giovedì 24 giugno 2010

Il ritorno al paesello

Ho appena avuto la grama conferma che alcuni dei miei film preferiti lo sono perché sono praticamente *la stessa storia*: giovane in carriera in una grande città torna dopo tanti anni al paesello d'origine che schifava, e ci torna solo perché è appena morto un suo familiare che un tempo schifava, per problemi irrisolti che ora (magie della nostalgia) risolverà. Scena finale: adesso è dura lasciare il paesello per tornare alla carriera.
Topos irrinunciabile: Susan Sarandon nel ruolo della madre, quando non è morta.
Altro topos irrinunciabile: colonna sonora rock/country.

Eccone quattro (se ne conoscete altri, per favore segnalate!):

La mia vita a Garden State (Garden State, 2004)
di e con Zach Braff, con Ian Holm, Peter Sarsgaard e Natalie Portman (e pure un cameo di Jim Parsons/Sheldon di The Big Bang Theory :D)
- Colonna sonora

Scoperto grazie a Bramo (che lo segnalava come film sul rapporto padre-figlio, ma in realtà non è la parte principale della storia, e per questo non lo includerò nella seconda serie di Padri davvero, coming soon :P, così come non vi includerò nessuno dei film citati in questo post).

Una canzone per Bobby Long (A Love Song for Bobby Long, 2004)
di Shainee Gabel, con John Travolta e Scarlett Johansson
- Colonna sonora

Qui il ragazzo in carriera è in realtà una ragazza, la magnifica Scarlett Johansson, e non è nemmeno in carriera perché fatica a laurearsi. La aiuterà il magnifico John Travolta, che oltre a essere un poeta e uno spirito libero, è pure un professore di inglese.

Elizabethtown (2005)
di Cameron Crowe, con Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon e Alec Baldwin
- Colonna sonora

Il punto forte qui è proprio la colonna sonora (sia le canzoni, di cui sono usciti due album, sia la score strumentale originale di Nancy Wilson, moglie di Crowe). Non per niente Cameron Crowe era un critico musicale per Rolling Stone prima di buttarsi nel cinema (con film non proprio sconosciuti: Jerry Maguire, Almost Famous, Vanilla Sky, e Elizabethtown che presentò a Venezia).

Leaves of Grass (2009)
di e con Tim Blake Nelson, con Edward Norton, Susan Sarandon e Keri Russell
- Colonna sonora

Rivelazione dell'ultimo festival di Toronto e ancora non uscito in larga distribuzione (non chiedetemi come ho fatto a vederlo), il film c'entra poco col grandioso poema di Walt Whitman (se non per qualche citazione en passant) e c'entra un po' di più con l'erba che si fuma nell'ameno paesello d'origine di Edward Norton. Norton interpreta due gemelli, quello che insegna inglese al college e quello che spaccia droga e che si finge morto per far tornare a casa il fratello.
Molti lo danno come miglior film dell'anno, ma a me non sembra meglio dei tre film sopracitati, ovvero un bel film, divertente a tratti vagamente commovente.



Un'interessante variazione sul tema potrebbe essere Nuovo Cinema Paradiso, di Tornatore. Ma il protagonista non è ggiovane, e la storia raccontata è in flashback. E comunque il protagonista non schifava il suo paesello. Schifare il paesello è condizione necessaria.

4 commenti:

andrea.bramini ha detto...

Allora alla fine l'hai visto! =)
Be', io te l'avevo detto che il rapporto padre-figli non era la tematica principale ma solo uno dei tempi presenti nel film. Comunque sono contente che, pur tiepidamente, hai gradito.
Comunque come rapporto padre-figlia ci sarebbe il recente The Last Song, che ha il pregio di essere tratto da un libro di Sparks ma il difetto di avere Miley Cyrus come pratagonista :P

Francesco ha detto...

Io Garden State l'ho visto, mo' tu te vedi gli altri tre :P

Comunque, non vedo dove stia il pregio nell'essere tratto da un libro di Nicholas Sparks :P Credo che passerò...

Invece sto meditando di aggiungere un altro film alla lista, anche se è una variazione molto ampia del tema del "ritorno al paesello": Il treno per Darjeeling. Vedi anche quello :P

valentina ha detto...

Quasi quasi può entrare nella categoria anche "La prima cosa bella".. però pure quello è con passato/presente incrociati.

Francesco ha detto...

Uhm, è vero... oddio che bello, "La prima cosa bella", in ogni caso...