mercoledì 9 settembre 2009

Trenta lunedì (e uno per Mike)

SETTEMBRE è il mese più crudele, altro che aprile...

Settembre è per l'anno quello che il lunedì mattina è per la settimana. Trenta lunedì mattina
consecutivi.
A settembre ricomincia tutto. Ogni giorno ricomincia qualcosa. Qualcosa che per un paio di mesi non ti stava più dando problemi.

Che schifo compiere gli anni a settembre... una volta ne andavo orgoglioso...

Ecco, dovevo farlo, il post del Sad September (che sta pian piano rubando il posto d'onore del Sad Ironaugust), e l'ho fatto adesso. L'occasione è che stasera ricomincia X-Factor. Con Claudia Mori. Quanto gooooodo.

E a proposito di televisione, mi duole comunicarvi una notizia che vi shockerà: è morto Mike Bongiorno. Non volevo essere io a darvi questa notizia per primo... e infatti non lo sono. DEVO spendere due paroline su Mike. Beh, tecnicamente dovrei farci un post tutto dedicato, ma bof, è settembre, palle. Mike negli ultimi tempi era fastidiosamente rincoglionito, per questo mi è stato sulle scatole. Però io non posso negare di aver amato Mike Bongiorno e di esserne stato inevitabilmente influenzato. Io, orgoglioso teledipendente dalla nascita, orgoglioso aficionado di Mediaset quando ero ancora piccolo e ingenuo e Silvio Berlusconi era solo un editore (e con lui imparai il significato di questo ruolo), un bambino che veniva piazzato dalla madre sul divano al pomeriggio e veniva ritrovato lì nella stessa posizione la sera dopo essersi sorbito cinque ore di tv dei ragazzi e non, un bambinetto che piangeva disperato quando finiva una stagione di quelle pseudosceneggiate di Cristina D'Avena, un bambinetto che prendeva i libri dalla libreria di casa e li usava a mo' di cartelletta e conduceva immaginari quiz, sfruttando l'amica del cuore come valletta e inscenando spettacolini davanti a amici e parenti, un ragazzino che quando a 12 anni dovette mettere gli occhiali (che non si sarebbe più tolto per il resto della sua esistenza), la prima cosa che fece fu guardarsi allo specchio, togliersi gli occhiali con la mano sinistra e salutare un invisibile pubblico adorante gridando: "Alegriaaaa!".

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