mercoledì 28 aprile 2010

Macelli Oceanici 3D

Ormai è certo che un tizio s'è svegliato la mattina e ha detto al mondo che il 3D è una cosa buona, e il mondo gli ha creduto.
Un altro tizio è andato invece in giro a raccontare che i documentari sugli animali tirano, e anche a questo tizio hanno creduto.

Il risultato di cotanta boccaloneria si può ammirare ben esposto nella decisione della Disney di produrre e distribuire documentari (consuetudine risalente allo zio Walt in persona e abbandonata poi per molti anni) sotto l'etichetta Disneynature di cui parlai, da ottimista, due anni fa. Sotto questa etichetta sono venuti fuori finora tre documentari. Anzi, quattro. Andiamo con ordine.

Earth - La nostra Terra, maxiriassunto della magnifica serie di documentari in alta definizione Pianeta Terra prodotta dalla BBC (e andata in onda all'interno di Super Quark in Italia). Non è tanto l'idea del riassunto a farmi storcere il naso, quanto l'inaccettabile banalizzazione di una produzione così importante e ben realizzata. Se la serie di documentari è infatti un'approfondita esplorazione della vita nei diversi habitat del nostro pianeta, Earth la trasforma nella storia di tre famiglie di animali (orsi polari, elefanti, balene), con una concentrazione maniacale dell'attenzione sui paciocconissimi cuccioli di tali famiglie e con una retorica talmente mielosa da neutralizzare completamente il ruolo di divulgazione scientifica del documentario. Il narratore doppiato da Paolo Bonolis completa l'opera. E Bonolis, quando deve essere retorico, non si risparmia mica... (niente di personale, Bonolis a me piace)

Stesso copione si ripete con Il mistero dei fenicotteri rosa, che non arriva nemmeno al cinema ma si deve accontentare di un'anteprima su Sky Cinema e dell'uscita in Blu-ray e DVD. Niente doppiaggio celebre, ma comunque accondiscendente, per bambini. Stessa saga famigliare, forse un pochino più drammatica (pulcini di fenicottero lasciati a morire sotto le intemperie della natura).

Il terzo film sarebbe dovuto essere Oceans, diretto da Jacques Perrin e Jacques Cluzaud, già registi dell'acclamato Il popolo migratore, e con la colonna sonora di Bruno Coulais, e per questi motivi vi riponevo maggiori speranze.


Nessuno di questi film è in 3D. Perché ho iniziato il post con il 3D? Perché il 3D è il motivo per cui oggi in Italia noi Oceans non lo possiamo vedere. Perché la Disneynature ha avuto la brillante idea di far uscire in America Oceans, mentre in Europa un altro documentario sugli oceani (anche se da noi viene distribuito da Eagle Pictures): Oceani 3D (titoli originali: OceanWorld 3D oppure Oceans 3D: Into the Deep) diretto da Jean-Jacques Mantello, già regista di minidocumentari sottomarini realizzati appositamente per le proiezioni nelle sale IMAX 3D.

La data di uscita di entrambi è l'Earth Day, ovvero il 22 aprile. Perchè un documentario o lo mandi al cinema con la scusa dell'Earth Day o a vederlo non ci va nessuno. Con due documentari sottomarini per le mani, la Disney non si poteva permettere rinvii, quindi se li è comprati entrambi e li ha distribuiti alla penecanina maniera.

Ora, già mi rode che si sia storpiato così il glorioso genere del documentario naturalistico. Vedere pure i primi segni di saturazione del mercato di tali abomini mi fa sinceramente schifo. A coronare lo schifo ci si mette pure la polemica sul doppiaggio di Oceani 3D, che in Italia è stato affidato ad Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel caso di personaggi del genere, come spesso accade anche con i doppiaggi dei Simpson, l'adattamento italiano viene fatto con *molta libertà* (per usare un eufemismo), con lo scopo di adattarsi più ai doppiatori che ai dialoghi originali.

Lo sconforto è totale. Se posso permettermi di suggerire un'alternativa a questa desolazione, è nei cinema Agora, di Alejandro Amenabar. Io non l'ho ancora visto, ma lo farò a momenti. Storia della prima donna scienziato greca, uccisa da una particolare frangia di cristiani. Anche questo film si porta dietro qualche polemica, ma almeno è interessante. Fralaltro rischiava di non arrivare in Italia, e infatti è in ritardo di un anno, ma finalmente c'è e non sprechiamolo.

1 commento:

Xalira ha detto...

Noooooo io volevo Jacques Perrin! Sono capace di sciogliermi in lacrime ogni volta che ascolto "To be by your side" sui titoli di coda...

Sighsigh