sabato 25 dicembre 2010

Il Mereghetti 2011: è arrivato, ma...

...ma cominciano le magagne. Non so se è già successo in passato, ma manca un film. Lo fa notare un tipo oggi sulla pagina facebook non ufficiale di Paolo Mereghetti.

Manca Il cavaliere oscuro. Non è nell'elenco alfabetico, e non è nemmeno fra i film di Christopher Nolan nell'elenco dei registi. In compenso c'è il molto più recente Inception. Urca che svistona...
AGGIONAMENTO: sono anche altri i film importanti che mancano, ma sulla pagina di facebook (stavolta ufficiale) del dizionario 2011 li stanno aggiornando man mano.

Ma io ero venuto a lamentarmi in realtà di un'altra cosa, forse meno grave, ma per chi come me ci ha sbattuto molto la testa in questi anni è importantissima: la lista dei Classici Disney. Nell'anno in cui la Disney fa uscire Rapunzel - L'intreccio della torre bollandolo come suo 50° film (numero che ratifica definitivamente e finalmente la lista dei classici ribadita anche sul sito ufficiale dei Walt Disney Animation Studios), Mereghetti propone una scheda dedicata ai «Classici» (lo scrive fra queste virgolette) ormai completamente sballata, contenente i film misti tipo Mary Poppins e addirittura sequel come T come Tigro e Il libro della giungla 2 (con la scusa che in Italia sono usciti al cinema e non direttamente in cassetta/dvd come capita di solito a questo genere di prodotti), ignorando bellamente i film in computer grafica come Dinosauri, Chicken Little, I Robinson e Bolt, e fermandosi a Mucche alla riscossa (film del 2004... e La principessa e il ranocchio dell'anno scorso?!)

E infine... tutta la sezione della lettera D è piena di macchie di inchiostro...

Che vogliamo fare? Rettifichiamo?

domenica 12 dicembre 2010

Carpe eDiem

Come sanno i miei pazientissimi follower su Twitter da qualche settimana sto crogiolando in una fornace di indecisione ardente e sfrigolante (ma se la fornace sfrìgola, il frigo sfornàciola?).

Io voglio un Apple iPad.

Questo malsano capriccio sta generando una conseguenza tanto semplice quanto diabolica: avrò di tutto, tranne che un iPad.

L'iPad va in giro da circa nove mesi, ma in barba a ogni legge di Moore, pare che non aspetterà il diciottesimo mese prima di diventare obsoleto, perché già ad aprile prossimo verrà surclassato dalla sua seconda generazione. Ora, io non sono tipo che non compra oggi per comprare meglio domani. Se voglio mi serve un robo tecnologico ora, lo compro ora. Può anche uscire domani un nuovo modello, ma io compro il modello che c'è quando lo voglio mi serve. Poi di solito queste belle intenzioni si infrangono come onde sul bagnasciuga dell'indisponibilità economica, ma il principio continua a sussistere: almeno nelle innovazioni tecnologiche io colgo l'attimo.

La nuova generazione di iPad però avrà quasi certamente una piccola grande miglioria a cui io agogno non poco, il Retina Display (attualmente di serie sull'iPhone 4). Questa piccola grande e probabile miglioria è sufficiente a farmi aspettare altri quattro mesi per ottenere il mio oggetto dei desideri.

Ma nuovi dolori si presentano per affliggere il giovane eWerther. In questo periodo sto infatti lavorando nel campo della programmazione di applicazioni per smartphone, con un occhio particolare all'editoria elettronica (ebooks, applicazioni interattive per riviste). Io programmo in Java, il che è molto utile per programmare per sistemi operativi Android (prodotti da Google, che in questo campo è il principale nonché praticamente unico concorrente di Apple). Quindi voglio mi serve un dispositivo dotato di Android e con cui testare i miei ebooks. Un tale dispositivo esiste, e si chiama Samsung Galaxy Tab. Che, come si nota già dal nome, ha il non trascurabile difetto di non essere l'iPad.

Per non rinunciare al mio sogno, avevo ingegnato una scappatoia: iPad per le mie necessità con gli ebooks, e smartphone relativamentelow-cost per le necessità Androidiane, a un prezzo se non minore almeno confrontabile con quello del solo Galaxy Tab. Ma l'iPad l'avrei ad aprile, mentre il lettore di ebook (d'ora in poi e-reader) lo voglio mi serve ora.

Dannazione.

Trovo un'altra scappatoia. Compro ora uno smartphone relativamentelow-cost e un e-reader altrettantorelativamentelow-cost, e poi ad aprile l'iPad. Sì, farò così! E così nelle ultime settimane ho girato e rigirato fra le possibilità di e-reader:

  • Amazon Kindle: 120 €, spese di spedizione dagli USA (in 4 giorni) incluse. Il più figo di tutti. MA non legge gli ebook in formato ePub (lo standard). Ogni conversione fra formati è tanto ardua da non valere il fastidio... né gli 80 € risparmiati.

  • Sony PRS-350 Reader Pocket Edition: 200 €, in vendita in Italia. Molto figo, ha due dizionari monolingua inglese più i dizionari da/a inglese a/da tante lingue fra cui l'italiano. MA in questa versione (la più economica) ha uno schermo da 5'', al contrario dei 6'' degli altri contendenti. L'ho visto da MediaWorld e è davvero piccolo.

  • Leggo IBS: 200 € se lo si prenota entro fine anno ma arriva il 20 gennaio. Abbastanza figo, compatibile con lo store online IBS.it sul quale io mi servo spesso e volentieri da anni. MA non ha i dizionari integrati, ed è solo in prevendita, quindi al di là delle belle parole non l'ha ancora provato sul serio nessuno, il che può essere un rischio.

Al di là dei pro e contro, la soluzione che ho trovato al mio dilemma sembra essere convincente.

Sembra.

Come spesso capita alle dighe che stanno per crollare, tappi una falla con una mano, poi un'altra con un'altra mano, poi un'altra con un'altra mano e ti accorgi troppo tardi che tre mani non ce le hai e la prima falla è tornata scoperta e pronta a esplodere (guardo troppi cartoni animati...). Di falla in falla e di mano in mano questa mia arrampicata sugli specchi per avere un iPad a tutti i costi ha rapidamente superato i "tutti i costi" che credevo di poter sostenere. 200 € per lo smartphone Android, 200 € per l'e-reader, 600 € per l'iPad (volevo il 3G da 16 GB) superano la soglia psicologica delle quattro cifre. E quando si superano le soglie psicologiche, nel bene e nel male le gambe cominciano a tremare (e le dighe a cedere).

E allora forse torniamo all'ipotesi Samsung Galaxy Tab, il cui costo non sembra più così esorbitante, ora che abbiamo conosciuto l'orrore delle quattro cifre. Il Tab infatti costa 700 € (forse da MediaWorld anche un cinquantino in meno).

Il Tab non è affatto male, intendiamoci. Cos'ha in meno dell'iPad:

  • è più piccolo, praticamente la metà. Il confronto in pollici è di 9,7'' (iPad) a 7'' (Tab).

