martedì 25 agosto 2009

Aloha!

Svelato l'arcano. Una magnifica camicia hawaiiana Made in Honolulu marca "Go Barefoot" (che mi dicono essere una signora marca), con annessi Post-it a forma di camicia, adesivone "got aloha?" e biglietto da visita del negozio online dove l'ho comprata.

Maledetta la mia mancanza di autostima... l'ho ordinata di una taglia più grande (XXXL), e ora è troppo larga... mi toccherà ingrassare...
Comunque è bellissima :D

Indovinate dove, quando e perché la indosserò? *occhichebrillano*

domenica 23 agosto 2009

Due nomi grossi così

Tullio Kezich e Fernanda Pivano.
Torno dalle vacanze e leggo che sono morti due nomi grossi così della cultura italiana.

Voglio condividere due umili ricordi personali che sono legati a queste due grandi persone.

Di Tullio Kezich ricordo il giorno in cui passai davanti al Cinema Eden di Roma e c'era affissa nella bacheca la fotocopia di una sua recensione/racconto sul Corriere della Sera sul film Sleuth - Gli insospettabili, di Kenneth Branagh (magnifico film, fralaltro). Sono rimasto come un ebete davanti a quella bacheca per svariati minuti a leggere e rileggere quell'articolo, ammirato dal racconto delle esperienze di Kezich nel cinema come nel teatro, e ovviamente anche dall'analisi del film (e dei film e pièce teatrali da cui è tratto).

Di Fernanda Pivano ricordo il documentario Fernanda Pivano: A Farewell to Beat, che racconta la vita di "Nanda" e i suoi incroci con altri nomi grossi quanto il suo della letteratura e musica americane e italiane, percorrendo con lei il suo ultimo viaggio in America.
Non si può non rimanere estasiati dalla sua vita, dalla sua cultura, dal suo coraggio e dal suo carisma che ha conquistato artisti di ogni risma (gioco di parole non voluto). Il documentario è appena stato messo su YouTube, ma vale la pena comprarlo in questa versione con libro.

venerdì 14 agosto 2009

Sad Ironaugust... a tradimento!

Mi pareva strano.
No, dico, il Ferragosto tradizionalmente per me è carico di tristezza e cupezza generalizzate su ogni campo di interesse della mia miserabile esistenza. Quest'anno invece pareva non essere così, come dimostra la gaiezza con cui intrapresi la scrittura dello scorso post, il quale avrebbe dovuto fare da capostipite a una sfilza di esaltatissimi post sui miei tanti e variegati divertimenti estivi. Quali tanti e variegati divertimenti estivi? Eh, bella domanda. Sul "tanti" forse c'è ancora speranza. Sul "variegati" invece tutto è perduto, con mio sommo rammarico poiché preferivo una vacanza variegata a una vacanza tanta.

Oh, quante cose avrei fatto! Oh quanti post avrei scritto! Oh in che maniere nuove e eccitanti li avrei scritti! Oh in che maniere nuove e eccitanti avrei fatto le cose suddette!

E invece la cosa è semplice: vado una settimana al mare.
Sarebbe stata più nuova e eccitante se ad esempio avessi avuto l'iPhone, cosa che Dio ha accuratamente impedito che accadesse inviandomi segnali dalla chiarezza quasi inquietante. Ma io sprezzante di questi sono corso al centro commerciale a prendermelo lo stesso, per sentirmi dire da una dispiaciuta commessa che l'addebito su conto corrente postale non lo accettano. Solo su carta di credito. Che non ho. E non avrò mai, visto che mantenerla mi costerebbe più delle "rate" dell'iPhone. E io che già mi immaginavo a suonare l'ocarina in spiaggia... Al diavolo.

Inoltre il 21 agosto, trovandomi a metà strada, stavo anche vagamente pensando di fare una piccola pazzia e andare in macchina a Rimini a guardare in anteprima pubblica mondiale 20 minuti (che poi forse sono pure di meno) di Avatar, il prossimo film di James Cameron. Ma pare che la cosa non freghi quasi a nessuno dei miei vacanzieri fellows. Al diavolo.

