sabato 23 luglio 2011

Amy Winehouse (1983-20... no, non ci riesco)


Dire che sono sconvolto non rende l'idea. Dire che in questi anni mi ha fatto rabbia vedere che le sue condizioni non accennavano a migliorare, e che il suo nuovo album si faceva sempre più improbabile, non rende l'idea. Poi qualche settimana fa quel video disarmante del concerto di Belgrado e l'annullamento del tour. Pensare che fosse una morte evitabile, e invece per molti solo questione di tempo, è insopportabile.
Dicono che sia già accaduto per molti artisti che oggi sono leggende. Una leggenda è molto più rassicurante quando appartiene al passato. Il vuoto del presente non è colmato dalla promessa dell'eterno ricordo. Il mito oggi è una magra consolazione.
Non trovo pace, stasera. Cerco commenti, ricordi, articoli, video che riesumino tutto il buono di Winehouse artista, nella speranza di trovare ogni volta qualcosa di nuovo, indizi che la sua vita non è ancora finita. La speranza di un bis, che quel "buona notte" sia una finta, che c'è dell'altro, perché non è possibile che sia finita. Lo spettacolo deve continuare, e senza di lei non può. Qualcuno la chiami, le dica che è di scena. Il pubblico rumoreggia, è troppo tempo che aspettano. Qualcuno la salvi, presto.

Riguardo questi vecchi live. Sono tutti troppo corti. Trovo questi altri, e altri ancora, ma sempre corti. Cerco ciò che ne scrissi io, ma è un'inezia vergognosa. Cerco foto e articoli, ma non sono mai abbastanza
Mi dicono che devo lasciarla riposare in pace... quando mai un artista ha riposato in pace? Qual è l'artista il cui pubblico è sazio? No, che canti ancora. Forza e coraggio.

edit i tributi di Adele e Russell Brand.

Nessun commento: