domenica 12 febbraio 2012

The River #pilotwatching [aggiornato]

Oggi inauguro i post con gli hashtag nel titolo, quindi scusatemi se rompo qualcosa (Google Reader, G+, Twitter, le scatole).



Questo è un prodotto strambo. E' l'ennesimo erede di Lost. E' l'ennesimo telefilm prodotto da Steven Spielberg. E' horror. Va in onda sulla ABC. Insomma, poca originalità e contraddizioni produttive. Eppure è fra le cose più interessanti di quest'anno.
L'anno scorso, sarà stata la fresca dipartita di Lost, pareva che la TV americana non riuscisse più a fare nulla di decente. Tanti emuli di Lost, e tanti fallimenti. Quest'anno, sarà che ci siamo messi il cuore in pace, spuntano tante nuove serie e tutte molto interessanti.

Non c'è nulla che mi possa interessare meno di Paranormal Activity, e l'horror in generale. Ma dietro The River c'erano Spielberg e la ABC, per cui mi sono un po' rassicurato e ho proceduto con la visione di questa serie. Male ho fatto ad abbassare le difese, perché The River fa seriamente spavento. Certo lì fuori c'è qualcuno più svezzato di me all'horror, e questo gli sembrerà una passeggiata anche un po' ridicola.
Oltre quest'aspetto c'è però una splendida confezione: la storia è ambientata in Amazzonia ma è girata alle Hawaii, e si sente tanto ma tanto profumo di Lost. Anche la fotografia, a differenza di altri pur belli eredidiLost (tipo Once Upon a Time e Alcatraz), pare beneficiare di maggiori risorse e risultare più credibile e suggestiva. A parte il prologo iniziale le scene sono tutte girate in acqua, e questo oltre a richiedere uno sforzo produttivo immane (a troupe e attori) contribuisce alla tensione. Finora la paura viene dal paranormale, ma io ho seriamente avuto terrore che spuntassero dei coccodrilli da un momento all'altro.
Ecco, il paranormale. La storia va subito a parare lì, a partire dallo slogan dello show (e del meta-show interno): "There is magic, out there". La magia si rivela molto poco metaforica. Fantasmi e possessioni spiritiche assediano il nostro intrepido gruppo di avventurieri, senza lasciar loro scampo, senza permettere neanche qualche ora di riposo notturno.
Gli avventurieri. Chi sono? Sono una famiglia (buoni), una troupe di documentaristi televisivi (bastardi), e meccanici (spagnoli). Azzeccato il cast, anche se finora la simpatia va solo ai buoni. I bastardi e gli spagnoli dobbiamo conoscerli meglio, sennò rimarranno tali.

Mi accorgo di non aver raccontato la trama. Beh, fa niente. La serie è iniziata martedì 7 febbraio sulla ABC, che ha mandato in onda i primi due episodi, quindi tenetevi pronti a una novantina di minuti di terrore.
Personalmente sono molto soddisfatto e stupito. Certo, ho paura ad andare avanti. Ma non la solita paura che scenda di qualità. Paura paura.

aggiornamento Per la versione italiana di The River bisognerà attendere il mese prossimo. La serie è stata acquistata da Sky che la manderà su Sky Uno (non Fox? Chissà perché...)

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