martedì 21 giugno 2011

Gli occhi e il buio [Romanzi a fumetti Bonelli #2]



Recensione mia del 9 novembre 2007 da La Tana del Sollazzo. Il libro l'ho riletto ora, e le mie impressioni non si discostano molto da quelle di quattro anni fa. Quindi... crosspost! :P
Gli occhi e il buio è la storia di un pittore italiano degli inizi del secolo, Alessandro Simonetti, che si ritrova coinvolto in un incidente d'auto (già all'epoca...) con la sua futura sposa Luisa. Nell'incidente Luisa muore e Alessandro si salva. Mentre la sua amata gli muore fra le mani, lui scorge un bagliore nei suoi occhi, una strana croce bianca. Alessandro si convince che quella sia l'Anima, e ossessionato da questa idea, vota la sua vita alla rappresentazione di essa. Da ritrattista classico quale era, infatti, comincia a disegnare questo bagliore, creando disegni che ben si inseriscono nella nascente pittura futurista. Ma quel bagliore è fuggevole, ha bisogno di rivederlo per disegnarlo bene, e può rivederlo solo negli occhi di chi muore di morte violenta. Di lì a diventare serial killer il passo è breve.
Alle costole di Alessandro c'è il commissario De Vitalis, giovane e ambizioso e proveniente dall'innovativa scuola di investigazione che prende piede in quegli anni, e che teorizzava i metodi di indagine che oggi siamo abituati a vedere in serie tv tipo C.S.I.. Ma Alessandro è ben protetto dal suo mecenate, il padre della sua perduta sposa, e ben determinato nella sua missione di disegnare l'anima degli uomini, e per De Vitalis le indagini non saranno una passeggiata.
Sullo sfondo di questo tipico romanzo poliziesco, Simeoni dipinge una bellissima Milano (e anche un po' di Parigi, all'inizio), curata in ogni dettaglio, regalandoci ogni tanto anche qualche bella vignetta panoramica dall'alto, sul duomo, sui navigli, ecc., e la stessa cura la riserva ai costumi. La storia è inoltre ricca di precisi riferimenti storici (sia la storia che i dettagli dei disegni), che donano credibilità e forza a questo racconto che non è certo tipico del pubblico bonelliano.
Il personaggio di Alessandro è protagonista e si vede. La sua ansia e la sua ossessione sono palpabili nelle sue parole (e nelle sue didascalie dove funge da narratore) e nelle espressioni del suo viso e anche del suo corpo (quando è solo nella sua camera a dipingere, si dimena in maniera assurda, slanciato come il "guizzo" che lo ossessiona), in bilico fra la lucidità del suo racconto e la follia dei suoi intenti (stesso dissidio dei più noti serial killer che lo hanno preceduto e a cui l'autore si è ispirato, uno su tutti Jack lo squartatore).
Gli occhi e il buio è un vero e proprio romanzo, e la cura maniacale con cui è stato costruito (oltre ai disegni veramente splendidi) mi costringe ad amarlo, e a sperare che la stessa cura verrà riversata nei prossimi "romanzi a fumetti" Bonelli, facendo di questa serie non solo un esperimento ma un vero e proprio formato che nulla abbia da invidiare alle graphic novel d'oltralpe e d'oltreoceano.

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