  • non ha il Retina Display

Cos'ha in più dell'iPad:

  • Android

  • la memoria espandibile con SD card fino a 32 GB (poi che le SD card da 32 giga costino 100 euro è un altro discorso...)

  • tutte quelle cose che ho sempre detto che non mi servivano, perciò preferivo l'iPad, ma se ci sono non mi fanno schifo: telefono, fotocamera con flash, e altri dettagli.

Insomma, io ero pronto domani ad entrare da MediaWorld e comprare smartphone e e-reader, e invece adesso si ripropone l'opzione Galaxy Tab. Ci andrei pure a comprarlo. Ma ultimamente ho cambiato idea ogni 24 ore, e potrei farlo ancora. Alla faccia del cogliere l'attimo.



sabato 11 dicembre 2010

#whyiread - #percheleggo

Su Twitter si parla del perché uno si sbatta tanto a leggere libri. Ecco alcuni dei motivi più suggestivi. Alcuni li condivido, altri semplicemente mi piacciono.
Non sono motivi di vanto. Sono risposte ingenue a una domanda ingenua: perché leggi?
[ Nota: non tutti i tweet sono attribuiti. Ho sbagliato a copiare. Troppo tardi. Il sottoscritto blogger si mette a disposizione degli aventi diritto (cit.)]

  1. @3dve: Because the more you know, the more informed you are, the better the decisions you make in life about absolutely everything.

  2. @abcdeeffe leggo perchè di sto Mondo bisogna sempre leggere le istruzioni

  3. @amylibrarian: "Outside of a dog, a book is man's best friend. Inside of a dog, it's too dark to read." -Groucho Marx

  4. @arthur_read8: BECAUSE IT'S SO FUN

  5. @bennylinen: because the mind needs exercise just like the body

  6. @Einaudieditore leggo come antidoto alla noia, alla tristezza, all'insonnia

  7. @Einaudieditore è il modo più piacevole di capire e imparare. E quando ciò accade, la lettura diventa felicità

  8. @Einaudieditore leggo perché una vita sola e una lingua sola non mi bastano

  9. @Finzioni Leggo per legittima difesa

  10. @Finzioni: Per l'immensa possibilità di poter far dire ai libri quello che voglio io

  11. @HarryJPotterr: ...Because I'm not illiterate...And I have an imagination.

  12. @Jabotism: Because I don't want to be a dumbass. #BecauseKnowledgeIsPower

  13. @jasonpinter: As you get older, you realize being that nerdy kid who read all the time was the best thing that could have happened to you.

  14. @KateMessner: Because stories show me who I am...and who I might become.

  15. @paulocoelho: Because words are made of tears / Pq palavras são feitas de lágrimas

  16. @peterstraubnyc: In the old days, to see how people & the world worked; now, for the pleasures, consolations, & shivers of art.

  17. @revistaenie: because inbetween the letters in the blank spaces inbetween the words what you can never read there are hidden all of the secrets

  18. @revistaenie: because sometimes when I read, I read something that changes the way I imagine the world (and I can never go back)

  19. @revistaenie: it is the only way to be someone else while still being yourself

  20. @RobynBradley RT To laugh. To cry. To dream. To learn. To imagine. To feel. To escape. To share.

  21. @StampaSudSpa: Perchè è l'unica terapia di cui posso abusare.

  22. #thingssomepeopledonthave the ability to sit down and read a good book and get your imagination out of this crazy world.

  23. because it helps me sleep. Now going to bed with harry potter and the chamber of secrets. Goodnight :)

  24. I don't want to be average which is#whyiread

  25. I'm afraid that someday I'll be so sick that I can't. #whyiread #whyiwrite

  26. Literature makes me believe in a better place.

  27. My alma mater is books, a good library. I could spend the rest of my life reading, satisfying my curiosity

  28. non mi piace veramente tanto leggere, ma mi piace come mi sento dopo

  29. per avere l'impressione di parlare con un adulto (la maternità logora...)

  30. Per il piacere della narrazione, per il piacere della non narrazione e per quei libri che, meravigliosamente, non dicono nulla

  31. Per non incappare anch'io nella terribile sindrome di Quo (vedi link) http://bit.ly/hm4bRU

  32. Per patire la fame con Arthur Gordon Pym, per vivere le sette generazioni dei Buendìa, per volare con Jonathan Livingston...

  33. Perché non posso permettermi di essere rovinato dai party.

  34. Perché ogni tanto questo mondo mi sta stretto e voglio spiare in quello degli altri.

  35. Perché io possa dire "Ma allora non sono l'unica" di fronte a certe sensazioni.

lunedì 6 dicembre 2010

"Il vilino di Biolly"

E' da tanto (ma tanto) che non faccio un post sulle chiavi di ricerca buffe con cui gli internauti più sprovveduti sono capitati su questo blog. Il che vuol dire che è da tanto (ma tanto) che non scrivo post interessanti. Oggi però sono tornato a dare un'occhiata, e devo dire che un po' mi si è risollevato il morale.

Fino al mese scorso (ottobre) a farla da padrone erano le chiavi di ricerca riguardanti le tracce dell'esame di maturità. La maturità è un cult, mi porto dietro ancora le ricerche dell'esame di due anni fa, oltre a quello scorso. C'è gente ancora interessata a imporsi una riflessione sulla migrazione globale, la comprensione del Deuteronomio, la biblioteca ideale del buon lettore, per tacer del voyage in the dark e le bigottissime failles du numérique.
Altri cult sono le foto del concorso World Press Photo, che fralaltro è da qualche anno che purtroppo non seguo più, il finale di Lost, Sceneggiatura democratica, e (con un pizzico di orgoglio) Avatar che fa cagare.

C'è una particolare ossessione per il gorilla di montagna, protagonista di una delle foto del WPP, a cui non riesco a dare una spiegazione.

Il post su Avatar che fa schifo ammetto di averlo fatto apposta per attirare visite. Missione compiuta.

Sul finale di Lost si raccolgono gli appelli più disperati, come "capire lost", "come muoiono tutti?", o l'apocalittico "l'inizio della fine", e i più folli e irrecuperabili di tutti: "quando arrivera in italia la lost enciclopedia?" e (qui la pena mi porta al pianto) "enciclopedia lost chiarisce".

Ma a novembre il vincitore è solo lui: il Mereghetti 2011. Essendo stato l'unico blog che si torturava nell'attesa dell'uscita del dizionario più amato dagli italiani, da quando è finalmente arrivata la conferma dell'uscita le visite al blog sono schizzate come non mai.
Anche qui, ammetto di averlo fatto apposta.

Infine, volevo fare un saluto e dare un forte abbraccio al povero dislessico che ha cercato questo blog usando come chiave di ricerca "il vilino di biolly". Coraggio.

martedì 2 novembre 2010

Vedi Lucca e poi muori...

...di fame. Ecco la galleria degli acquisti di quest'anno, per la modica somma di 202,67 €.

