Ieri c'è stato un blackout, per cui senza l'affidamento della tecnologia ho potuto riprendere maratone "cartacee" che avevo abbandonato da troppo tempo.
Un uomo perde la memoria, ha un tatuaggio a forma di sigma sul torace e si è risvegliato all'esterno di una misteriosa enorme struttura verticale. Una squadra di miliziani lo accerchia e lo conduce all'interno. L'interno è La Città, un luogo dove vivono migliaia di persone sopravvissute a chissà quale catastrofe planetaria. La società della Città è strutturata in caste gerarchiche. Al livello zero ci sono i disgraziati, ai livelli intermedi ci sono i lavoratori specializzati, poi le famiglie, più su gli scienziati e gli intellettuali, e in cima l'élite. Ogni persona ha diritto di accedere solo a determinati livelli, vigilati incessantemente da un circuito chiuso governato da chissà chi. Il nostro eroe però pare invisibile alla viglianza, e riesce a vagare dove vuole, in cerca di indizi della sua identità. A ogni nuovo livello qualcuno lo riconosce e lo chiama con un nome diverso. La soluzione del suo enigma sta in cima alla Città...
Nella rilettura di Sighma spuntano riserve che la scorsa volta (il lontano 2008) non mi avevano turbato. L'introduzione a questo volume illustra perfettamente le storie di fantascienza da cui Paola Barbato ha attinto senza pudore per questo suo romanzo. Ma non è questo il difetto, a me gli omaggi, soprattutto così onnicomprensivi, piacciono tanto. Il difetto sono gli spiegoni (inevitabili), il doppiogioco a oltranza, il didascalismo morale banale.
L'idea è anche suggestiva, e gli ottimi disegni altrettanto. Ma la suggestione di questo mondo postapocalittico si smorza quando cominciano a imporsi i personaggi, brutti.
E' un romanzo molto articolato, gli va dato atto e lo apprezzo. Apprezzo anche la celebrazione del "in medias res" (rimane misterioso il prima e, soprattutto, il dopo). E' costante però una sensazione di mitismo forzato, di personaggi più importanti di quello che sono davvero.
Deluso, e affamato di nuova fantascienza.
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domenica 5 febbraio 2012
Sighma [Romanzi a fumetti #3]
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martedì 21 giugno 2011
Gli occhi e il buio [Romanzi a fumetti Bonelli #2]
Recensione mia del 9 novembre 2007 da La Tana del Sollazzo. Il libro l'ho riletto ora, e le mie impressioni non si discostano molto da quelle di quattro anni fa. Quindi... crosspost! :P
Gli occhi e il buio è la storia di un pittore italiano degli inizi del secolo, Alessandro Simonetti, che si ritrova coinvolto in un incidente d'auto (già all'epoca...) con la sua futura sposa Luisa. Nell'incidente Luisa muore e Alessandro si salva. Mentre la sua amata gli muore fra le mani, lui scorge un bagliore nei suoi occhi, una strana croce bianca. Alessandro si convince che quella sia l'Anima, e ossessionato da questa idea, vota la sua vita alla rappresentazione di essa. Da ritrattista classico quale era, infatti, comincia a disegnare questo bagliore, creando disegni che ben si inseriscono nella nascente pittura futurista. Ma quel bagliore è fuggevole, ha bisogno di rivederlo per disegnarlo bene, e può rivederlo solo negli occhi di chi muore di morte violenta. Di lì a diventare serial killer il passo è breve.
Alle costole di Alessandro c'è il commissario De Vitalis, giovane e ambizioso e proveniente dall'innovativa scuola di investigazione che prende piede in quegli anni, e che teorizzava i metodi di indagine che oggi siamo abituati a vedere in serie tv tipo C.S.I.. Ma Alessandro è ben protetto dal suo mecenate, il padre della sua perduta sposa, e ben determinato nella sua missione di disegnare l'anima degli uomini, e per De Vitalis le indagini non saranno una passeggiata.
Sullo sfondo di questo tipico romanzo poliziesco, Simeoni dipinge una bellissima Milano (e anche un po' di Parigi, all'inizio), curata in ogni dettaglio, regalandoci ogni tanto anche qualche bella vignetta panoramica dall'alto, sul duomo, sui navigli, ecc., e la stessa cura la riserva ai costumi. La storia è inoltre ricca di precisi riferimenti storici (sia la storia che i dettagli dei disegni), che donano credibilità e forza a questo racconto che non è certo tipico del pubblico bonelliano.
