sabato 3 ottobre 2009

Le mie "vinti liri" su Baarìa


Il nuovo film di Giuseppe Tornatore è uscito il 25 settembre. Io il 29 settembre ho comprato la colonna sonora di Ennio Morricone su iTunes. Il 30 settembre sono andato nell'unico cinema romano (e credo anche l'unico dell'Italia continentale, a occhio) che lo trasmetteva in versione originale (dialetto) sottotitolata. Il 1 ottobre ho comprato la sceneggiatura del film, pubblicata da Sellerio. Ora, ci sarebbe anche un librone fotografico da 60 euro, e rischio di comprarlo.
Fermatemi, sono in piena estasi baarìota.

Per me questo film è come può essere stato Titanic per il mondo, o La vita è bella per gli italiani. Solo per me, a quanto pare. La critica internazionale riconosce i meriti di Tornatore ma nel complesso è freddina. La critica italiana è invece orba da entrambi gli occhi. Vedo votini nell'ordine del 5, o 6 sui siti di cinema italiani... cioè, a malapena sufficiente...
In realtà la critica italiana è prevenuta. Hanno subito pensato che Baarìa potesse diventare un successo di popolino perciò sono partiti a spron battuto a stroncarlo, complice il tremendo peccato originale di essere un film prodotto da Berlusconi, il quale l'ha pure recensito telefonicamente durante la *appassionantissima* rubrica cinematografica di Gigi Marzullo. E mica un giornale "di sinistra" può parlar bene di un film che è piaciuto a Berlusconi? Non sia mai.
Perciò la critica italiana sta facendo passare l'idea che questo kolossal costato 25 milioni di euro sia uno spreco inutile, sia il passo falso di Tornatore, la sua ennesima pacchianata che STAVOLTA non gli si può perdonare, che sia troppo lungo, che sia pieno di stereotipi sulla Sicilia, che sia troppo pieno di camei di popolari attori italiani non propriamente eccellenti, insomma, che sia una delle tante trovate populiste di Berlusconi, quindi non lo si deve andare a vedere sennò siamo tutti condannati.
Mi dispiace che queste dicerie politiche arrivino a toccare il cinema. Certo il cinema spesso non è stato immune dal dibattito politico, ma almeno una volta lo era per ragioni ideologiche. Oggi invece l'ideologia è il berlusconismo o l'antiberlusconismo, e il dibattito su questa ideologia è talmente basso e senza sbocchi intelligenti e costruttivi che pensavo che il cinema non ne sarebbe stato toccato. E invece.

Effettivamente Tornatore tocca punte di poesia al limite del simbolismo spinto che potranno sembrare lontane dagli interessi nazionalpopolari ma, come sempre nel caso di Tornatore, non sono mai patetici o forzati. Giuseppe Tornatore è un poeta, le sue "pacchianate" sono emozionanti nel senso meno superficiale del termine. Il film è costato tanto solo perché si è dovuto ricostruire il paesino di Bagheria nel deserto tunisino (si parla di un set quattro volte più grande di quello costruito da Dante Ferretti a Cinecittà per Gangs of New York di Martin Scorsese, che pure era una gigantesca e magnifica ricostruzione), e perché è strapieno di comparse, altrimenti il film è estremamente semplice e la sua anima sta nei pochi veri protagonisti e nei piccoli grandi drammi che un condadino di provincia affronta nella sua piccola grande vita. E è per questo che ho comprato il libro contenente la sceneggiatura, con i dialoghi scritti in dialetto, perché il succo di Baarìa è (come nel caso di tutti i capolavori) nella storia e nei personaggi. E poterli avere a portata di mano, anche solo per andare a vedere come si scrive "venti lire" in dialetto andando a cercare la scena dove viene pronunciato, per poi venirlo a scrivere qui sul blog, è un'emozione forte, una gioia, l'ennesimo regalo del cinema. E l'ennesimo regalo di Tornatore, che non ne sbaglia mai una. E incluso nel pacchetto-regalo c'è la nuova colonna sonora dell'inarrivabile ottantunenne Ennio Morricone, che in questo film è protagonista come non mai, con una musica che spesso e volentieri è talmente forte da coprire rumori e dialoghi, e persino coprire emozioni e scene. Forse è troppo forte (ma questo al limite sarà un difetto di missaggio audio, boh). Sicuramente è *presente*, sempre, nessuna scena è lasciata senza musica... lo so, in altri casi sarebbe un difetto, ma qui no, perché la musica è sempre *bella*, anche quando è inopportuna. Ma d'altronde la musica Morricone è come gli altri personaggi, è sulla scena, quindi non è inopportuna, urla solo più forte degli altri. E i siciliani urlano molto forte :)
Questo è il candidato italiano agli Oscar, e io spero vivamente che si faccia onore, come merita, anche se ha concorrenti molto agguerriti (che ho avuto modo di vedere, grazie alle belle iniziative culturali che si organizzano nella Città Eterna... parlo dei vincitori del Festival di Cannes Il nastro bianco di Michael Haneke [Germania], e Un profeta, di Jacques Audiard [Francia])

Sicuramente il film può non piacere, anche facendo la tara alle polemiche antiberlusconiane di cui sopra. E' lungo, ha vari flashback che può essere arduo seguire, e non oso immaginare come sia "doppiato" in italiano, probabilmente risulterà come quelle che al nord chiamano "terronata". D'altronde non c'è modo di vederlo in originale se non venendo a Roma, o andando in Sicilia... oppure aspettando che esca il DVD.

Nell'attesa, ecco il trailer e due magnifici brani della colonna sonora. Il primo è una sinfonia contenente i temi principali del film e un bellissimo montaggio di voci siciliane che nel film si sente durante i titoli di coda. Il secondo, "Brindisi" è un altro bel tema principale, che nel film commenta una scena molto emozionante.

Trailer


"Sinfonia per Baarìa"


"Brindisi"

2 commenti:

J. Doinel ha detto...

ho appeno visto la telefonata di Berlusconi >>> O_o mi devo un pò riprendere, non ne avevo sentito parlare, quell'uomo mi disgusta troppo.
Si in effetti fa un effetto strano per chi lo odia, andare a vedere un film che ha apprezzato e prodotto, ma bisogna essere anche un pò troppo stupidi lasciarsi influenzare da questa premessa fino a post visione, quindi non penso che la critica più intelligente l'abbia stroncato per questo motivo. Ma anche per i pochi stupidotti che l'hanno fatto, non è che abbiano danneggiato il film, che è primo a box office, non l'avrebbero comunque vinta giacchè le elezioni hanno dimostrato da che parte sta la maggioranza. Quindi non so che pensare, quando vedrò il film mi farò un'opinione più chiara. Ehm... quando lo vedrò... cioè dovrei aspettare il dvd per vederlo sottotitolato, altrimenti non avrebbe senso :(

Elikrotupos ha detto...

No, fidati, le critiche erano per quel motivo :P Si criticavano solo le cose che ho ricordato io nel mio post, che poi non sono altro che le caratteristiche peculiari di Tornatore in ogni suo film, compreso il tanto celebrato Nuovo Cinema Paradiso.

Sui sottotitoli... o vieni a Roma, o sennò non so quanto valga la pena rovinarsi il film col doppiaggio italiano (che io non ho sentito, però immagino che sia pessimo...). Ma magari tutta questa pignoleria è esagerata, non saprei. Per il dvd si tratterà di aspettare febbraio/marzo, per me sarebbe troppo.