io sono pur sempre io, non è che si può fare di più senza essere eroi.


Delle lettere


Le lettere vere,
le "n", le "f", le "r",
senz'esser mere
le ergereste e le berreste.

E, se le stesse dee
stesser per leggere le "s" e le "l"
esse (e elle) stesse le ergerebber,
e le stelle le vedrebber.

Nelle cene, per bere, le leggereste
per né temere né ledere
le dee delle tempeste.

E se steste per essere depresse
leggete le "m", leggére:
vedrete cedere le premesse.


Si potevano ancora sfruttare parole come "ere", "megere", "sedere", vari verbi in -ere, "nere", "belle", "ebete", "messe", e chissà quant'altro... unite da un tripudio di "e", "per", "delle", "nelle", "se", "le", "né"... In barese poi c'è ancora più possibilità :P
Io mi sono seduto sugli allori, ho sfruttato quelle belle letterine F, L, M, N, R, S, ho sfruttato i verbi al condizionale "-erebbe" e "-ereste" e anche quelli in "-ebbero" o "-essero", elidendo barbaramente la "o" finale. Si può fare di meglio (l'unica parola abbastanza lunga e di cui vado orgoglioso è "tempeste", il resto sono trucchetti), ma per adesso mi basta questo sonetto smetrato.

martedì 17 marzo 2009

Il 2115 è adesso!

Oggi è un giorno da ricordare. Oggi, 17 marzo 2009, ho trovato un numero di Topolino la cui mancanza ha segnato la mia giovinezza, il numero 2115, dell'11 giugno 1996.
Non è mica un numero qualunque, eh... è un numero storico. Contiene la prima puntata della M-I-T-I-C-A saga di Silvia Ziche, la Papernovela a.k.a. Il papero del mistero a.k.a. Zio Paperone e il mistero del Papero del mistero:
Nel 1996 iniziava il mio primo (e unico) abbonamento a Topolino. Avevo 11 anni e dopo quell'estate sarei andato in prima media. Non avevo ancora gli occhiali. Purtroppo l'abbonamento partì con il numero 2116, e io non seppi mai l'epico inizio della saga che mi cambiò la vita, che ho letto e riletto fino a logorare le pagine. Per tredici anni (no, un po' meno, perché l'ho finalmente letto nel volume del 2003 che la ristampava).
E oggi, entrando in fumetteria per ben altri motivi (ovvero un'ora di tempo morto in attesa che iniziasse al Cinema Atlantic lo spettacolo delle 17:50 di Gran Torino, del M-I-T-I-C-O Clint Eastwood) mi ritrovo davanti un muro di vecchi Topolini, fra cui mi folgora quel numerino scritto lì nell'angolo in alto a sinistra: 2115. Sono caduto in ginocchio piangendo e alzando estaticamente le braccia al cielo. Oggi è un gran giorno.

Stanno tornando

Claudio e Renato stanno tornando! Hanno toppato le strenne natalizie per presentarsi a primavera, più attesi che mai. Parlo ovviamente di Baglioni e Zero :)

Baglioni si è imbattuto in questo progetto revival del suo più grande successo, "Questo piccolo grande amore", per l'occasione rinominato QPGA, che fa ggggiòvane. Il progetto consiste in un tour (espletato durante quest'autunno) film (uscito a San Valentino), un romanzo (uscito ieri), un doppio album (che non ho idea di quando uscirà, spero al più presto) remake dell'omonimo album del 1972.
Fralaltro Baglioni ha già fatto una decina d'anni fa un remake della sua canzone più amata, un remake molto moderno decisamente migliore dell'originale.
Per la cronaca, non sono andato al tour, non ho visto il film, e non comprerò il romanzo. L'album ovviamente sì, appena si degnerà di uscire.

Renatone invece, che è uno che lavora, ci regala un nuovo album di inediti (al contrario di Baglioni che per ora ne ha fatto solo UNO negli ultimi dieci anni, cioè da quando l'ho scoperto). L'album è Presenta e esce questo venerdì. Il singolo, "Ancora qui", vanta un video con parecchi artisti italiani famosi... un'operazioncina un po' così, bah... Per la cronaca anche Claudione aveva fatto una canzone "riepilogativa" dal titolo "Tutti qui". Li odio quando fanno 'ste cose... Però è sempre bello risentirli...
Stanno tornando!

sabato 14 marzo 2009

Questi Racconti Nostalgici

Adoro questi racconti nostalgici della generazione precedente alla mia...
Questo l'ha fatto l'attore comico Riccardo Rossi in radio nella sua rubrica su Gli Spostati, e parla di quando lavorava in uno storico negozio di musica di Roma, "Goody Music".