Il personaggio di Alessandro è protagonista e si vede. La sua ansia e la sua ossessione sono palpabili nelle sue parole (e nelle sue didascalie dove funge da narratore) e nelle espressioni del suo viso e anche del suo corpo (quando è solo nella sua camera a dipingere, si dimena in maniera assurda, slanciato come il "guizzo" che lo ossessiona), in bilico fra la lucidità del suo racconto e la follia dei suoi intenti (stesso dissidio dei più noti serial killer che lo hanno preceduto e a cui l'autore si è ispirato, uno su tutti Jack lo squartatore).
Gli occhi e il buio è un vero e proprio romanzo, e la cura maniacale con cui è stato costruito (oltre ai disegni veramente splendidi) mi costringe ad amarlo, e a sperare che la stessa cura verrà riversata nei prossimi "romanzi a fumetti" Bonelli, facendo di questa serie non solo un esperimento ma un vero e proprio formato che nulla abbia da invidiare alle graphic novel d'oltralpe e d'oltreoceano.
Un poema epico di
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sabato 11 giugno 2011
Dragonero [Romanzi a fumetti Bonelli #1]
Dopo quattro anni ho voluto rileggere questo librozzo. L'occasione è data dal post precedente, che auspicava che io parlassi di tutti i Romanzi a fumetti Bonelli su questo blog. E siccome avevo una voglia boia di leggere l'ultimo uscito, ho pensato di considerarlo un incentivo a rileggere prima i quattro romanzi precedenti.
Dragonero è una storia fantasy. Sarebbe meglio dire che è una zuppa non solo di stilemi fantasy collaudati ma proprio di idee prese pari pari dalle saghe più celebri (Il Signore degli Anelli, Shannara, George R.R. Martin). Questo libro a un esperto di fantasy potrebbe quindi arrivare a provocare eritemi cutanei e irritabilità persistente. Io che non sono molto esperto l'ho tollerato. Ma se persino io che non sono esperto ho notato le "somiglianze", siamo messi bene...
Ma basta con l'acredine. Ho sputato veleno su questo primo Romanzo Bonelli per quattro anni, dal giorno in cui è uscito fino a ieri. Oggi invece l'ho riletto, in un due-tre ore, e non mi ha fatto troppo schifo. Anzi mi è discretamente piaciuto. A onor del vero ho dovuto concentrarmi: rileggere il preambolo più e più volte, ricontrollare tavole già lette, fermarmi a riflettere sul perché i personaggi stanno andando dove stanno andando e che fine hanno fatto gli altri. Lettura attiva, insomma. Oh, dio la benedica, la lettura attiva. Però non è che i fumetti Bonelli l'avessero mai richiesta, prima d'ora... il mio smarrimento iniziale, quattro anni fa, è più che comprensibile.
La storia racconta dell'impero di Erondàr, minacciato improvvisamente da un nemico che si credeva sconfitto. Un nemico che invece sconfitto non lo era e che, zitto zitto, è andato a risvegliare demoni più grossi di lui, mettendo a rischio l'esistenza di tutte le creature di Erondàr. Con questo nuovo e irresponsabile potere il nemico crea un esercito di fantazombie (che una volta erano elfi, pace all'anima loro) e minaccia di invadere le tranquille terre dell'Impero facendo breccia nel gigantesco Vallo, una grande muraglia eretta a nord a difesa delle terre dei giusti dalle minacce zombesche. Una compagnia di prodi si attiva per evitare l'apocalisse. C'è il mago Alben, la tecnocrate Myrva, l'ex soldato Ian (il protagonista, l'erede degli Uccisori di Draghi, che ora vive ritirato in campagna) e il suo amico orco Gmor, la monaca guerriera Ecuba, e la piccola elfa botanica Sera. Insieme andranno a cercare gli ingredienti per il grande incantesimo che dovrebbe risigillare il Male negli abissi da dove è risorto, ma si scontreranno con un Male ancor più inaspettato. Tutto sembra perduto, ma alla fine non c'è nulla che non sia pane per i denti degli eroi, che dall'alto delle loro epiche gesta narrate in questo romanzo saranno pronti dall'anno prossimo a vivere nuove, mensili, avventure. Infatti dopo una prima ipotesi di un sequel di Dragonero, sempre nella collana dei Romanzi a fumetti Bonelli, si è invece deciso di usare questi personaggi e questo setting per una nuova serie regolare, in partenza nel 2012.
