sabato 25 dicembre 2010

Il Mereghetti 2011: è arrivato, ma...

...ma cominciano le magagne. Non so se è già successo in passato, ma manca un film. Lo fa notare un tipo oggi sulla pagina facebook non ufficiale di Paolo Mereghetti.

Manca Il cavaliere oscuro. Non è nell'elenco alfabetico, e non è nemmeno fra i film di Christopher Nolan nell'elenco dei registi. In compenso c'è il molto più recente Inception. Urca che svistona...
AGGIONAMENTO: sono anche altri i film importanti che mancano, ma sulla pagina di facebook (stavolta ufficiale) del dizionario 2011 li stanno aggiornando man mano.

Ma io ero venuto a lamentarmi in realtà di un'altra cosa, forse meno grave, ma per chi come me ci ha sbattuto molto la testa in questi anni è importantissima: la lista dei Classici Disney. Nell'anno in cui la Disney fa uscire Rapunzel - L'intreccio della torre bollandolo come suo 50° film (numero che ratifica definitivamente e finalmente la lista dei classici ribadita anche sul sito ufficiale dei Walt Disney Animation Studios), Mereghetti propone una scheda dedicata ai «Classici» (lo scrive fra queste virgolette) ormai completamente sballata, contenente i film misti tipo Mary Poppins e addirittura sequel come T come Tigro e Il libro della giungla 2 (con la scusa che in Italia sono usciti al cinema e non direttamente in cassetta/dvd come capita di solito a questo genere di prodotti), ignorando bellamente i film in computer grafica come Dinosauri, Chicken Little, I Robinson e Bolt, e fermandosi a Mucche alla riscossa (film del 2004... e La principessa e il ranocchio dell'anno scorso?!)

E infine... tutta la sezione della lettera D è piena di macchie di inchiostro...

Che vogliamo fare? Rettifichiamo?

domenica 12 dicembre 2010

Carpe eDiem

Come sanno i miei pazientissimi follower su Twitter da qualche settimana sto crogiolando in una fornace di indecisione ardente e sfrigolante (ma se la fornace sfrìgola, il frigo sfornàciola?).

Io voglio un Apple iPad.

Questo malsano capriccio sta generando una conseguenza tanto semplice quanto diabolica: avrò di tutto, tranne che un iPad.

L'iPad va in giro da circa nove mesi, ma in barba a ogni legge di Moore, pare che non aspetterà il diciottesimo mese prima di diventare obsoleto, perché già ad aprile prossimo verrà surclassato dalla sua seconda generazione. Ora, io non sono tipo che non compra oggi per comprare meglio domani. Se voglio mi serve un robo tecnologico ora, lo compro ora. Può anche uscire domani un nuovo modello, ma io compro il modello che c'è quando lo voglio mi serve. Poi di solito queste belle intenzioni si infrangono come onde sul bagnasciuga dell'indisponibilità economica, ma il principio continua a sussistere: almeno nelle innovazioni tecnologiche io colgo l'attimo.

La nuova generazione di iPad però avrà quasi certamente una piccola grande miglioria a cui io agogno non poco, il Retina Display (attualmente di serie sull'iPhone 4). Questa piccola grande e probabile miglioria è sufficiente a farmi aspettare altri quattro mesi per ottenere il mio oggetto dei desideri.

Ma nuovi dolori si presentano per affliggere il giovane eWerther. In questo periodo sto infatti lavorando nel campo della programmazione di applicazioni per smartphone, con un occhio particolare all'editoria elettronica (ebooks, applicazioni interattive per riviste). Io programmo in Java, il che è molto utile per programmare per sistemi operativi Android (prodotti da Google, che in questo campo è il principale nonché praticamente unico concorrente di Apple). Quindi voglio mi serve un dispositivo dotato di Android e con cui testare i miei ebooks. Un tale dispositivo esiste, e si chiama Samsung Galaxy Tab. Che, come si nota già dal nome, ha il non trascurabile difetto di non essere l'iPad.

Per non rinunciare al mio sogno, avevo ingegnato una scappatoia: iPad per le mie necessità con gli ebooks, e smartphone relativamentelow-cost per le necessità Androidiane, a un prezzo se non minore almeno confrontabile con quello del solo Galaxy Tab. Ma l'iPad l'avrei ad aprile, mentre il lettore di ebook (d'ora in poi e-reader) lo voglio mi serve ora.

Dannazione.