Qui c'è il testo, e qui di seguito l'audio:


Questa è solo una delle chicche che ho avuto modo di scoprire grazie al magico mondo dei podcast di Radio2.

giovedì 12 marzo 2009

Imaginary Cover Game 2009

Le avevo già fatte, ma adesso l'inopportuno Skay è tornato a ricordarmele... potevo quindi esimermi? Giammai.
Allora, si prende una pagina di Wikipedia (in italiano o in inglese), una citazione più o meno colta (in italiano o in inglese), e una foto fatta da altri (in italiano o in... ehm, no niente). Si mescola il tutto con il proprio software di trattamento digitale delle immagini di fiducia e quello che viene fuori può essere la copertina di un nostro album qualora volessimo intraprendere una carriera da musicisti. Ecco la mia discografia:
2007
  • Lady Henry Wolton era una donna strana
    dei 1034 Mozartia
  • In disaccordo con tre quarti dell'Inghilterra
    dei Derbent
  • Insurmountable opportunities
    di Walter Garstang
2009
  • L'uomo sbagliato
    degli Energia Libera di Gibbs
  • Dall'alto in basso
    di Benedetta
  • What One Does
    dei Ravanea Nana

Braccino (abbronzato) corto?

Gordon Brown, il Primo Ministro del Regno Unito (di Gran Bretagna e Irlanda del Nord), è andato a trovare Barack Obama, il Presidente degli Stati Uniti (d'America). Mr. Brown gli ha portato in dono una penna. Ma mica una penna biro, una penna contenuta in una scatola fatta con il legno di una nave vittoriana usata per pattugliamenti anti-schiavitù di fine '800. Un regalo con le scamorze, per il primo presidente nero degli Stati Uniti.
Mr. Obama, in cambio, gli ha donato... 25 DVD. Ora, sorvoliamo sul fatto che poteva essere ben più figo e regalargli 25 Blu-ray, però in molti hanno osservato che non è certo un regalo allo stesso livello di quello del premier inglese, che fralaltro dicono non essere un grande appassionato di cinema. Beh, magari con questi 25 titoli lo diventa, visto che sono tipo i migliori film della storia, e sono stati consigliati al Presidente dall'American Institute of Films (quell'istituto la cui unica occupazione è stilare Top 100/50/25 dei migliori film di svariato tipo):
  • Quarto potere, di Orson Welles
  • Il padrino, di Francis Ford Coppola
  • Casablanca, di Michael Curtiz
  • Toro scatenato, di Martin Scorsese
  • Cantando sotto la pioggia, di Gene Kelly
  • Via col vento, di Victor Fleming
  • Lawrence d'Arabia, di David Lean
  • Schindler’s List, di Steven Spielberg
  • La donna che visse due volte, di Alfred Hitchcock
  • Il mago di Oz, di Victor Fleming
  • Luci della città, di Charlie Chaplin
  • Sentieri selvaggi, di John Ford
  • Star Wars - Episodio IV: Una nuova speranza, di George Lucas
  • Psycho, di Alfred Hitchcock
  • 2001 Odissea nello spazio, di Stanley Kubrick
  • Viale del tramonto, di Billy Wilder
  • Il laureato, di Mike Nichols
  • Il generale - Come vinsi la guerra, di Buster Keaton
  • Fronte del porto, di Elia Kazan
  • La vita è meravigliosa, di Frank Crpra
  • Chinatown, di Roman Polanski
  • A qualcuno piace caldo, di Billy Wilder
  • Furore, di John Ford
  • E.T. l'extra-terrestre, di Steven Spielberg
  • Il buio oltre la siepe, di Robert Mulligan
In grassetto quelli che ho visto. 9 su 25, sono la solita pippa. Però li conosco tutti, è già qualcosa... ("ci mancherebbe pure!", sento urlare in lontananza).
Beh, 25 DVD varranno meno di un portapenne... però il portapenne è in legno anti-schiavitù, e i 25 DVD sono capolavori del cinema. Qualcuno si chiedeva se il cinema è più importante della vita (come ho imparato dalla firma di Space Weaver), ma non penso che sia la stessa domanda che si siano posti i detrattori del regalo obamiano... Inoltre, per uno come Mr. Brown che non ama il cinema e che quindi presumibilmente questi film non li ha visti, se si degnerà di vederli potrà ben dire che la sua anima è stata salvata, come la pellaccia degli schiavi è stata salvata dalla nave il cui legno adesso è alla Casa Bianca.

domenica 8 marzo 2009

Watchmen e il cross-posting di 'sti tempi

Io sono una persona onesta. Non faccio cross-posting. Ho emesso la mia sentenza sul film di Watchmen in tre posti (virtuali) diversi, e invece di copincollare lo stesso messaggio ne ho scritti tre, ognuno adattato alla circostanza. Sono onesto, ecco. E ho tempo da perdere, certo. O meglio, non ce l'ho ma lo perdo lo stesso. Perché? Boh, mi illudo che valga la pena.

Ecco un post riassuntivo di quei tre messaggi.
Per la cronaca, l'immagine è tratta da questo esilarante concorso "104 modi esilaranti per rovinare il film di Watchmen".

Questo film non si può giudicare indipendentemente dal fumetto, perché così facendo ci sarebbe poco da dire: Zack Snyder è effettivamente un visionario (certo, devo ancora vedere sue "visioni" originali, ma c'è del merito anche solo nell'adattare così bene le "visioni" di Frank Miller e Dave Gibbons) e i suoi film sono realizzati con una maestria non indifferente, per essere uno così giovane e senza una sua poetica (per ora). Però oltre questo non si può altro sul film in sé.
E' impossibile non giudicarlo in base a quanto è stato aderente all'opera originale, perché le inquadrature simulano pedissequamente quelle del fumetto, i dialoghi pure, la storia (a meno di necessari tagli&modifiche) pure. Insomma, il grosso del film consiste nell'adattamento, e quindi nel giudicarlo non si può evitare di giudicare l'adattamento e il fumetto originale.
Inoltre chi ha letto la graphic novel non può capire che effetto può avere il film per chi invece non l'ha letta, quindi è anche azzardato proporsi di giudicarlo senza pensare che è un adattamento. Bisognerebbe leggere le critiche di chi la graphic novel non l'ha letta, ma sono del parere che una critica tale non rende giustizia al film, che ha una sua ragione d'essere soprattutto nella dipendenza dal soggetto originario.

Inoltre io non sono d'accordo con Moore e tutti i suoi fedelissimi che pensano che le sue opere non siano trasferibili al cinema. Ho riletto Watchmen proprio in questa settimana, e mi sembra che le sue sceneggiature debbano molto al linguaggio cinematografico, e che quindi sia anche abbastanza facile tradurlo in video (si pensi alla tavola iniziale, o alla scena di Gufo Notturno che smanetta col computer di Veidt mentre Rorschach fa un monologone riassuntivo della sua indagine, e altre scene ancora). La difficoltà semmai era quella di tradurre l'impatto visivo, i disegni, i colori del fumetto, ma Snyder (e i suoi scenografi, costumisti, effetti speciali, ecc...) ha dimostrato di saperlo fare in maniera eccellente, e la migliore possibile, sia in 300 che qui.

Tutto ciò a difesa dei concetti di "portare Watchmen al cinema" e "giudicarlo soprattutto in quanto adattamento". Poi, sul film in sé, l'ho visto ieri sera. Ottimo film ma niente di esaltante come ci si poteva aspettare, a parte in alcuni momenti. Però dubito che chi non abbia letto la graphic novel si possa esaltare. Al Dottor Manhattan manca un tocco di epicità, che chi ha letto il fumetto rimpiazza rapidamente e gode comunque, ma chi non l'ha fatto forse non capisce nemmeno il perché di tanta importanza dell'omone blu (a parte quella di essere l'unico coi super-poteri). Sul finale cambiato, boh... sicuramente questo è peggiore, ma anche quello del fumetto non era esaltante. Era esaltante la sottotrama dell'isola dei genii, che però anche nel fumetto viene messa in risalto solo nello spiegone finale. Immagino sia stato questo il motivo che ha portato gli autori del film a cambiarlo... in un certo senso un finale vale l'altro, tanto basta affidarlo al monologone finale di Veidt... della serie "con quel vestito dorato e dall'alto di quella scalinata, può dire ciò che vuole".

Mi è anche piaciuta la colonna sonora di Tyler Bates e la gran parte delle canzoni di repertorio (alcune molto adatte alle scene, altre meno... a me i titoli di testa non sono piaciuti né come concept né come effetto finale... e quella canzone di Bob Dylan non m'è mai piaciuta più di tanto, anche se è una delle poche sue che ho sentito spesso).

Comunque, alla fine dei conti, è stata una buona operazione e ne è risultato un buon film che non vedo l'ora di avere sullo scaffale, e in extended version!
Moore dovrebbe scendere dal pero (per carità, pero che gli spetta di diritto, eh :P ci può risalire quando vuole), perché vedere nei titoli di testa "tratto dalla graphic novel *scritta* e disegnata da Dave Gibbons." è ridicolo...