Il Mereghetti 2011 il 23 30 novembre, finalmente!

AGGIORNAMENTO: Essere ossessionato dall'eterno rinvio del Mereghetti ha fatto sì che le visite al mio blog zompassero in alto del 200%. Grazie Google :D
Come capita spesso, nonostante l'ossessiva attesa, ora è uscito ma io non l'ho ancora comprato. Non sempre i soldi sono nel portafoglio, quando li cerchi. E a proposito di soldini, segnalo che sul neonato Amazon.it il Mereghetti 2011 lo si trova con un succulento sconto del 30%, che porta il prezzo finale a 34,93€! Quindici euro risparmiati non mi fanno per niente schifo!


Tutti lo cercavano, tutti lo volevano, si è fatto desiderare, ma adesso arriva, più costoso che mai!
Il famoso dizionario dei film di Paolo Mereghetti, che ha bigiato l'anno scorso dicendo che sarebbe arrivato in primavera e poi rinviato ancora, finalmente ritorna nelle librerie e, con un po' di sforzo economico, sui nostri scaffali!
DVD-Italy pubblica in anteprima la nuova copertina (con nuovi colori e fotogramma da La dolce vita, film appena restaurato da Martin Scorsese e presentato pochi giorni fa al Festival di Roma) e un'intervista al critico cinematografico autore della "bibbia" italiana del cinema, con alcune succulente anticipazioni sulle schede di alcuni nuovi film di quest'ultimo triennio di mereghettiana assenza.

Finalmente.

Dovrebbe costare 55 €, avere intorno alle 5000 pagine (probabilmente in 3 volumi, di cui uno per gli indici), e avere come ISBN 9788860736260.

mercoledì 27 ottobre 2010

Tuttolucca

Il buon Breda e il buon Bramo mi hanno battuto sul tempo e hanno già fatto il loro post su Lucca prima della partenza. Io a ottobre ho latitato sul blog, ma con un colpo di reni sul finale vi delivero ben due post, tiè!
[Il verbo deliverare dovrebbe esistere. E dovrebbe significare consegnare, non deliberare. Dico io!]

Lucca l'è una gran bella città, che va visitata. Ma noi miseri nerd ce ne accorgiamo soltanto al ponte di Ognissanti, quando puntualmente ogni anno, stessa ora e stesso giorno, prendiamo il treno e ci ritroviamo sempre là, a Lucca Comics & Games, la più grande e importante fiera del fumetto! Il nome ufficiale in realtà è Festival Internazionale del Fumetto, del Cinema d'Animazione, dell'Illustrazione e del Gioco. Insomma, il paese dei balocchi.E' la seconda volta che vado a Lucca, sempre con l'allegra brigata del Sollazzo. La volta scorsa, nel 2007, spesi un bel po' di soldi in fumettame vario, e fu circa l'unica cosa che feci in fiera: comprare. Quest'anno invece mi dedicherò anche alle altre iniziative organizzate dalla fiera, ovvero incontri, dibattiti e presentazioni dei piani editoriali di vari editori. Insomma, mi terrò impegnato da mane a sera.
E non solo, ma riempirò le mie giornate lucchesi anche di cinema d'animazione, grazie alla retrospettiva integrale commemorativa di Satoshi Kon (tutti i lungometraggi e tutta la serie Paranoia Agent) e al Lucca Animation, festival di cortometraggi da tutto il mondo.

Ma il tempo per spendere qualche centinaio di euro lo troverò comunque. A differenza della scorsa volta, adesso ho una lista di cose da comprare (mentre allora mi lasciai sorprendere da quanto trovavo in giro per gli stand), una lista non molto lunga ma non per questo poco costosa...


E dopo Lucca, se tutto va come deve andare, l'iPad.

Tuttolost

Lost è finito il 24 maggio 2010. Se la sua eredità durerà in eterno, il suo merchandising durerà se non altrettanto almeno un altro annetto. A cinque mesi dalla fine infatti, sono ancora coinvolto nel turbine di accessori alla serie televisiva più sconvolgente e esaltante di tutti i tempi.

E' arrivato questo mese in Europa il cofanetto completo delle sei stagioni di Lost:
Foto presa da Amazon.

Questo è il cofanetto inglese in Blu-ray, ovvero una mera raccolta dei sei cofanetti già usciti singolarmente, con un disco aggiuntivo, la guida agli episodi, e il gioco del Senet (apparso nell'ultima stagione dello show, e non ho ancora imparato le regole).
Il cofanetto americano invece ha una confezione a forma di tronco di piramide (gli egizi abitarono l'Isola!) i 37 dischi sono ridisposti in una nuova confezione digipack, e c'erano in aggiunta una pagina del diario di bordo della Black Rock (!) e una torcia a raggi UV per scoprire indizi nascosti scritti sul cofanetto e sul suo contenuto (!!).
In Italia arriverà un cofanetto simile a quello inglese (il 24 novembre), ma soltanto in DVD. Il cofanetto inglese in Blu-ray ha le prime cinque stagioni con menù, audio e sottotitoli in italiano, mentre la sesta stagione è solo in inglese ("D'oh!"). Un giorno ricomprerò la sesta stagione in Italia, se e quando costerà poco.

E non finisce qui! (come diceva il buon Corrado...)
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I quadratini qui sopra sono le sette (più una) colonne sonore di Lost, in 10 dischi (più 1), contenenti la magnifica musica composta per lo show da Michael Giacchino e registrata dal vivo per sei anni dalla Hollywood Studio Symphony. L'ultimo album invece è una compilation illegale composta dal sottoscritto contenente le migliori canzoni non originali usate durante le sei stagioni di Lost.
L'ultima stagione di Lost ha visto pubblicata la sua colonna sonora in due dischi, dai quali però stranamente mancavano le musiche degli ultimissimi quattro episodi. Pochi mesi dopo infatti, l'11 ottobre, è arrivato un nuovo album, da altri due dischi, dedicati SOLO agli ultimi quattro episodi:
Pubblicato in edizione limitata a 5000 copie, mi sono accaparrato anche questo (mentre i precedenti album... diciamo che non li ho comprati), ma non è ancora arrivato, maledizione.

E non finisce ancora qui!
La Lost Encyclopedia! E' arrivata finalmente anche l'enciclopedia ufficiale di Lost, quella che "chiarisce", non risolve, molti dei misteri della serie. Un grosso librone con copertina rigida e carta patinata che in America costa 40$ ma dal Regno Unito ce la caviamo con 10 sterline (meno di 12 €).
Io sono contrario ai misteri risolti a posteriori, solo per far quadrare il puzzle. E nonostante questa enciclopedia sia avallata dai creatori della serie Damon Lindelof e Carlton Cuse, alcune delle chiarificazioni che porta sono innanzitutto controverse, e poi sminuiscono il pathos di quei momenti di Lost che era meglio lasciare incompiuti.