Trovo un'altra scappatoia. Compro ora uno smartphone relativamentelow-cost e un e-reader altrettantorelativamentelow-cost, e poi ad aprile l'iPad. Sì, farò così! E così nelle ultime settimane ho girato e rigirato fra le possibilità di e-reader:

  • Amazon Kindle: 120 €, spese di spedizione dagli USA (in 4 giorni) incluse. Il più figo di tutti. MA non legge gli ebook in formato ePub (lo standard). Ogni conversione fra formati è tanto ardua da non valere il fastidio... né gli 80 € risparmiati.

  • Sony PRS-350 Reader Pocket Edition: 200 €, in vendita in Italia. Molto figo, ha due dizionari monolingua inglese più i dizionari da/a inglese a/da tante lingue fra cui l'italiano. MA in questa versione (la più economica) ha uno schermo da 5'', al contrario dei 6'' degli altri contendenti. L'ho visto da MediaWorld e è davvero piccolo.

  • Leggo IBS: 200 € se lo si prenota entro fine anno ma arriva il 20 gennaio. Abbastanza figo, compatibile con lo store online IBS.it sul quale io mi servo spesso e volentieri da anni. MA non ha i dizionari integrati, ed è solo in prevendita, quindi al di là delle belle parole non l'ha ancora provato sul serio nessuno, il che può essere un rischio.

Al di là dei pro e contro, la soluzione che ho trovato al mio dilemma sembra essere convincente.

Sembra.

Come spesso capita alle dighe che stanno per crollare, tappi una falla con una mano, poi un'altra con un'altra mano, poi un'altra con un'altra mano e ti accorgi troppo tardi che tre mani non ce le hai e la prima falla è tornata scoperta e pronta a esplodere (guardo troppi cartoni animati...). Di falla in falla e di mano in mano questa mia arrampicata sugli specchi per avere un iPad a tutti i costi ha rapidamente superato i "tutti i costi" che credevo di poter sostenere. 200 € per lo smartphone Android, 200 € per l'e-reader, 600 € per l'iPad (volevo il 3G da 16 GB) superano la soglia psicologica delle quattro cifre. E quando si superano le soglie psicologiche, nel bene e nel male le gambe cominciano a tremare (e le dighe a cedere).

E allora forse torniamo all'ipotesi Samsung Galaxy Tab, il cui costo non sembra più così esorbitante, ora che abbiamo conosciuto l'orrore delle quattro cifre. Il Tab infatti costa 700 € (forse da MediaWorld anche un cinquantino in meno).

Il Tab non è affatto male, intendiamoci. Cos'ha in meno dell'iPad:

  • è più piccolo, praticamente la metà. Il confronto in pollici è di 9,7'' (iPad) a 7'' (Tab).

  • non ha il Retina Display

Cos'ha in più dell'iPad:

  • Android

  • la memoria espandibile con SD card fino a 32 GB (poi che le SD card da 32 giga costino 100 euro è un altro discorso...)

  • tutte quelle cose che ho sempre detto che non mi servivano, perciò preferivo l'iPad, ma se ci sono non mi fanno schifo: telefono, fotocamera con flash, e altri dettagli.

Insomma, io ero pronto domani ad entrare da MediaWorld e comprare smartphone e e-reader, e invece adesso si ripropone l'opzione Galaxy Tab. Ci andrei pure a comprarlo. Ma ultimamente ho cambiato idea ogni 24 ore, e potrei farlo ancora. Alla faccia del cogliere l'attimo.



sabato 11 dicembre 2010

#whyiread - #percheleggo

Su Twitter si parla del perché uno si sbatta tanto a leggere libri. Ecco alcuni dei motivi più suggestivi. Alcuni li condivido, altri semplicemente mi piacciono.
Non sono motivi di vanto. Sono risposte ingenue a una domanda ingenua: perché leggi?
[ Nota: non tutti i tweet sono attribuiti. Ho sbagliato a copiare. Troppo tardi. Il sottoscritto blogger si mette a disposizione degli aventi diritto (cit.)]

  1. @3dve: Because the more you know, the more informed you are, the better the decisions you make in life about absolutely everything.

  2. @abcdeeffe leggo perchè di sto Mondo bisogna sempre leggere le istruzioni

  3. @amylibrarian: "Outside of a dog, a book is man's best friend. Inside of a dog, it's too dark to read." -Groucho Marx

  4. @arthur_read8: BECAUSE IT'S SO FUN

  5. @bennylinen: because the mind needs exercise just like the body

  6. @Einaudieditore leggo come antidoto alla noia, alla tristezza, all'insonnia

  7. @Einaudieditore è il modo più piacevole di capire e imparare. E quando ciò accade, la lettura diventa felicità

  8. @Einaudieditore leggo perché una vita sola e una lingua sola non mi bastano

  9. @Finzioni Leggo per legittima difesa

  10. @Finzioni: Per l'immensa possibilità di poter far dire ai libri quello che voglio io

  11. @HarryJPotterr: ...Because I'm not illiterate...And I have an imagination.

