lunedì 15 giugno 2009

Quesiti (meta)referendari

Che i referendum non raggiungano mai il quorum è sempre indice dell'immaturità di un Paese, che non comprende la grandiosità dell'evento, dopo aver passato la vita a dire "Piove, governo ladro". [Uhm, mi sovviene che io, negli scorsi referendum, ero attivamente a favore di chi non votava... per motivi che non rinnego e che secondo me sono molto differenti da quelli di questo referendum. Ma meglio non parlarne adesso.]
Ora, Lk mi ha ricordato che proprio questo finesettimana c'è un referendum. O meglio, mi ha ricordato di parlarne. Il referendum vero e proprio me lo hanno ricordato gli spottini che da questa settimana (e solo da questa settimana) sono in onda in TV. Siccome questa legge elettorale mi fa schifo, mi sento molto attivo in questo referendum (certo, parlarne solo ora non è da grande attivista...). Perciò ora ne parlo, e mi sono anche messo il bannerino qui sul blog, in alto a sinistra. Siccome però la mia posizione non è ancora chiara rispetto ai primi due quesiti, per qualche giorno li lascerò con un punto interrogativo...

Questa consultazione referendaria verte sull'abrogazione di alcune parti dei Testi Unici sulle norme per l'elezione dei membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, rispettivamente il D.P.R. 361/1957 e il D.l. 533/1993 e successive modificazioni, soprattutto l'ultima, la Legge Calderoli l. 270/2005. Quest'ultima è il cosiddetto porcellum che definisce l'attuale sistema elettorale con cui siamo già stati chiamati alle urne due volte e in entrambi i casi, per motivi vari, è successo un macello.
Il referendum, promosso dal comitato presieduto da Giovanni Guzzetta (professore di diritto pubblico) e coordinato da Mariotto Segni detto Mario (promotore referendario di professione) si propone di abrogare delle piccole parti delle suddette leggi elettorali, ma le sue intenzioni di fatto sono quelle di rimettere in discussione il sistema elettorale italiano e cambiarlo in altre consistenti parti che un referendum non può direttamente cambiare, per motivi che non mi sono ancora chiari. Quello che questo referendum cambierà saranno sostanzialmente due caratteristiche: la possibilità di creare coalizioni di liste e la possibilità di candidarsi in più di una circoscrizione. Quello che invece il comitato referendario, con l'abrogazione di queste due caratteristiche, si propone è rimettere in discussione il porcellum perché si giunga a un nuovo sistema elettorale che, a differenza del precedente, preveda l'espressione da parte dell'elettore della preferenza per il singolo candidato e non obbligatoriamente solo per la lista (l'attuale sistema delle liste bloccate, compilate dai segretari di partito). Ma questo è solo l'effetto politico che il successo del referendum potrebbe generare. Torniamo ai quesiti del referendum in sé, che sono TRE anche se si riferiscono alle DUE questioni suddette (la prima questione si divide in un quesito relativo alla Camera e uno relativo al Senato, mentre la seconda è un'unico quesito a effetto su entrambi i rami del Parlamento).