Costo complessivo: 199,76 € (ma se riesco a vendere i vecchi cofanetti in DVD e Blu-ray che già avevo, dovrei ricavare circa altrettanto).


E ora, Lucca.

giovedì 7 ottobre 2010

Tuttoclint

Dopo 15 mesi da quando cominciò, e in ritardo di 5 mesi da quando finì, ho finalmente completato il recupero della Clint Eastwood Collection uscita con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport l'anno scorso.
Questo era il mio obiettivo, e finalmente si è realizzato:
Ho saltato i film che già avevo (che per fortuna non erano all'interno della scritta "Il grande cinema di Clint Eastwood").

# Titolo Regista
36 Bird Clint Eastwood
37 Mezzanotte nel giardino del bene e del male Clint Eastwood
38 Breezy Clint Eastwood
3 Fuga da Alcatraz Don Siegel
4 Dove osano le aquile Brian G. Hutton
5 Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo Don Siegel
6 Potere assoluto Clint Eastwood
7 Il texano dagli occhi di ghiaccio Clint Eastwood
8 Nel centro del mirino Wolfgang Petersen
9 Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan Ted Post
10 Una calibro 20 per lo specialista Michael Cimino
11 Space Cowboys Clint Eastwood
12 Cielo di piombo, ispettore Callaghan James Fargo
13 I ponti di Madison County Clint Eastwood
14 I guerrieri Brian G. Hutton
15 Lo straniero senza nome Clint Eastwood
16 Coraggio... fatti ammazzare Clint Eastwood
17 Fino a prova contraria Clint Eastwood
18 Il cavaliere pallido Clint Eastwood
19 Filo da torcere James Fargo
20 Joe Kidd Don Siegel
21 Scommessa con la morte Buddy Van Horn
22 L'uomo dalla cravatta di cuoio Don Siegel
23 L'uomo nel mirino Clint Eastwood
24 Bronco Billy Clint Eastwood
25 Gli avvoltoi hanno fame Don Siegel
26 Debito di sangue Clint Eastwood
27 Un mondo perfetto Clint Eastwood
28 Brivido nella notte Clint Eastwood
29 Fai come ti pare Buddy Van Horn
30 Impiccalo più in alto Ted Post
31 La notte brava del soldato Jonathan Don Siegel


Dei film di Clint regista mancano:
  • Cacciatore bianco, cuore nero, scandalosamente non prevista in questa collezione, e che dovrò rimpiazzare in altro modo;
  • Gli spietati
  • Tutti i film da Mystic River a oggi (Mystic River, Million Dollar Baby, Flags of Our Fathers, Lettere da Iwo Jima, Changeling, Gran Torino, Invictus)
ma li ho già tutti in Blu-ray o DVD, tranne Cacciatore bianco... e Invictus che è appena uscito e ancora non ho comprato. Quando li avrò potrò dire di avere tutto Clint. Ma tanto lo dirò già da adesso.

EDIT:
M$rd$, mancano pure altri cinque film di Clint Eastwood regista: Assassinio sull'Eiger, Firefox volpe di fuoco, Honkytonk Man, Gunny, La recluta. Dannazione! Ho 6 film da recuperare, adesso.

domenica 19 settembre 2010

Le metempsicotiche avventure di Gou e altre storie

http://th05.deviantart.net/fs6/300W/i/2005/071/f/6/Gou_Metempsycotic_Adventures_by_elikrotupos.jpg

Sono andato su deviantArt e mi sono perso nella contemplazione delle mie vecchie Metaforiche Cacchette di Piccione. Quante ne ho lasciate incompiute! A iniziare son bravi tutti, ma a finire ci riescono solo gli autori di Lost (...non ridete).
Rileggendo mi ritornano alla mente le decine e decine di ispirazioni che avevo all'epoca (da PKNA, dal cinema, da nozioni imparate a scuola e all'università, dai tormentoni di chat) e lo stile/i tic di scrittura che utilizzavo sistematicamente e consapevolmente.

Fatto sta che quanto ho riletto mi è piaciuto ancora. Magari scritto malissimo, ma l'idea la trovo divertente tuttora. In effetti ho riletto solo i racconti e le poesie "comiche", e non quelle serie... che ho paura di rileggere...

C'è Le metempsicotiche avventure di Gou, saga a puntate che voleva bissare il "successo" di Mulattiere, altra saga andata a sfascio a causa dell'abbandono di Fabiopk e della mancanza di organizzazione fra me e Rensel, ma durata insolitamente tanto. Gou è Gourry, oggi conosciuto negli ambienti underground come gianduja, o almeno da lì viene il nome. Stando a quanto dico nella descrizione su deviantArt fu lui a ispirarmi l'idea di questa saga, ma io non mi ricordo una ceppa. Gou è un tizio che si reincarna, a causa di una magica manipolazione genetica avvenuta chissà dove e chissà quando e chissà in che dimensione. Un giorno una reincarnazione va storta, e... e non si sa che succede, è incompiuta.

C'è l'Antologia di Bridgewood, bozza di ambientazione e personaggi per una storia (o più d'una) horror/thriller ambientata in una foresta. Avevo quest'idea di un'isoletta in mezzo a un bosco, che non ho idea di come fosse possibile. Provai anche a descriverla, ma non riesco a capire la mia stessa descrizione...

C'è la collezione delle Storie dalla Dimensione Gaccapù, collezione formatasi spontaneamente. Ho scritto spesso racconti nonsense, e quando si finisce nel nonsense va inevitabilmente citata la Dimensione Gaccapù, geniale invenzione di manfroze. Oh manfroze, tu quand'è che ne scrivi altre?

Oh, non poteva mancare la fanfiction:
C'è CPK - Communist PK, una saga dove Paperinik finisce in Siberia insieme a Paperoga, dove si scopre che il mantello di PK, all'interno, è rosso per un motivo: PK è comunista!

C'è infine Gli strani casi di Madame LaPalisse, parodia di Sherlock Holmes, con tanto di Watson originale. Ispirato da Lk (Madame LaPalisse in persona!), Sisma e Pkergirl. Di questo pubblicai solo il primo "caso". Il secondo lo scrissi, venne molto lungo. Ma poi per qualche motivo non mi piaceva e... l'ho cancellato (caso più unico che raro, di solito non cancello niente).

Vorrei completarne una, almeno una, di queste saghe. Ma mi manca il tempo... e pure le idee... però ci devo riprovare, prima o poi.
Comunque sono bei ricordi.

venerdì 27 agosto 2010

Sayonara

Le ultime parole di Satoshi Kon, 1963-2010
(tradotto in inglese)

How could I forget, May 18th of this year.

I received the following pronouncement from a cardiovascular doctor at Musashino Red Cross Hospital.

"It's the latter stages of pancreatic cancer. It's metastasized to several bones. You have at the most half a year left to live."

My wife and I listened together. It was a fate so unexpected and untenable, that the two of us together could barely take it.

I used to honestly think that "I can't help it if I die any day." Still, it was so sudden.

