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giovedì 21 agosto 2008

Turbinator

Turbo ormai è un cane di mondo. Non torna mai a casa, fa giusto un paio di abbaii quando ci incontra mentre siamo in auto, dall'altra parte del paese. Si ricorda.
Però nel frattempo la nostra vicina di casa stamattina alle 7 si è attaccata al citofono e urlando e piangendo come una pazza ci ha riferito che il buon Turbo ha sterminato le sue 11 galline.

Inoltre.
Mio padre espone con fierezza una bandiera del Vaticano sul suo esercizio commerciale. Solo che da qualche mese è a brandelli ed è ormai irriconoscibile. Qualche simpaticone "amico" di mio padre ha pubblicato un articolo satirico sul tema, sul "giornale" locale autoprodotto.

Non ho parole...

domenica 20 aprile 2008

In Pegnato

Sono stato impegnato.

No, non è vero. Non ho avuto internet, ecco perché non ho lasciato nessun nuovo post da dieci giorni a questa parte.

E quando ho avuto internet non ho avuto l'alimentatore del mio portatile, l'ho dimenticato all'università, in una stanza chiusa a chiave per fortuna (ma per lo stesso motivo ho dovuto fare i salti mortali per recuperarlo).

In questi dieci giorni ne sono successe di cotte e di crude. Ho studiato, visto film, avuto notizie pixarose, letto fumetti e libri, perso cani, avuto nonni malati, ecc... Sui nonni glissiamo, partiamo dai cani.

Ve lo ricordate Turbo Supertramp? Beh, è Supertramp veramente, quella che credevo fosse una fuitina una tantum è diventata una filosofia di vita. Ormai Turbo non è mai a casa, è sempre in viaggio. Fa cose, vede gente, va in discoteca. Non mi meraviglierei se si incontrasse tutte le sere con un gruppo di randagi bohémiens a scrivere poesie e bere assenzio e cantare tutta la notte. Poi ogni tanto torna a casa, la domenica, giusto per far vedere che è ancora vivo, rimane un pomeriggio e poi riparte.

Prosegue a rilento la lettura del mattone di Stephen King L'ombra dello scorpione. Devo supporre che sia normale che, in un libro di 1000 pagine, nelle prime 200 non accada circa NIENTE. Speriamo in seguito. Nel frattempo, per intrattenermi un po' (visto che King per adesso non lo sta facendo) mi sono dato alla lettura intensiva di fumetti. Fumetti che non avrei mai pensato di leggere. The Sandman e Fables, rispettivamente di Neil Gaiman e Bill Willingham, fumetti americani, già usciti da un bel pezzo, già celebri. Io piano piano tento di recuperarli, approfittando delle costose e zeppe di errori edizioni Planeta-DeAgostini. Oh, sono belli forte... anzi, "belli fes" come ho sentito dire da un tizio in una lingua a me sconosciuta.

Sulle notizie Pixarose ho un grande annuncio da fare. Ma proprio grande. Purtroppo non scriverò più su questo blog le notizie sulla Pixar (almeno che non siano talmente grandi da comprendere un interesse popolare più che settoriale)... perché le posterò su un altro blog, ad hoc.

Introducing
PIXAR ITALIA!
http://pixaritalia.blogspot.com

Con l'alto obiettivo di diventare il riferimento italiano per ogni cosa che sia Pixar, questo blog conterrà ogni sorta di minima sciocchezzuola che pur indirettamente riguardi i gloriosi studios di Emeryville, California. Speriamo che vada bene e non si disarcivescovizzi come rischiava di disarcivescovizzarsi nell'òpò questo blog :)
E visto che questo blog d'ora in poi abbandonerà l'ossessione Pixar, è tempo di cambiare il trailer che campeggia sulla cima della colonna di destra...

domenica 30 marzo 2008

Turbo Supertramp

Aveva voglia di esplorare il mondo, Turbo. Un giorno (l'altro ieri) è partito. Si è fatto il giro del balcone, ha trovato le scalette per scendere, è uscito dal giardino e si è ritrovato in strada. Invece di correre verso la luce si è incamminato verso il lungo stradone dissestato privo di lampioni a illuminarlo, periglioso financo per gli uomini.

Lungo il suo cammino avrà incontrato le baracche dove vivono ghettizzati gli immigrati, avrà incrociato le automobili degli ubriaconi che tornano a casa a notte fonda. Poi avrà notato sulla destra il maneggio dei cavalli. Non ne aveva mai visti. Avrà sentito abbaiare i cani in lontananza, chiedendosi dove fossero, non riuscendo a vedere niente se non quel poco che la lna illuminava attorno a lui.

Un incrocio. Ancora una volta da un lato la luce, dall'altro il buio. Stavolta è andato verso la luce.
Avrà girato e rigirato senza sapere dove andare, avrà cenato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore, tu come stai... tu cooome stai... tu come vivi, come ti troooov... ehm, scusate. Si sarà trovato un posto dove accucciarsi e dormire, o impaurito avrà vagato finché l'alba non è sopraggiunta? Ad ogni modo l'alba sopraggiunse. Per un altro giorno intero avrà vagato, stavolta con la paura di non riuscire più a tornare a casa, e poi...

Poi basta, mia madre l'ha ritrovato ieri sera davanti a un ristorante. Avrei continuato a raccontare la storia, ma devo uscire.

sabato 19 gennaio 2008

Cani e padroni di cani

Cani e padroni di cani,
posso stringervi le mani molto forte
in uno strumento di tortura e di morte?
Perché ho appena pestato una merda di cane
che ora è un tutt'uno con le righine
delle suole delle mie scarpe sportive nuove.
by Elio & LST
Uno torna a casa dopo una faticosa settimana universitaria e dopo un tremendamente più faticoso viaggio di ritorno multi-mediale (nel senso che ho usato molti mezzi... di trasporto), entra in bagno e trova lui, il tizio nella foto (foto di bassa qualità, dato l'alzheimer fulminante che mi colpisce solo quando ho in mano macchine fotografiche, e dato che la macchina fotografica in questione è semplicemente un cellulare).
La canzoncina di Elio che ho citato in apertura ha un tono aspro, ma è stata la prima a cui ho pensato quando ho visto quel cane.
Insomma, è un cucciolino come non ne avevo da anni, quando li sfornava a profusione la mia vecchia pastora tedesca, cagna di facili costumi rinomata per tutto il quartiere. Il cucciolino in questione, che mi pare che ancora non abbia nome ma le tremente Sorellidi provvederanno presto, temo... un brivido di terrore mi percorre la schiena a ripensare al nome che diedero alla micia... Kitty. I nomi con cui chiamavo i gatti IO invece erano forse non più originali, ma sicuramente più sinceri: una lo chiamavo Micia, perché era la quintessenza della femminilità felina, un altro lo chiamavo Eddài per via del fatto che ogni volta che mi ci avvicinavo lui scappava e io gli urlavo dietro "E dai! Vieni qua!".
Il cane invece come lo chiamerò? A prima vista pensavo di chiamarlo Linguetta dacché molte volte me l'ha mostrata nel giro di pochi minuti, però chiamare un cucciolo con un nome vezzeggiativo è tanto patetico quanto chiamare un gatto Kitty, perciò eviterò. Come al solito, la famiglia lo chiamerà con un nome orrendo, mentre io non lo chiamerò affatto. Come insegnava PKNA le cose uniche non hanno bisogno di nomi. E, aggiungo io, soprattutto quando non parlano.
Spero che non mi odierà quando si renderà conto che mi potrà vedere solo nei weekend...