Veniamo al dunque. Cosa votare?
Ai Quesiti 1 e 2 va dato lo stesso voto... rispondere diversamente a questi due quesiti è abbastanza stupido, dacché sono la stessa cosa: ci sono due quesiti perché le leggi da abrogare [in parte] sono due distinte per Camera e Senato, ma gli effetti sono gli stessi.
Se si vota SI' ai Quesiti 1 e 2 si vuole che alle elezioni per Camera e Senato le liste non si possano presentare in coalizioni, il che significa due cose:
  • il partito (e non la coalizione) che prende il maggior numero di voti si aggiudica il premio di maggioranza, che consiste nel 54% dei seggi (anche quando la percentuale dei voti ricevuti è inferiore).
  • mancando la possibilità di coalizioni, la soglia di sbarramento a cui ogni lista è sottoposta viene parificata: le liste che non ottengono almeno il 4% dei voti (nel caso della Camera) o l'8% dei voti (nel caso del Senato) non avranno diritto a nemmeno un seggio in Parlamento.
Se si vota NO si lascia invariata la legge elettorale attuale, il che significa due cose:
  • la coalizione che prende il maggior numero di voti si aggiudica il premio di maggioranza.
  • la soglia di sbarramento per i partiti collegati ad altri partiti (cioè in coalizione) è del 2% (alla Camera) o del 4% (al Senato).
I partiti minori (Comunisti, Verdi, ma anche Lega, UDC e Italia dei Valori) ovviamente sono terrorizzati da un'eventuale vittoria del SI' in questi due quesiti, poiché aumenta per loro il rischio di non venire rappresentati (come è successo alle ultime elezioni politiche). Inoltre una vittoria del SI' configura una situazione favorevole per lo sviluppo del bipolarismo, poiché a contendersi la maggioranza sarebbero solo i partiti maggiori, che nel caso italiano sono attualmente i partiti unici di centrodestra (PdL - Il Popolo della Libertà) e centrosinistra (PD - Partito Democratico). C'è poi chi teme che questa situazione spingerà ad alleanze pre-elettorali che poi si sfasceranno durante la fase di governo del Paese. Vale a dire che abolire la possibilità di creare coalizioni in realtà non risolve il problema dell'ostruzionismo/ricatto dei partiti minori.

Il Quesito 3 riguarda invece la questione delle candidature multiple. Se si vota SI' si vuole che ciascun candidato possa presentarsi come rappresentante dei cittadini di una sola circoscrizione, e essere votato solo da questi. Se si vota NO si lascia invariata la legge elettorale attuale, che permette a ciascun candidato di presentarsi in più circoscrizioni e nel caso di vittoria in più di una circoscrizione, scegliere quale circoscrizione rappresentare, lasciando il proprio posto nelle circoscrizioni "ripudiate" al primo fra i non eletti della propria lista.
Questa facoltà di candidatura multipla è un mezzo per raccogliere voti grazie ai personaggi politici più popolari a livello nazionale, i quali poi, rinunciando, permettevano a uno della propria lista di essere eletto anche se nessuno ha espresso la preferenza per lui (poiché si vota la lista, non il candidato... e la lista spesso e volentieri riporta il nome del proprio carismatico leader ben in evidenza all'interno del simbolo).

Per quanto mi riguarda non ci penso due volte a votare SI' al Quesito 3... ho sempre trovato scandaloso questo meccanismo della candidatura multipla (che è poi comunque conseguenza delle liste bloccate e dell'impossibilità di esprimere la preferenza per l'individuo invece che per la lista, cosa che il referendum non cambia ma che sperabilmente rimetterebbe in discussione).
Per i primi due quesiti invece ho qualche perplessità. Sono favorevole al bipolarismo (che la vittoria dei SI' incentiverebbe) ma sono anche d'accordo con la possibilità di collegare le liste in coalizioni, in modo da poter esprimere la propria preferenza per una lista più piccola ma dagli obiettivi più specifici (come può essere la Lega Nord, l'Italia dei Valori, i Comunisti, i Radicali, i Pensionati, ecc...) ma rendendo tale preferenza "utile" all'affermazione della coalizione. E' ovvio però che le coalizioni in Italia si sono dimostrate deboli e litigiose e hanno reso il Paese ingovernabile. Quindi che fare? Votare SI' per punire i partitini e la loro indisponibilità a moderarsi una volta al governo, oppure votare NO e lasciargli il loro comunque ingiusto diritto di veto sulle decisioni del Governo? Il dilemma si pone poiché mi ero proprio trovato bene a "votare utilmente" uno dei partitini suddetti, nonostante partitino e partitone su molte cose discordino (e non ne capisco il motivo, francamente...). D'altra parte ho goduto come un riccio all'esclusione dal Parlamento degli innumerevoli partitini comunisti, nelle scorse elezioni politiche... ho un'anima bipolarista e moderata, questo non lo posso negare... lo sbarramento lo voglio, e anche alto (ma se troppo alto rischia di rimetterci anche il mio partitino...). Non so, ci devo pensare ancora.