To be sure, there were some signs. 2 to 3 months before that I'd had strong pains in several places on my back and in the joints of my legs; I'd lost strength in my right leg and found it hard to walk, and I'd been going to an acupuncturist and a chiropractor, but I wasn't getting any better. So after having been examined in an MRI and a PET-CT and such advanced machinery, came the sudden pronouncement of the time I had left.

It was as if death had positioned itself right behind me before I knew it, and there was nothing I could do.

After the pronouncement, my wife and I researched ways to prolong my life. It was literally a life or death situation. We received the support of staunch frends and strong allies. I rejected anti-cancer medication, and tried to live with a view of the world slightly different from the norm. The fact that I rejected what was "expected (normal)" seemed to me to be very much like me.

I've never really felt that I belonged with the majority. It was the same for medical care, as with anything else. "Why not try to keep living according to my own principles!" However, as is the case when I'm trying to create a work [a film], ones willpower alone didn't do the job. The illness kept progressing day by day.

On the other hand, as a member of society, I do accept at least half of what society in general holds to be right. I do pay taxes. I'm far from being an upstanding citizen, but I am a full member of Japanese society. So, aside from the things I needed to do to prolong my life from my own point of view, I also attempted to do all the things necessary to "be ready to die properly". I don't think I managed to do it properly though. (But) one of the things I did was, with the cooperation of 2 friends that I could trust, set up a company to take care of things like the measly number of copyrights that I hold. Another thing that I did was, to insure that my wife would take over any modest assets that I had smoothly by writing a will. Of course, I didn't think there would be any fighting over my legacy or anything, but I wanted to make sure that my wife, who would remain behind in this world, would have nothing to worry about - and besides, I wanted to remove any anxiety from myself, the one who was going to take a little hop over there, before I had to leave.

The paperwork and research necessary for these tasks, which neither my wife nor I were good at doing, were taken care of speedily by wonderful friends. Later on, when I developed pneumonia and was at death's door, and put my final signature on the will, I thought that if I died right then and there, it couldn't be helped.

"Ah...I can die at last."

After all, I'd been brought by ambulance to the Musashino Red Cross Hospital 2 days before that; then brought back again to the same hospital by ambulance the day after. Even I had to be hospitalized and undergo many examinations. The result of those examinations: pneumonia, water in my chest, and when I asked the doctor [straight out], the answer I received was very businesslike, and I was in a way grateful for that.

"You may last 1 or 2 days...even if you survive this, you probably have until the end of the month."

As I listened, I thought "It's like he's telling me the weather forecast", but still the situation was dire.

That was July the 7th. It was a rather brutal Tanabata for sure.

So, I decided right there and then.

I wanted to die at home.

I might inconvenience the people around me, but I asked them to see how I could escape and go back home. [I was able to do so] thanks to my wife's efforts, the hospital's cooperation despite their position of having given up on me, the tremendous help of other medical facilities, and the coincidences that were so numerous that they only seemed to be gifts from heaven. I've never seen so many coincidences and events falling into place so neatly in real life, I could barely believe it. This wasn't Tokyo Godfathers after all.

While my wife was running around getting things in place for my escape, I was pleading with doctors "If I can go home for even half a day, there are things I can still do!", then waiting alone in the depressing hospital room for death. I was lonely, but this was what I was thinking.

"Maybe dying won't be so bad."

I didn't have any reasons for it, and perhaps I needed to think like that, but I was surprisingly calm and relaxed.

However, there was just one thought that was gnawing away at me.

"I don't want to die here..."

As I thought that, something moved out from the calendar on the wall and started to spread around the room.

"Oh dear, a line marching out from the calendar. My hallucinations aren't at all original."

I had to smile at the fact at my professional instincts were working even at times like this, but in any case I was probably the nearest to the land of the dead that I'd ever been at that point. I really felt death very close to me. [But] with the help of many people, I miraculously escaped Musashino Red Cross and came back home, wrapped up in the land of the dead and bedsheets.

I should emphasize that I have no criticism of or hatred for Musashino Red Cross Hospital, so don't misconstrue me.

I just wanted to go home to my own house. The house where I live.

I was a little surprised that, when I was being carried into my living room, as a bonus, I experienced that deathbed experience everyone is familiar with of "looking down on your body being carried into the room from a place high above". I was looking down on myself and the scene around me from a position several meters above ground, through a wide-angle-ish lens and flash lighting. The square of the bed in the middle of the room seemed very large and prominent, and my sheet-wrapped body was being lowered into the middle of the square. None too gently it seemed, but I'm not complaining.

So, all I had to do was to wait for death in my own home.

However.

It seems that I was able to overcome the pneumonia.

Eh?

I did think like this, in a way.

"I didn't manage to die! (laugh)"

Afterwards, when I could think of nothing else but death, I thought that I did indeed die once then. In the back of my mind, the world "reborn" wavered several times.

Amazingly, after then my life-force was rejuvenated. From the bottom of my heart, I believe this is due to the people who helped me; first and foremost my wife, and my supportive friends, the doctors and nurses, and the care managers.

Now that my life-force had been restarted, I couldn't waste my time. I told myself that I'd been given an extra life, and that I had to spend it carefully. So I thought that I wanted to erase at least one of the irresponsibilities that I'd left behind in this world.

To be truthful, I'd only told the people closest to me about the cancer. I hadn't even told my parents. In particular, because of various work-related complications, I couldn't say anything (to people) even if I wanted to. I wanted to announce my cancer on the internet and report on my remaining life, but if Satoshi's death was scheduled, there might be some waves made, however small. For these reasons, I acted very irresponsibly to people clear to me. I am so sorry.

There were so many people that I wanted to see before I died, to say even one word of greeting to. Family and relatives, old friends and classmates from elementary and middle and high school, the mates I met in college, the people I met in the manga world, with whom I exchanged so much inspiration, the people in the anime world whose desks I sat next to, went drinking with, with whom I competed on on the same works, the mates with whom I shared good and bad times. The countless people I was able to know because of my position as a film director, the people who call themselves my fans not only in Japan but around the world, the friends I'd made via the web.

There are so many people that I want to see at least once (well there are some I don't want to see too), but if I see them I'm afraid that that the thought that "I can never see this person again" will take me over, and that I wouldn't be able to greet death gracefully. Even if I had recovered, I had very little life force left, and it took a lot of effort to see people. The more people wanted to see me, the harder it was for me to see them. What irony. In addition, my lower body was paralyzed due to the cancer spreading to my bones, and I was prone on my bed, and I didn't want people to see my emaciated body. I wanted most of the people I knew to remember me as the Satoshi that was full of life.

I'd like to use this space to apologize to my relatives, friends and acquaintances, for not telling you about my cancer, for my irresponsibility. Please understand that this was Satoshi's selfish desire. I mean, Satoshi Kon was "that kind of guy". When I envision your faces, I only have good memories and remember (your) great smiles. Everyone, thank you for all the truly great memories. I loved the world I lived in. Just the fact that I can think that makes me happy.

