giovedì 29 ottobre 2009

E anche per quest'anno il canone Rai è giustificato...

Io credo che il canone Rai sia una sottrazione indebita, sempre. Però, maledizione, ogni anno la Rai permette (non contribuisce, ma permette) qualche manifestazione di altissimo spettacolo e/o cultura che vale tutta la cifra sborsata per il canone, se non di più. Ed è già la seconda volta (vedi qui) che ad ospitare tale evento è X Factor, bistrattata trasmissione dagli ascolti in caduta libera ma che è l'unica che porta seriamente la Musica in tv.

Ieri sera ho rischiato una crisi respiratoria nel susseguirsi di queste due esibizioni:

Chiara Ranieri (che presto avrà su questo blog una retrospettiva di tutte le sue magnifiche esibizioni) canta "E non finisce mica il cielo..." di Mia Martini


Francesco De Gregori e Morgan cantano e suonano "Il suonatore Jones" di Fabrizio De André


Inoltre poco prima della trasmissione in prima serata, nella fascia pomeridiana è stata trasmessa una "lezione" di Morgan ai suoi allievi sullo Spoon River di De André coverizzato da lui qualche hanno fa. Purtroppo online non c'è, nemmeno sul sito Rai.tv. Cercherò di beccare la replica su Rai 4 alle 13:00 e registrarla, per poi metterla online.
EDIT: Non l'ho messa online io (la registrazione che ho fatto io fu pessima, maledetta antenna portatile -_-):


Per la cronaca, di De Gregori sto seguendo questa straordinaria collana comprendente più o meno tutta la discografia studio di De Gregori (mancano due/tre album) e allegato ad ogni album c'è una lunga intervista di 20 pagine al Cantautore medesimo. 11 euro a settimana per 14 settimane, e passa la paura.

mercoledì 28 ottobre 2009

"It's not easy being green..."


Tutti conoscono Kermit la rana, il capocomico della banda dei Muppets.
Pochi sanno che dopo la morte del suo creatore, Jim Henson, Kermit è caduto in depressione, lasciandosi andare alle più anfibie debolezze della dipendenza dalla droga.
Il suo declino nell'oscurità della depressione viene portato finalmente alla luce nella serie di canzoni (cover di classici del rock resi tristissimi) sul sito sadkermit.com.

Mi è tornato in mente il buon triste Kermit poiché una delle canzoni che ha coverizzato ("Creep" dei Radiohead) è stata recentemente incisa anche da Vasco Rossi.

Ma Kermit era di tendenze più o meno depressive anche in passato... ecco un prima e un dopo:

"Bein' Green" (con Ray Charles, originale)


"Hurt" (cover)


La prima canzone è diventata uno standard americano, incisa anche da Ray Charles, Frank Sinatra, Diana Ross, Van Morrison, ecc...
C'è anche un altra bellissima canzone di Kermit diventata molto popolare in America. E' "The Rainbow Connection", tratta dal primo film dei Muppets (da recuperare!) e nominata agli Oscar:

(diventata "The Rainbow Disconnection" per Sad Kermit...)

venerdì 23 ottobre 2009

Al festival di Roma, ovvero... Bunny and the Bull

Dopo aver tanto penato per la sfumata partecipazione alla Mostra di Venezia, non mi sono granché goduto nemmeno il più geograficamente abbordabile Festival Internazionale del Film di Roma, giunto alla sua quarta edizione.
Ci sono andato una volta sola, nonostante spulciando il programma avessi selezionato una discreta quantità di cose interessanti da vedere, inedite e non (per "non" si intende la retrospettiva di alcuni fra i miei film preferiti, che guardacaso hanno in comune l'interprete, una certa Meryl Streep...). Purtroppo impegni universitari mi hanno trattenuto a non meno di 30 km dal magnifico Auditorium Parco della Musica, ove si svolge il grosso del festival.

Fortuna ha voluto che l'unico film che sono riuscito a vedere sia in effetti la principale sorpresa del Festival, nonostante sia passata sotto silenzio e non fosse in concorso.


