domenica 10 gennaio 2010

Andare avanti

Non m'è mai saltato in mente di andare indietro. Andare avanti, sempre. Ma da che parte?

Prima delle appena concluse vacanze di Natale e di inizio anno ero all'università a fare uno dei test necessari per l'esame che sto sostenendo. Un esame che sto sostenendo per la sesta volta, da tre anni. Fino all'anno scorso in questo esame non avevo mai preso uno straccio di sufficienza, né ai test intermedi né agli esami finali. L'anno scorso ho infilato una dignitosa serie di esami valutati fra 18 e 20, ma per cause burocratiche (e sismiche...) mi portavo dietro un handicap che nell'esame finale non ho colmato. Molto sconsolato ci ho riprovato quest'anno. Dopo due test valutati circa 20, del terzo test, tenutosi prima di Natale, non ho conosciuto il risultato. La professoressa ha pubblicato i risultati su Internet proprio dopo Natale, ma io durante le vacanze mi tengo ben alla larga dal forum dell'università.

Durante queste vacanze natalizie si è fatta strada l'idea di abbandonare l'università e, senza perdermi d'animo, cominciare a considerare alcune alternative che mi si parano innanzi. Mi ero abbastanza convinto.

Stamattina, a vacanze concluse, torno sul forum dell'università dopo tre settimane, vedo che c'è una discussione sui voti dell'ultimo test. Entro. Il primo nome della lista è il mio, e il voto corrispondente è 30. [Per la croncaca, il test era sulla parte più ricca e complessa del programma, non quello facile facile che il docente dà per far alzare un po' la media... quello ce l'ho la settimana prossima...]
Mi è presa una sincope, non stavo capendo più niente, ero totalmente ubriacato da questa cosa. 30. Se me l'avesse detto qualcuno tre anni fa (quando non di rado qualche 30 lo prendevo) non avrei saputo se ridergli in faccia o tirargli una ginocchiata sull'area51, indispettito.

Non m'è mai saltato in mente di andare indietro. Andare avanti, sempre. Ma da che parte?
Non so se interpretarlo come un segno. In fondo non era solo questo esame l'ostacolo alla laurea, quindi non è che si sia risolto granché. Però, quel 30... Francamente, tornando coi piedi per terra, non escluderei un errore di trascrizione, o un'altra cosa del genere. Vi assicuro che non riuscirò mai a rendere l'idea di quanto fantascientifico e utopico sia quel 30.

Sono smarrito. I'm lost.

3 commenti:

PkerUNO ha detto...

Dipende molto da cosa vuoi fare nella vita. Ora non so com'è la situazione in italia, ma ho sentito che comunque non ci sono grosse prospettive per i giovani... hai mai pensato di andare a vivere all'estero?

Elikrotupos ha detto...

Dopo il terremoto ci ho pensato parecchio :P
In realtà no, non è un'ipotesi che contemplo, soprattutto senza laurea.

valentina ha detto...

Tralascio i vari "devi decidere tu", "devi capire cosa vuoi blabla".

Personalmente mi infastidisce terribilmente lasciare le cose a metà (e in questo caso, mi par di capire, tu sei quasi alla fine).
Se ti mancano pochi esami, per quanto difficili, io arriverei in fondo.
Poi potrai anche avere l'impressione che sarebbe stato meglio scegliere un altro corso di laurea, o fare tutt'altro... ma sarai anche contento di aver finito "una cosa".