The many people that I met throughout my lifetime, whether they were positive or negative, have helped to shape the human being that is Satoshi Kon, and I am grateful for all of those encounters. Even if the end result is an early death in my mid 40s, I've accepted this as my own unique destiny. I've had so many positive things happen to me after all.

The thing I think about death now. "I can only say, it's too bad." Really.

However, even though I can let go of many of my irresponsible actions [by not telling people], I cannot help regretting two things. About my parents, and about Madhouse [founder] Maruyama-san.

Even though it was rather late, there was no choice but to come clean with the whole truth. I wanted to beg them for forgiveness.

As soon as I saw Maruyama-san's face when he came to see me at home, I couldn't stop the flow of tears or my feeling of shame. "I'm so sorry, for ending up like this..." Maruyama-san said nothing, and just shook his head and gripped both my hands. I was filled with thankfulness. Feelings of gratitude and joy, that I'd been lucky enough to work with this person, came over me like a landslide. It may be selfish, but I felt as though I had been forgiven in that instant.

My biggest regret is the film "Dreaming Machine". I'm worried not only about the film itself, but the staff who I was able to work with on the film. After all, there's a strong possiblity that the storyboards that were created by (our) blood, sweat and tears will never be seen. This is because Satoshi Kon put his arms around the original story, the script, the characters and the settings, the sketches, the music...every single image. Of course there are things that I shared with the animation director, the art director and other staff, but basically most of the work can only be understood by Satoshi Kon. It's easy to say that it was my fault for arranging things this way, but from my point of view I made every effort to share my vision with others. However, in my current state I can only feel deep remorse for my inadequacies in these areas. I am really sorry to all of the staff. However, I want them to understand, if only a little bit. Satoshi Kon was "that kind of guy", and, that's why he was able to make rather weird anime that was a bit different. I know this is a selfish excuse, but think of my cancer and please forgive me.

I haven't been idly waiting for death, even now I'm thinking with my weak brain of ways to let the work live even after I am gone. But they are all shallow ideas. When I told Maruyama-san about my concerns about "Dreaming Machine", he just said "Don't worry. We'll figure out something, so don't worry."

I wept.

I wept uncontrollably.

Even with my previous movies, I've been so irresponsible with the productions and the budgets, but I always had Maruyama-san figure it out for me in the end.

This time is no different. I really haven't changed.

I was able to talk to my heart's content with Maruyama-san. Thanks to this, I was able to feel, at least a little, that Satoshi Kon's talents and skills were of some value in our industry.

"I regret losing your talent. I wish that you were able to leave it for us."

If Madhouse's Maruyama-san says that, I can go to the netherworld with a little bit of self-pride after all. And of course, even without anyone else telling me this, I do feel regret that my weird visions and ability to draw things in minute detail will be lost, but that can't be helped. I am grateful from the bottom of my heart that Maruyama-san gave me the opportunity to show the world these things. Thank you, so very much. Satoshi Kon was happy as an animation director.

It was so heartbreaking to tell my parents.

I'd really intended to go up to Sapporo, where my parents live, while I was still able to, but my illness progressed so unexpectedly and annoyingly fast that I ended up calling them on the telephone from the hospital room as I was closest to death.

"I'm in the late stages of cancer and will die soon. I was so happy being born as a child to Father and Mother. Thank you."

They must have been devastated to hear this out of the blue, but I was certain I was going to die right then.

But then I came back home and survived the pneumonia. I made the big decision to see my parents. They wanted to see me too. But it was going to be so hard to see them, and I didn't have the will to. But I wanted to see my parents' faces one last time. I wanted to tell them how grateful I was that they brought me into this world.

I've been a happy person. Even though I must apologize to my wife, my parents and all the people that I love, that lived out my life a bit too faster than most.

My parents followed my selfish wishes, and came the next day from Sapporo to my house. I can never forget the first words out of my mother's mouth when she saw me lying there.

"I'm so sorry, for not bringing you into this world with a stronger body!"

I was completely speechless.

I could only spend a short time with my parents, but that was enough. I had felt that if I saw their faces, that it would be enough, and it really turned out that way.

Thank you, Father, Mother. I am so happy that I was born into this world as the child of the both of you. My heart is full of memories and gratitude. Happiness itself is important, but I am so grateful that you taught me to appreciate happiness. Thank you, so very much .

It's so disrespectful to to die before ones parents, but in the last 10 plus years, I've been able to do what I want as an anime director, achieve my goals, and get some good reviews. I do feel regret that my films didn't make a lot of money, but I think they got what they deserved. In these last 10 plus years in particular I've felt as though I've lived more intensively than other people, and I think that my parents understood what was in my heart.

Because of the visits by Maruyama-san and my parents, I feel as though I've taken a big burden off my shoulders.

Lastly, to my wife, about whom I worry the most, but who has been my support until the end.

Since that time-left pronouncement, we drowned ourselves in tears together so many times. Every day was brutal for both of us, physically and mentally. There are almost no words for it. But the reason why I was able to survive those difficult days was because of the words that you said to me right after we received the news.

"I'll be at your side [run with you] until the end."

True to those words, as though you were leaving my worries in the dust, you skillfully directed the demands and requests that came rushing towards us like a landslide, and quickly learned how to take care of your husband. I was so moved, watching you deal with things so efficiently.

"My wife is awesome."

No need to keep saying that now, you say? No no. You are even more awesome now than you ever were - I truly feel this. Even after I have died, I believe that you will send Satoshi Kon to the next world with grace. Ever since we got married, I was so wrapped up in "Work, work" that I was only able to spend some time at home after the cancer - such a shame.

But you stood close to me, you always understood that I needed to immerse myself in my work, that my talent was there. Thank you.

There are so many things, countless things, that I worry about, but everything needs an end. Lastly, to Doctor H who agreed to see me to the end in my home, even though it's something not done these days, and his wife and nurse, K-san, I would like to express my deep gratitude. Medical care in a private home is very inconvenient, but you patiently dealt with the numerous aches and pains that cancer brings on, and endeavores to make my time until the final goal called death be as comfortable as possible. I can't say how much you helped me. And you didn't just deal with this difficult and arrogant patient as if it were just your jobs, but communicated with me as human beings. I cannot say how much of a support you were to me, and how much you saved me. I was encouraged by your qualities as human beings several times. I am deeply deeply grateful.

And, this is really the last, but from shortly after I received that pronouncement in mid-May until now, I've been lucky to have the cooperation, help and mental support, both personally and in business, from 2 friends. My friend T, who has been a friend since high school and is a member of KON'Stone Inc, and producer H, I thank you both from the bottom of my heart. Thank you so much. It's hard for me with my measly vocabulary to express my gratitude adequately to you both. My wife and I have both received so much from you.

If you two hadn't been there for us, I am sure that I'd be anticipating death while looking at my wife here as she sits by my side with considerably more trepidation and worry. I am really in your debt.

And, if I may ask you for one more thing - could you help my wife send me over to the other side after my death? I'd be able to get on that flight with my mind at rest if you could do that for me. I ask this from my heart.