Trattasi di Bunny and the Bull, film britannico dell'esordiente al cinema Paul King (regista della serie tv inglese The Mighty Boosh). Esilarante, creativo, commovente. Un po' "Gondry" nella confezione, un po' "Amélie" nella storia, se mi passate questi due nomi come aggettivi :P
E' la storia di Stephen, un ragazzo che vive chiuso nel suo appartamento da un anno, con una routine maniacale che viene scossa da un evento imprevisto. Questo evento lo costringe a ricordare il viaggio per l'Europa (Francia-Belgio-Germania-Polonia-Svizzera-Spagna) che ha intrapreso con il suo amico Bunny, viaggio durante il quale ne sono successe di tutti i colori grazie anche alla demenziale carica di simpatia di Bunny, tutto il contrario dell'apatico Stephen.
Io e tutta la sala ci siamo piegati in due dalle risate dal primo all'ultimo minuto (esclusi i momenti commoventi, si intende... perché ci sono anche quelli).
Il film esce in UK a novembre. Nonostante il successo avuto al Festival, ancora non arrivano notizie di una distribuzione italiana, che però vedo molto probabile non oltre la prossima primavera.
Per ingannare l'attesa, ecco il trailer:


Il cinema indipendente britannico non è nuovo a sorprese di questo genere. Già nel mio protoblog, notavo la felice coincidenza riguardo tre film che avevo appena visto, enTREmbi prodotti in UK. E, guarda un po', anche Bunny and the Bull fa parte della stessa famiglia.

Nell'ultimo mese ho visto sette film, e tutti terribilmente belli. DEVO parlarne (uno è Baarìa, e ho già dato). Credo di aver superato il mio record personale, stabilito proprio quando guardai i tre film inglesi citati prima, aprile 2007. Per partecipare a un concorso (legato proprio al Festival di Roma, quando si chiamava ancora "Festa del Cinema") ne dovetti vedere sei in un mese. Il concorso non l'ho vinto, ma i film erano comunque bellissimi.
Il programma per il prossimo mese invece prevede nove film fino a metà novembre, e poi tre settimane di buio prima del delirio invernale quando uscirà DI TUTTO. Grasso che cola se riuscirò a vederne almeno la metà... già ne ho persi due.

Ultima cosa: ieri sera su Italia 1 c'era Chiedimi se sono felice, di Aldo, Giovanni e Giacomo, il loro miglior film, secondo il mio modesto parere. L'altra sera c'era Happy Feet. E l'altra sera ancora c'era Batman Begins. Su Rete 4 invece ieri sera c'era Syriana, e l'altra sera Mezzanotte nel giardino del bene e del male, di Clint Eastwood. Oh... meglio di Sky! :D

giovedì 8 ottobre 2009

La Saga della Lega

Siete liberi di scambiare vocali e consonanti del titolo di questo post e farvi qualche grassa risatona, l'ho messo apposta. Ahr, ahr!

Ricomponiamoci.
Pochi giorni fa mi lamentavo che la critica avesse stroncato Baarìa per il solo motivo di essere un film amato/prodotto da Silvio Berlusconi.
Adesso arriva la pena per contrappasso: Barbarossa. Uuuuh!


Un film sulle presunte prodi origini del popolo padano (nessuna battuta sulle "prodi origini", ok?).
Il primo istinto è quello di bollare questo "kolossal" come una kolossale cagata, ennesima esibizione del celodurismo Leghista. Ma poi arriva lo sveltone di turno a dire: "eh, come i critici con Baarìa, anche tu stronchi questo film solo perché amato/prodotto dalla Lega. Vallo a vedere prima di criticare!".

Tsk...

senti, sveltone... stavolta non mi freghi. Questo film non lo vedrò manco se mi legano a una sedia e mi tengono aperti gli occhi tipo Alex di Arancia Meccanica.
Caro sveltone, questo film può essere facilmente bollato come cagata pazzesca, non già per la sua natura propagandistica (come mostrato dalla patetica anteprima a cui hanno partecipato politici leghisti e di centrodestra, imprenditori, gentaglia di spettacolo) quanto per la sua natura di filmaccio sborone recitato da una pletora di cani (a parte forse il Barbarossa di Rutger Hauer [quello che "ne ha viste cose, che voi umani...", frase che suona profetica, sapendo che ora ha lavorato per la Lega...], messo lì tanto per far credere di essere un film importante perché c'è l'attore straniero), pieno di scene violente e truculente (per il realismo storico, eh, mica per esibizione celodurista...), con un personaggio "storico", tale Alberto da Giussano, la cui esistenza non è nemmeno confermata... questa è divertente, va raccontata.