Poi FORSE vado a Venezia. Ma pure se ci andassi, sarebbe una piatta esperienza, dacché proprio oggi è uscito il calendario delle proiezioni, dal quale si desume che dei due capitoli di Toy Story in programma, il secondo sarà solo a inviti, così come la cerimonia di premiazione di John Lasseter e gli altri registi Pixar. Inoltre non è ancora esplicitamente citata l'anteprima italiana di Up, che a 'sto punto mi sembra messa in discussione. Grande, praticamente per me è un'edizione come un'altra della Mostra di Venezia. Cosa gli dico poi ai lettori del mio blog pixariano? Al diavolo.

Ah già, poi alla fine di tutto questo c'è l'esame all'università che mi aspetta al varco pronto a scarnificarmi e divorarmi le viscere...

Quindi, in soldoni, posso tirare un sospiro di sollievo. E' il solito ferragosto di merda.
Torno sabato prossimo. Buone vacanze a me e buon ferragosto a tutti gli altri!

giovedì 13 agosto 2009

Aloha!

Mail ricevuta il 13 agosto alle ore 19.49:
Aloha ********* *********, we thought you'd like to know that your order has been shipped.
O-ho! E che sarà mai stato shippato da qualcuno che mi saluta con "Aloha"? Si accettano scommesse. A chi l'ho già detto perché ho la lingua troppo lunga, taccia.

PS: No, non è l'"aloha" di Presta&Dose.

venerdì 7 agosto 2009

Al "tre dita"

Mi sono acciaccato due dita in un cancello...

Il decenne di ferro


Oggi si festeggiano i 10 anni dall'uscita di un particolare film d'animazione (particolare perché bello, americano, ma non Disney): Il gigante di ferro, diretto da Brad Bird, un animatore e regista della squadra de I Simpson, compagno di accademia di Tim Burton (il quale ha lavorato a un suo cortometraggio animato della serie delle Storie incredibili di Steven Spielberg) e che debutta al cinema con questa storia steampunk di un robot-alieno-gigantebuono e la sua amicizia con un ragazzino che cerca di difenderlo dal Governo che vuole distruggerlo. All'epoca il film floppò disastrosamente (23 milioni di dollari di incassi contro i 70 milioni di spesa), ma inaspettatamente è entrato nel cuore di chiunque l'abbia visto, rendendolo uno dei film d'animazione non Disney più apprezzati. Al revival di questo film ha contribuito l'arrivo del suo regista Brad Bird alla Pixar nel 2004, quando scrive e dirige il fantastico Gli Incredibili, uno dei pochi film d'animazione a vincere più di un Oscar, nello specifico due: miglior film d'animazione e miglior suono. Non pago, nel 2007 sempre in Pixar Brad Bird prende in consegna un progetto che navigava in cattive acque e lo trasforma in quello che oggi conosciamo come Ratatouille, Oscar anch'esso come miglior film d'animazione. Entrambi i film fanno incassi quasi record (più di 600 milioni di dollari ciascuno) e sono amati e riveriti da pubblico e critica, eppure sono stati sfornati dallo stesso autore de Il gigante di ferro, che non rientrò nemmeno la metà della spesa. Oggi Brad Bird sta scrivendo il suo primo film non d'animazione, 1906, tratto dall'omonimo romanzo di James Dalessandro (inedito in Italia) sul devastante terremoto di San Francisco del 1906, appunto. Pare che in Pixar stiano preparando un modello digitale che ricostruisca la San Francisco dell'epoca, anche se non è ancora chiaro il ruolo che avrà la Pixar in questo film.

Ma io non volevo fare l'apologia di Brad Bird, anzi! Io Il gigante di ferro non l'ho visto quando è uscito né in seguito. L'ho visto quando la gente ne cominciava a parlare, dopo i trionfi di Brad Bird alla Pixar. E ovviamente mi è piaciuto, ma non l'ho considerato questo grande film che tutti elogiano. E' un parere personale, non una critica.
Per me i capolavori d'animazione non Disney sono finora tre:
  • Il principe d'Egitto (DreamWorks)
  • La sposa cadavere (Warner Bros.)
  • Coraline (Laika)
ovviamente parlando solo di animazione occidentale commerciale, cioè diretta concorrenza della Disney, escludendo quindi l'animazione asiatica e europea, gli sperimentali, gli indipendenti, ecc... che sono generi di film non confrontabili direttamente con Disney et similia.

Vabè, auguri al robottone di ferro e al suo creatore per questi primi dieci anni (in realtà credevo di più...)!

martedì 4 agosto 2009

Shh... non lo dite a nessuno

Non lo dite a nessuno...
ma forse forse... per Venezia... si quaglia....
Shhh!