So, to everyone who stuck with me through this long document, thank you. With my heart full of gratitude for everything good in the world, I'll put down my pen.

Now excuse me, I have to go.

Satoshi Kon

giovedì 19 agosto 2010

Videa CDE che?

Videa-CDE fa dei Blu-ray di merda. Lo si dica in giro.

IL LABIRINTO DEL FAUNO
Contenuti extra dell'edizione americana:
  • # Director's Prologue (SD, 1 minute)
  • # Director's Commentary
  • # The Power of Myth (SD, 15 minutes)
  • # Pan and the Fairies (SD, 31 minutes)
  • # The Color and the Shape (SD, 4 minutes)
  • # The Lullaby: The Melody Echoes the Fairy Tale (SD, 5 minutes)
  • # The Charlie Rose Show Excerpt (SD, 50 minutes)
  • # The Director's Notebook (HD interactive pages/SD video content, 18 minutes)
  • # Storyboard Comparisons (SD, 6 minutes)
  • # VFX Plate Compare (SD, 2 minutes)
  • # Comics (SD, 4 minutes)
  • # Photo Galleries
  • # Marketing Campaign Materials (SD, 6 minutes)
Contenuti extra dell'edizione italiana Videa-CDE
  • Galleria fotografica
  • Spot televisivi
Chissà se hanno riservato lo stesso trattamento a altri due filmoni che hanno in catalogo, The Hurt Locker e The Road. Io nel dubbio sicuramente non li comprerò in Italia.

lunedì 16 agosto 2010

Morirà prima la gallina o l'uovo?

SOPRA: UN UOVO IN BLU-RAY. O BLU-RAY IN UN UOVO.


Ci sono argomenti di cui non smetterei mai di parlare: la malvagità di Facebook, la meravigliosità di Lost, la necessità dell'Alta Definizione, l'inutilità del 3D. Oggi parliamo di questi ultimi due.

Sono stato colpito da due notizie degli ultimi giorni: il raddoppio delle vendite di Blu-ray in Germania rispetto all'anno precedente, e la "crisi" del Blu-ray in America a causa di streaming e noleggi via Internet (strumenti che, a livello commerciale, in Europa non hanno ancora preso piede). Un'altro articolo (di stampo economico) mi ha fatto venire in mente il titolo di questo post, affermando che il Blu-ray è una tecnologia che è in ritardo rispetto allo streaming, e in anticipo rispetto alla reale necessità dell'alta definizione. Ora, sarà che l'articolo è di stampo più economico che tecnologico, ma a me questo pare un'interessato e sfacciato rovesciamento della frittata.
E' lo streaming ad essere troppo in anticipo. Non esiste ancora, e chissà quando esisterà, una rete a diffusione capillare e a banda talmente larga da permettere lo streaming di contenuti in alta definizione o addirittura in 3D, dove per ogni fotogramma HD ne vanno trasmessi sei (tre per ogni occhio) nello stesso arco di tempo (1/24 di secondo).
Come può lo streaming diventare il principale canale di diffusione della produzione cinematografica? Non s'è mai sentito che lo sviluppo è stato fermato perché i consumatori "si accontentano". Che i consumatori si accontentino del DVD o della fruizione via streaming, non trovando necessaria l'alta definizione, è un fatto ininfluente. Per superare la tendenza "conservatrice" dei consumatori esistono i cosiddetti periodi di transizione: la vecchia e la nuova tecnologia convivono, e poi gradualmente la vecchia tecnologia viene fatta sparire dal mercato. La vecchia tecnologia è il DVD (una gallina per il brodo), la nuova tecnologia è il Blu-ray (la classe dirigente delle galline). Lo streaming è l'uovo.
Come fa il Blu-ray ad essere "in ritardo" rispetto allo streaming, come asserisce il folle articolo economico su citato? E' lo streaming ad essere prematuro per le sue potenzialità. Adattare il principio della distribuzione in streaming alla situazione tecnologica di oggi rende lo streaming una tecnologia obsoleta in partenza. E' stupido, da parte dei produttori e distributori, sostenere lo streaming (obsoleto, per giunta) quando è già in atto una fase di transizione, dal DVD al Blu-ray.
Quanto alla perfettibilità del Blu-ray, al momento si prevedono solo dischi più capienti. E la capienza non è ciò che serve al cinema. Un miglior servizio all'immagine lo può fare la risoluzione 4k (sperimentata anche da Youtube, recentemente), ma lo sfruttamento di una tale risoluzione è legato alla produzione di televisori (roba dagli 80'' in su, per tacere poi della densità dei pixel, della frequenza di aggiornamento, e del consumo) e proiettori, e le trasmissioni televisive. Tutta roba che per diventare commercializzabile farà in tempo a lasciar sedimentare il Blu-ray per qualche anno.

Quanto a follia Variety non è da meno. Posso capire che il Blu-ray stenti ad affermarsi. La cosa mi dispiace, la trovo ingiusta. Ma ancora più ingiusto trovo se gli analisti sono convinti di aiutare il Blu-ray... con il 3D!
E' vero che è il mercato a comandare, la domanda dei consumatori. Posso capire che i consumatori non considerino ancora sufficiente l'HD a fare la differenza con i DVD, dei quali si accontentano. Ma se i consumatori considerano sufficiente invece il 3D la questione è preoccupante, e comincio a credere che non dipenda dalla superficialità dei consumatori ma dall'ignoranza cronica degli stessi imprenditori e produttori, che non capiscono cos'hanno tra le mani e di conseguenza comunicano lucciole per lanterne ai consumatori.
Come si può considerare il 3D un'innovazione maggiore dell'HD? Sia in termini tecnici che in termini culturali il 3D è un passo indietro, mentre l'HD è un'innovazione evidente. Il 3D è una tecnologia addirittura PRECEDENTE alla cinematografia, applicato poi commercialmente al cinema negli anni '50, e non prese piede all'epoca della sua nascita e non lo farà nemmeno adesso. Che vantaggi ha il 3D di oggi rispetto a quello degli anni '50? Un minore impatto sulla qualità dell'immagine (prima i colori erano alterati, ora è leggermente alterata solo la luminosità... nel migliore dei casi). E basta. Gli occhialini sono persino più pesanti. Se ci liberassimo degli occhialini scomparirebbero i difetti di alterazione dell'immagine e di fastidio per lo spettatore. E quand'anche accadesse, il 3D rimarrebbe solo un effetto speciale. E il pubblico agli effetti speciali si abitua presto. Quando si sarà abituato a un effetto speciale che gli è costato il 50% in più al cinema, l'acquisto di un nuovo televisore, l'acquisto di un nuovo lettore (solo la Playstation 3 e pochi modelli di lettori Sony sono aggiornabili al 3D via software), quello sì che sarà stato uno spreco. Perché al contrario dell'HD, il 3D è una tecnologia che verrà *superata*, non *aggiornata*. Non ci sarà qualcosa di meglio del 3D, il 3D non sarà stato che un giocattolo usa e getta. L'HD è invece una tappa, necessaria per lo sviluppo. Verrà superato, ma è comunque imprescindibile. Che il consumatore sia attratto più dal 3D (un'innovazione che vede) che dall'HD (un'innovazione che non riesce a vedere) passi. Che la stessa illusione colpisca anche i produttori, passi anche quello. Ma che l'abbaglio lo prendano pure i giornalisti e analisti, e no! O sono asserviti a qualche interesse o sono troppo vecchi per capire dove sta andando il mondo (pure loro!).

