Visualizzazione post con etichetta awards. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta awards. Mostra tutti i post

mercoledì 27 febbraio 2008

Le foto più belle dell'anno

Un anno fa ero meno rilassato di quest'anno. Dovevo preparare un esame che ritenevo essere la mia croce. Era l'esame di teoria e tecnica dei linguaggi fotografici. Una dettagliata cronaca di quei terribili momenti (durati tre anni) è disponibile nel mio vecchio journal su deviantArt. Cercando quindi ispirazioni fotografiche scoprii che esisteva il World Press Photo, una fondazione che promuove la fotografia giornalistica d'autore e la premia ogni anno, decretando oltre alla da tutti considerata "foto dell'anno", anche altre foto e servizi fotografici di varie categorie. L'anno scorso feci una selezione di quelle che mi colpirono di più e la postai su La tana del sollazzo. E per fortuna che parlai lì di quelle foto, perché adesso sul sito quelle dell'anno scorso non sono più accessibili. Ma ci sono quelle di quest'anno. Me le stavo scordando, ma poi il precedente post sull'Anno Internazionale della Patata, con quella bella foto in home page, me lo ha fatto tornare in mente.
E quindi dopo aver fatto la lista delle parole più belle del mondo, passiamo alle foto più belle dell'anno, in una selezione che rispecchia la mia bassa competenza in campo fotografico, ma tant'è. Il link per vederle tutte l'ho messo, non voglio sentire lamentele...



TUTTE LE IMMAGINI SONO PRESE DAL SITO DEL WORLD PRESS PHOTO, SONO DI PROPRIETA' DEGLI AUTORI O DELLE AGENZIE E COPERTE DA COPYRIGHT. E' MOSTRATA SOLO UNA SELEZIONE DELLE IMMAGINI VINCITRICI DEL CONCORSO.



Missili da Gaza a Israele, di Emilio Morenatti (Spagna)


L'assassinio di Benazir Bhutto, di John Moore (USA)


Missione di ricerca di soldati scomparsi, Iraq, di Mike Kamber (USA)


Battaglione in Afghanistan, di Tim Hetherington (UK)


Violenza in Colombia, di Francesco Zizola (Italia)


Dal portfolio a tema sportivo di Fei Maohua (Cina)


Praticanti indiani di yoga, di Tomasz Gudzowaty e Judit Berekai (Polonia/Ungheria)


Bambini cacciatori negli Stati Uniti, di Erika Larsen (USA). Tutto il servizio fotografico sui bambini cacciatori è stupefacente. Testi e interviste ai bambini. Scansioni del magazine committente "Field&Stream".


Evacuazione di gorilla di montagna morti in Congo orientale, di Brent Stirton (Sudafrica)


Torez, città mineraria ucraina, di Carolyn Drake (USA)


Rituali del culto di María Lionza, Venezuela, di Cristina García Rodero (Spagna). Pesante tutto il servizio (scarica pdf dal sito della Magnum).


L'avorio artico - Caccia al narvalo a Nunavut, Canada, di Paul Nicklen (Canada). E io che credevo che gli unicorni fossero animali leggendari...


Vita sull'orlo, Oceano Artico, di Paul Nicklen (Canada)

lunedì 11 febbraio 2008

They tried to make me go to rehab, I said NO.

Amy Winehouse è stata la maggiore vincitrice dei Grammy Awards la cui premiazione è avvenuta ieri a Los Angeles. Solo che lei in L.A. non è potuta andarci, gli Stati Uniti le hanno negato il visto d'ingresso per i suoi noti problemi di droga. Si è però esibita in collegamento da un pub di Londra, e all'annuncio dei suoi premi si è anche commossa (non l'avrei mai pensata capace di farlo, tanto è "maledetta"...).
Come dice il titolo di questo post, che è poi l'incipit della sua canzone che ha vinto tre Grammy, volevano mandarla in riabilitazione ma lei ha risposto con un cortese diniego... infatti adesso non se la passa bene: dietro la cortina del successo i problemi si moltiplicano e le danno l'aria da artista maledetta. Beh, visto che lei in riabilitazione non ci vuole andare a noi poveri ascoltatori non ci rimane che goderci le sue canzoni e sperare che ci vada da sola in rehab.
Devo dire che sto ascoltando il suo album da mesi e mi ha favorevolmente colpito il fatto che abbia avuto tutto questo successo con il suo R&B arricchito da coretti vintage... o forse il successo l'ha avuto solo grazie al gossip e alla canzone dell'omonimo album Back to black, che è la canzone meno "di genere". Fatto sta che nonostante il recupero di vecchie sonorità e le variegate influenze (persino melodiche e reggae!) è un ottimo album del quale non delude neanche una canzone, e sono contento che l'interprete oltre ad avere una bella voce nera sia anche autrice.
E poi è nata il mio stesso giorno, il 14 settembre! Di due anni prima però...
Questo mi ricorda che devo compilare una lista delle persone nate il mio stesso giorno... un'anticipazione: Franco Califano.