[Attenzione: quanto segue potrebbe non essere accaduto]
Successe che Umberto Bossi si costrinse suo malgrado a entrare in una biblioteca, dacché cercava una copia del kamasutra che gli avevano detto fosse molto arrapante da sfogliare. Poiché era una biblioteca lombarda, c'era una sezione sulla storia della sua amata pseudopatria, che lo fa arrapare anche più del kamasutra. Dando un'occhiata in quella sezione, gli cade in testa un volume che si apre proprio su una pagina dove si riportano le parole di un frate domenicano che accenna all'esistenza di un tale Alberto da Giussano, ragazzotto che riunì 900 uomini lombardi in una "lega" [SDONG!... scusate, questa è l'erezione di Bossi che urta gli scaffali metallici della biblioteca] con la quale sconfigge l'invasore Barbarossa. Ripresosi da un'eccitazione che non provava più da anni, Bossi fa due più due e si rende conto di aver trovato l'icona perfetta per la sua Lega.

Ora, siccome non è giusto che io abbia dovuto soffrire e voi no, guardatevi il trailer. Ma mica un trailer qualunque. UN TRAILER DI OTTO MINUTI! C'HANNO LUNGO E DURO PURE IL TRAILER!!!


Avete sofferto? Ok, siccome si sa che sono troppo bbbbuòno, sciacquatevi gli occhi con questa parodia profetica fatta da Fabio Volo tre anni fa:
El Coragiùs

mercoledì 7 ottobre 2009

Il lodo Alfano è illegittimo

Sono contento.

Lo segnala alle 17:51 dell'orologio del mio computer questo sito.

Divertente l'articolo preparatorio di Repubblica, che alle 17:57 aveva un articolo "vuoto", cioè pronto per essere riempito con qualunque notizia fosse arrivata dalla Consulta. Al momento attuale l'articolo è stato riempito, ma io ho uno screenshot a futura memoria:


sabato 3 ottobre 2009

Le mie "vinti liri" su Baarìa


Il nuovo film di Giuseppe Tornatore è uscito il 25 settembre. Io il 29 settembre ho comprato la colonna sonora di Ennio Morricone su iTunes. Il 30 settembre sono andato nell'unico cinema romano (e credo anche l'unico dell'Italia continentale, a occhio) che lo trasmetteva in versione originale (dialetto) sottotitolata. Il 1 ottobre ho comprato la sceneggiatura del film, pubblicata da Sellerio. Ora, ci sarebbe anche un librone fotografico da 60 euro, e rischio di comprarlo.
Fermatemi, sono in piena estasi baarìota.

Per me questo film è come può essere stato Titanic per il mondo, o La vita è bella per gli italiani. Solo per me, a quanto pare. La critica internazionale riconosce i meriti di Tornatore ma nel complesso è freddina. La critica italiana è invece orba da entrambi gli occhi. Vedo votini nell'ordine del 5, o 6 sui siti di cinema italiani... cioè, a malapena sufficiente...
In realtà la critica italiana è prevenuta. Hanno subito pensato che Baarìa potesse diventare un successo di popolino perciò sono partiti a spron battuto a stroncarlo, complice il tremendo peccato originale di essere un film prodotto da Berlusconi, il quale l'ha pure recensito telefonicamente durante la *appassionantissima* rubrica cinematografica di Gigi Marzullo. E mica un giornale "di sinistra" può parlar bene di un film che è piaciuto a Berlusconi? Non sia mai.
Perciò la critica italiana sta facendo passare l'idea che questo kolossal costato 25 milioni di euro sia uno spreco inutile, sia il passo falso di Tornatore, la sua ennesima pacchianata che STAVOLTA non gli si può perdonare, che sia troppo lungo, che sia pieno di stereotipi sulla Sicilia, che sia troppo pieno di camei di popolari attori italiani non propriamente eccellenti, insomma, che sia una delle tante trovate populiste di Berlusconi, quindi non lo si deve andare a vedere sennò siamo tutti condannati.
Mi dispiace che queste dicerie politiche arrivino a toccare il cinema. Certo il cinema spesso non è stato immune dal dibattito politico, ma almeno una volta lo era per ragioni ideologiche. Oggi invece l'ideologia è il berlusconismo o l'antiberlusconismo, e il dibattito su questa ideologia è talmente basso e senza sbocchi intelligenti e costruttivi che pensavo che il cinema non ne sarebbe stato toccato. E invece.