Tutto ciò a difesa della causa del Blu-ray, che è talmente giusta e naturale (per i motivi suddetti) che riuscirà a farsi spazio fra le ingiustizie, le indifferenze e le incompetenze. Voler ignorare la necessità dell'Alta Definizione è sbagliato (e ecco un possibile scenario a dimostrarlo).

venerdì 6 agosto 2010

Giffoneide /3: I film in concorso


Ho lasciato passare un po' di tempo. Fare i resoconti è faticoso, e soprattutto ti mette in crisi. Perché fare un resoconto? Per condividere? Per ricordare? Ma è necessario? Boh. In preda a tali dubbi, con meno slancio ed entusiasmo ho affrontato quest'ultima parte del resoconto giffoniano, che la sorte crudele ha voluto fosse anche la più interessante (per me).
Gli ultimi omaggi da rendere sono per i film in concorso, il succo del festival, la cosa che mi ha più stupito e appagato. Non mi metterò a commentare ogni singolo film (l'ho già fatto, su Banda PM). Sarò invece schematico: copertine, trailer, pro e contro, voto in stellette (da * a *****, con il ♥ bonus che si spiega da solo). Non metto trame/riassunti/sinossi... lascio la suggestione a locandina e trailer (in lingua originale, per giunta :P). Annoto anche i registi esordienti, e i premi vinti a Giffoni (il premio principale è il Grifone [d'oro, ma non si dice :P] per le categorie +13 e +16, più vari premi degli sponsor).

I film che ho visto erano delle categorie Generator +13 e Generator +16, ovvero votati dai ragazzi dai 13 ai 15 e dai 16 ai 19. Ma sono tutti talmente belli e talmente poco "per ragazzi" che continuare a fare questa distinzione adesso è inutile. Nelle stesse categorie ho visto anche sei cortometraggi, ma non mi hanno folgorato come i lungometraggi. Solo un paio sono degni di nota: Motoguzzi (cortometraggio turco praticamente muto su due bambini che vivono in una landa ghiacciata e vanno a scuola grazie a una Moto Guzi con sidecar), e l'altro è Old Fangs, unico corto d'animazione in concorso, già presentato al Sundance, e diretto da Adrien Merigeau (curatore degli sfondi del film recentemente nominato all'Oscar The Secret of Kells e del prossimo Song of the Sea). E grazie al Sundance abbiamo la versione integrale del corto in HD su YouTube:


E ora passiamo ai lungometraggi:

13 Semester (Germania, 102')
Trailer

PRO: commedia giovanile, storia di formazione fra appartamenti in affitto, università e Erasmus
CONTRO: non troppo originale, concept simile a (500) giorni insieme, brodo un po' allungato

Voto: ***

Regista esordiente.

Blessed (Australia, 113')
Trailer

PRO: storie realiste e tragiche, cast corale, attrici formidabili (nel ruolo delle madri), regiafotografiamontaggio da maestri
CONTRO: -

Voto: *****

Vincitore del premio Grifone (+16)

Bo (Belgio, 90')
Trailer

PRO: tematica di attualità (escort minorenni), disagio familiare
CONTRO: niente

Voto: ****

Vincitore dei premi speciali Grifone d'alluminio e Grifone di cristallo (premi degli sponsor)

O contador de histórias (Brasile, 110')
Trailer

PRO: brava e particolare l'attrice (che assomiglia a Ambra Angiolini), tratto da una storia vera
CONTRO: a tratti troppo moralista (il moralismo si misura dalla quantità di applausi del pubblico di ragazzi :P)

Voto: ****

Vincitore del premio Amnesty International e ARCA Cinemagiovani (+13)

Cracks (Regno Unito/Irlanda/Spagna, 104')
Trailer

PRO: regista figlia d'arte (Jordan Scott, figlia di Ridley) ma dallo stile personale, storia torbida ma intima, attrici protagoniste magnifiche, Eva Green praticamente da Oscar, colonna sonora di Javier Navarrete (Il labirinto del fauno). Capolavoro.
CONTRO: -

Voto: *****

Regista esordiente.

Vincitore del Gran Premio della Giuria (votato dai maggiorenni della categoria +16) e premio ARCA Cinemagiovani (+16)

Le Journal d'Aurélie Laflamme (Canada, 108')
Trailer

PRO: divertente con punte di genialità, protagonista brava e simpatica, Bridget Jones in miniatura
CONTRO: per ragazzi (anzi ragazze), tratto da una serie di libri quindi aspettiamoci una serie di film

Voto: ***

Regista esordiente.

Oscar et la dame rose (Francia/Belgio/Canada, 105')
Trailer

PRO: delicato, divertente, commovente. Scritto e diretto dall'autore del romanzo da cui è tratto (Eric-Emmanuel Schmitt), ottimi il bambino e la "dame rose" Michèle Laroque
CONTRO: -

Voto: *****

Vincitore del premio Grifone (+13) e premio Cinecircoli Giovanili Socioculturali "Percorsi creativi" 2010

La Rafle (Francia, 115')
Trailer

PRO: epico, commovente, bravi attori (fra cui due attrici francesi che avevo appena visto, le protagoniste di Il concerto e Lourdes rispettivamente Mélanie Laurent e Sylvie Testud) e un ottimo Hitler, Udo Schenk.
CONTRO: che sia l'ennesimo film sulla Shoah può essere considerato un difetto? Male non fa.

Voto: ****

Vincitore del premio del pubblico (+13)

Retratos en un mar de mentiras (Colombia, 90')
Trailer

PRO: on the road, musica sudamericana, sporadiche situazioni surreali
CONTRO: la protagonista muta non cattura l'attenzione come vorrebbe, al contrario del cugino ciarliero che regge tutto il film. Anche l'impegno politico (la piaga degli sfollati in Colombia) fallisce nel suo intento e del film rimane solo la parte "commedia".

Voto: ****

Regista esordiente.

Sebbe (Svezia, 83')
Trailer

PRO: storia di disagio familiare e sociale, efficace il senso di solitudine e oppressione del protagonista
CONTRO: un po' lento

Voto: ***
Udaan (India, 137')
Trailer

PRO: storia di formazione, drammatica ma con momenti comici, canzoni originali di commento, attori (giovani e non) molto bravi, declamazione di poesie originali (belle)
CONTRO: -

Voto: ****

Regista esordiente.

Vincitore del premio del pubblico (+16) e premio miglior colonna sonora (assegnato dal Conservatorio di Salerno)