sabato 2 luglio 2011

In una stanza sconosciuta, di Damon Galgut

Se escludiamo i fumetti.
Se escludiamo i racconti.
Se escludiamo le poesie.
Se escludiamo i pamphlet da trenta pagine.
In una stanza sconosciuta di Damon Galgut è il primo libro che leggo da capo a piede in versione elettronica.
L'occasione me l'ha fornita l'editore, Edizioni e/o, che ha pensato bene di mostrare a chi fosse interessato (come me) la cura che ha riposto nei suoi primi ebook (ne hanno una quarantina, al momento). Gli interessati li ha raccattati su Twitter, e gli ebook glieli ha dati aggràtise. Io che amo Twitter, amo gli ebook, e passionalmente amo l'aggràtise, mi sono tuffato a pesce in questo vortice di amori inarrestabile.

Il libro l'ho scelto affidandomi solo alla trama. Nemmeno. Alla prima riga della trama. Cioè, alle sole parole "giovane viaggiatore solitario". E "giovane" non era nemmeno necessaria. Per queste tre parole ho rinnegato Jean Claude Izzo, Eric-Emmanuel Schmitt e Laurence Cossé, che avevo in lista d'attesa da moooolto tempo.
Insomma, avevo voglia di riprendere dopo tanto un bel libro di viaggi. Ma quello che mi sono trovato in mano è qualcosa di un po' diverso.
Sul sito di Backpacker.it, che seguo con invidia da un bel po', solo oggi a lettura finita ho trovato questo libro fra quelli consigliati, e mi ha colpito questo commento: "La strada è fatta di incontri e di persone soprattutto". Sacrosante parole, però...
Il racconto di Galgut parla di persone soprattutto, tendendo a sacrificare (non completamente, sia chiaro) il fascino della descrizione, il rapporto del viaggiatore con il posto nuovo e sconosciuto.
Il libro contiene tre racconti indipendenti, cronache di tre particolari incontri avuti dal protagonista/autore Damon durante tre diversi viaggi. Sul perché i tre incontri siano particolari non sto neanche a perdere tempo a spiegarlo, sennò non c'è gusto.
Perderò tempo invece a sottolineare quanto siano stati difficili, per il protagonista. La magia del viaggio è sotterrata dalle difficoltà non tanto logistiche dello spostamento da una nazione all'altra, quanto caratteriali di questi tre personaggi particolari e impenetrabili. Tanto impenetrabili eppure tanto sconvolgenti per il povero Damon, letteralmente in balìa di questi nuovi compagni. Lo si intuisce anche dai titoli dei tre racconti: "Il seguace", "L'amante", "Il custode". [edit no, in realtà non si capisce... si capisce dopo...]

Nella scrittura del libro si nascondono perle di saggezza inaspettate. Viaggiare probabilmente aiuta a capire come va il mondo, come funzionano le persone, e Galgut deve aver imparato molto a riguardo, perché gli aforismi che spesso chiosano i paragrafi del suo racconto sono potenti e illuminanti. Confonde invece la scelta del narratore, che è a volte in prima persona al passato e altre in terza persona all'indicativo. La causa di questa miscela di narratori sta nell'intento "memoriale" del racconto. Queste storie sono ricordi dell'autore stesso, e spesso e volentieri l'autore ritiene opportuno ricordare in prima persona le sensazioni di quel momento, soprattutto quelle più sfocate, o quelle più dolorose. Altre volte indica il suo personaggio con un semplice, ma dalle implicazioni complesse, "lui". Assurdo. Commovente, a volte.

Due parole sull'aspetto tecnico dell'ebook. Non avevo avuto esperienze fortunate con i primi ePub, e nella maggior parte dei casi, quando valevo la pena, mi sono messo a rifarli io, aggiustando i font, i titoli dei capitoli, gli indici, prefazioni, postfazioni, colophon, frontespizi e robe tipografiche varie. Non so se è finalmente diventata una cosa standard, ma questo ebook delle Edizioni e/o è un bijoux, perfetto, come un ebook deve essere per non farti rimpiangere i libri di carta. Anzi, sono andato a sbirciare il codice per vedere le ragioni di tanto ordine e bellezza calma e voluttà.
Qualche minimo problema di compatibilità si è verificato con l'app che uso, Aldiko per Android, che non mi faceva vedere le pagine che dividevano i tre racconti, quelle con solo i titoli. Ma, voglio dire, non mi attacco a problemi di compatibilità, ché siamo ancora in fasi pionieristiche di standardizzazione e si guarda già a EPUB 3, inutile farsi troppe pippe sulla compatibilità di formati già obsoleti.

Se ci vogliamo lamentare di qualcosa, questo qualcosa è per forza il prezzo. Io sono di quelli che più di 3 euro per un ebook non li vuole pagare. Questo in particolare viene 12,99 €, e siamo sulle 200 pagine. Stesso prezzo anche per l'altro libro che volevo comprare subito dopo, La libreria del buon romanzo, di Cossé. Così non va. Certo sono libri "nuovi" (Galgut è uscito tre mesi fa, Cossé un anno prima), e costano meno della loro versione cartacea (18 euro). Se poteva avere senso in passato aspettare un anno o due per un'edizione economica sotto i dieci euro, con gli ebook la cosa avrebbe del ridicolo. E' ovvio che il prezzo non dipende dal formato. Sia chiaro che il "problema" è questione generale, non solo di e/o. E ci sono anche solide ragioni a giustificare il prezzo alto degli ebook. Ma l'omino nel cervello poi mi dice "Allora a che pro comprare l'ebook? Compra il libro di carta, tanto costa praticamente uguale!". E che gli rispondo.
Gli rispondo di googlare "ebook price", e farsi un'idea da sé.

Per non parlare dei DRM. Non ne parliamo va, che potrei dire cose compromettenti.

Nell'attesa che i prezzi calino e che i DRM diventino leggenda, mi sa che l'estate la passerò a leggere grandi classici della letteratura occidentale in inglese, disponibili gratis un po' ovunque.

Intanto rimetto a caricare il Tab, che con due ore di lettura si beve mezza batteria...

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