Nel frattempo mi leggo un po' di ragioni del SI'. Leggerei pure le ragioni del NO, se non fossero espresse in un video così insulso, fanatico e puerile. D'altronde i promotori del NO hanno più interesse a che NON si vada a votare (o, nel caso dei comuni dove si vota per i ballottaggi delle scorse elezioni amministrative, si dichiari di rifiutare le schede per i referendum), in modo da non raggiungere il quorum e invalidare la consultazione referendaria, quindi è pure difficile cercare informazione da parte di chi non desidera il successo del referendum.

Se ho sbagliato qualcosa, ditemelo. Prima di lunedì prossimo.

1 commento:

Tyrrel ha detto...

Innanzitutto ti ringrazio perché con questo post mi hai chiarito un bel po' le idee (sapevo l'argomento dei referendum ma non che i quesiti sono 3 °_° ).


Che i referendum non raggiungano mai il quorum è sempre indice dell'immaturità di un Paese, che non comprende la grandiosità dell'evento, dopo aver passato la vita a dire "Piove, governo ladro".

In linea di massima sono d'accordo con te, però vedi lo strumento del referendum dovrebbe essere una misura straordinaria, e invece qui in Italia quando va bene te ne trovi uno all'anno (tra statali e regionali...). Credo che questa bulimia di referendum abbia fatto rompere un po' le balle al cittadino comune che si vede propinare un referendum ogni 2x3, senza scordare il fatto che una certa demotivazione la potrebbe creare anche il fatto che a distanza di tempo si trovino dei modi per aggirare il volere dei cittadini, vedi ad esempio il caso del nucleare (e capisco che era un referendum degli anni '80, ma visto che i cittadini allora si espressero chiaramente perché non riproporne uno prima di fare studi di fattibilità e di ricercare i siti adatti? [poi magari sto dicendo una castroneria e la cosa non si può fare... non sono proprio ferratissimo in materia referendaria]
Poi trovo veramente scandaloso che un'alta carica dello Stato come il Presidente del Consiglio si permetta, direttamente o indirettamente, di invitare all'astensione.
E a proprio a proposito di tutti questi referendum ed elezioni statali e regionali (ovviamente per me che sto in Sardegna) che ci sono stati negli ultimi anni, io non ricordo minimamente quali erano gli ultimi referendum nazionali; si trattava per caso di quelli sulla procreazione assistita?

Inoltre una vittoria del SI' configura una situazione favorevole per lo sviluppo del bipolarismo, poiché a contendersi la maggioranza sarebbero solo i partiti maggiori

Mi permetto di correggerti; in realtà non si tratterebbe di bipolarismo ma di bipartitismo, perché andrebbe a profilarsi una situazione in cui sarebbe solo 2 partiti a contendersi il governo del Paese. Insomma, sarebbe la situazione come accade negli Usa.

Per quanto mi riguarda non ci penso due volte a votare SI' al Quesito 3... ho sempre trovato scandaloso questo meccanismo della candidatura multipla (che è poi comunque conseguenza delle liste bloccate e dell'impossibilità di esprimere la preferenza per l'individuo invece che per la lista, cosa che il referendum non cambia ma che sperabilmente rimetterebbe in discussione).Per i primi due quesiti invece ho qualche perplessità.

Assolutamente d'accordo con te, anch'io trovo scandalosa la questione che uno si possa candidare in più circoscrizioni (pratica avvenuta anche di recente per le europee, dove le preferenze si potevano dare, e non solo da parte del partito del Cavaliere).
Riguardo agli altri 2, anche io sono indeciso. Cioè, è vero che questo poterebbe a un'ulteriore semplificazione del quadro politico italiano, perché inciterebbe i partiti minori ad unirsi fra loro anziché a scindersi ulteriormente, e che con un solo partito al governo ci dovrebbero essere meno problemi di stabilità; però ho forti dubbi che questa possa essere la scelta giusta per l'Italia, dove non mi sembra che esista una democrazia sufficientemente matura per potersi permettere governi monopartitici anziché governi di coalizione.