  12. @Jabotism: Because I don't want to be a dumbass. #BecauseKnowledgeIsPower

  13. @jasonpinter: As you get older, you realize being that nerdy kid who read all the time was the best thing that could have happened to you.

  14. @KateMessner: Because stories show me who I am...and who I might become.

  15. @paulocoelho: Because words are made of tears / Pq palavras são feitas de lágrimas

  16. @peterstraubnyc: In the old days, to see how people & the world worked; now, for the pleasures, consolations, & shivers of art.

  17. @revistaenie: because inbetween the letters in the blank spaces inbetween the words what you can never read there are hidden all of the secrets

  18. @revistaenie: because sometimes when I read, I read something that changes the way I imagine the world (and I can never go back)

  19. @revistaenie: it is the only way to be someone else while still being yourself

  20. @RobynBradley RT To laugh. To cry. To dream. To learn. To imagine. To feel. To escape. To share.

  21. @StampaSudSpa: Perchè è l'unica terapia di cui posso abusare.

  22. #thingssomepeopledonthave the ability to sit down and read a good book and get your imagination out of this crazy world.

  23. because it helps me sleep. Now going to bed with harry potter and the chamber of secrets. Goodnight :)

  24. I don't want to be average which is#whyiread

  25. I'm afraid that someday I'll be so sick that I can't. #whyiread #whyiwrite

  26. Literature makes me believe in a better place.

  27. My alma mater is books, a good library. I could spend the rest of my life reading, satisfying my curiosity

  28. non mi piace veramente tanto leggere, ma mi piace come mi sento dopo

  29. per avere l'impressione di parlare con un adulto (la maternità logora...)

  30. Per il piacere della narrazione, per il piacere della non narrazione e per quei libri che, meravigliosamente, non dicono nulla

  31. Per non incappare anch'io nella terribile sindrome di Quo (vedi link) http://bit.ly/hm4bRU

  32. Per patire la fame con Arthur Gordon Pym, per vivere le sette generazioni dei Buendìa, per volare con Jonathan Livingston...

  33. Perché non posso permettermi di essere rovinato dai party.

  34. Perché ogni tanto questo mondo mi sta stretto e voglio spiare in quello degli altri.

  35. Perché io possa dire "Ma allora non sono l'unica" di fronte a certe sensazioni.

lunedì 6 dicembre 2010

"Il vilino di Biolly"

E' da tanto (ma tanto) che non faccio un post sulle chiavi di ricerca buffe con cui gli internauti più sprovveduti sono capitati su questo blog. Il che vuol dire che è da tanto (ma tanto) che non scrivo post interessanti. Oggi però sono tornato a dare un'occhiata, e devo dire che un po' mi si è risollevato il morale.

Fino al mese scorso (ottobre) a farla da padrone erano le chiavi di ricerca riguardanti le tracce dell'esame di maturità. La maturità è un cult, mi porto dietro ancora le ricerche dell'esame di due anni fa, oltre a quello scorso. C'è gente ancora interessata a imporsi una riflessione sulla migrazione globale, la comprensione del Deuteronomio, la biblioteca ideale del buon lettore, per tacer del voyage in the dark e le bigottissime failles du numérique.
Altri cult sono le foto del concorso World Press Photo, che fralaltro è da qualche anno che purtroppo non seguo più, il finale di Lost, Sceneggiatura democratica, e (con un pizzico di orgoglio) Avatar che fa cagare.

C'è una particolare ossessione per il gorilla di montagna, protagonista di una delle foto del WPP, a cui non riesco a dare una spiegazione.

Il post su Avatar che fa schifo ammetto di averlo fatto apposta per attirare visite. Missione compiuta.

Sul finale di Lost si raccolgono gli appelli più disperati, come "capire lost", "come muoiono tutti?", o l'apocalittico "l'inizio della fine", e i più folli e irrecuperabili di tutti: "quando arrivera in italia la lost enciclopedia?" e (qui la pena mi porta al pianto) "enciclopedia lost chiarisce".

Ma a novembre il vincitore è solo lui: il Mereghetti 2011. Essendo stato l'unico blog che si torturava nell'attesa dell'uscita del dizionario più amato dagli italiani, da quando è finalmente arrivata la conferma dell'uscita le visite al blog sono schizzate come non mai.
Anche qui, ammetto di averlo fatto apposta.

Infine, volevo fare un saluto e dare un forte abbraccio al povero dislessico che ha cercato questo blog usando come chiave di ricerca "il vilino di biolly". Coraggio.