Effettivamente Tornatore tocca punte di poesia al limite del simbolismo spinto che potranno sembrare lontane dagli interessi nazionalpopolari ma, come sempre nel caso di Tornatore, non sono mai patetici o forzati. Giuseppe Tornatore è un poeta, le sue "pacchianate" sono emozionanti nel senso meno superficiale del termine. Il film è costato tanto solo perché si è dovuto ricostruire il paesino di Bagheria nel deserto tunisino (si parla di un set quattro volte più grande di quello costruito da Dante Ferretti a Cinecittà per Gangs of New York di Martin Scorsese, che pure era una gigantesca e magnifica ricostruzione), e perché è strapieno di comparse, altrimenti il film è estremamente semplice e la sua anima sta nei pochi veri protagonisti e nei piccoli grandi drammi che un condadino di provincia affronta nella sua piccola grande vita. E è per questo che ho comprato il libro contenente la sceneggiatura, con i dialoghi scritti in dialetto, perché il succo di Baarìa è (come nel caso di tutti i capolavori) nella storia e nei personaggi. E poterli avere a portata di mano, anche solo per andare a vedere come si scrive "venti lire" in dialetto andando a cercare la scena dove viene pronunciato, per poi venirlo a scrivere qui sul blog, è un'emozione forte, una gioia, l'ennesimo regalo del cinema. E l'ennesimo regalo di Tornatore, che non ne sbaglia mai una. E incluso nel pacchetto-regalo c'è la nuova colonna sonora dell'inarrivabile ottantunenne Ennio Morricone, che in questo film è protagonista come non mai, con una musica che spesso e volentieri è talmente forte da coprire rumori e dialoghi, e persino coprire emozioni e scene. Forse è troppo forte (ma questo al limite sarà un difetto di missaggio audio, boh). Sicuramente è *presente*, sempre, nessuna scena è lasciata senza musica... lo so, in altri casi sarebbe un difetto, ma qui no, perché la musica è sempre *bella*, anche quando è inopportuna. Ma d'altronde la musica Morricone è come gli altri personaggi, è sulla scena, quindi non è inopportuna, urla solo più forte degli altri. E i siciliani urlano molto forte :)
Questo è il candidato italiano agli Oscar, e io spero vivamente che si faccia onore, come merita, anche se ha concorrenti molto agguerriti (che ho avuto modo di vedere, grazie alle belle iniziative culturali che si organizzano nella Città Eterna... parlo dei vincitori del Festival di Cannes Il nastro bianco di Michael Haneke [Germania], e Un profeta, di Jacques Audiard [Francia])

Sicuramente il film può non piacere, anche facendo la tara alle polemiche antiberlusconiane di cui sopra. E' lungo, ha vari flashback che può essere arduo seguire, e non oso immaginare come sia "doppiato" in italiano, probabilmente risulterà come quelle che al nord chiamano "terronata". D'altronde non c'è modo di vederlo in originale se non venendo a Roma, o andando in Sicilia... oppure aspettando che esca il DVD.

Nell'attesa, ecco il trailer e due magnifici brani della colonna sonora. Il primo è una sinfonia contenente i temi principali del film e un bellissimo montaggio di voci siciliane che nel film si sente durante i titoli di coda. Il secondo, "Brindisi" è un altro bel tema principale, che nel film commenta una scena molto emozionante.

Trailer


"Sinfonia per Baarìa"


"Brindisi"