Sono felice di aver rivalutato in positivo questo romanzo, che finora consideravo la pecora nera, il falso inizio, della serie dei Romanzi a fumetti Bonelli. Ora posso esporlo con orgoglio insieme ai suoi fratelli :)
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martedì 7 giugno 2011
Romanzi a fumetti Bonelli: graphic novel a orologeria
Nel 2006 la Bonelli, storico editore milanese di fumetti, ha ripreso una tradizione che aveva abbandonato da anni: pubblicare fumetti autoconclusivi, volumi individuali contenenti una lunga storia completa con personaggi inediti.
Uscirono due volumi (a novembre 2006 e luglio 2007) per una nuova collana chiamata "One Shot". Si intitolavano Il legionario (di Stefano Piani e Renato Polese, storia ambientata nel Marocco sahariano nel '25) e Bandidos! (di Gino D'Antonio e Renzo Calegari, una classicissima storia western).
Saranno passati forse sottotono, ma io me li sono persi. E, essendo la Bonelli un editore da edicola e non da libreria, non è molto agevole recuperarli. Per questo è un editore a orologeria. Tempo un mese e scompaiono dagli scaffali. Poi non ti rimane che eBay.
Contemporaneamente è in lavorazione anche un'altra serie, che non si capisce quanto sia legata a One Shot, ma di fatto si configura come differente. Probabilmente ci sono state modifiche in corso d'opera, ma l'opera si sarebbe poi assestata con il nome e il formato dei Romanzi a Fumetti Bonelli, dotati anche di orribile logo:
Il formato prevede una storia lunga di circa 300 pagine, di generi e autori sempre diversi, e una grafica di copertina uniformata e riconoscibile (anche grazie all'orrido bollino di cui sopra...).
- Dragonero [fantasy, giugno 2007]
di Luca Enoch, Stefano Vietti e Giuseppe Matteoni - Gli occhi e il buio [noir storico, ottobre 2007]
di Gigi Simeoni - Sighma [fantascienza, ottobre 2008]
di Paola Barbato e Stefano Casini - Mohican [western, giugno 2010]
di Paolo Morales e Roberto Diso - Stria [horror/poliziesco, giugno 2011]
di Gigi Simeoni
Ho già parlato di Gli occhi e il buio e Sighma, che sono in effetti i migliori. Consiglierei di comprarli, ma mi sono già lamentato della pubblicazione a orologeria di Bonelli...
Dragonero e Mohican mi riprometto di rileggerli e parlarne qui sul blog, ma erano particolarmente deludenti.
Stria esce questa settimana, e ne parlerò appena lo compro e leggo (e non vedo l'ora!).
Queste invece le prossime uscite di cui si rumoreggia:
- Linea di sangue [guerra/thriller, autunno 2011] :: news
di Tito Faraci e Roberto Diso
due storie parallele, una nell'Italia della seconda guerra mondiale e una nella New York della malavita; - Scug [fantascienza, 2012] :: news
di Paolo Bacilieri e Antonio Serra; - Il grande Belzoni [avventura, 2012?] :: news
di Walter Venturi
storia dell'esploratore e archeologo realmente vissuto Giovanni Battista Belzoni; - ??? [???] :: news
di Gigi Simeoni
storia ambientata nello stesso periodo storico di Linea di sangue, e rimandato a data da destinarsi per non sovrapporsi.
Aggiornerò questo post man mano che li leggo oppure ne vengono annunciati di nuovi.
Questa dei Romanzi a fumetti (leggasi "graphic novel") Bonelli è un'ottima iniziativa, secondo il mio modesto parere. Storie sempre nuove (anche se spesso accusate di pesanti derivazioni), dalla durata predefinita e di ampio respiro. Tutto il contrario della tradizionale pubblicazione seriale su cui si era cullata la Bonelli fino a qualche anno fa.
E adesso parte una nuova iniziativa editoriale, simile ai Romanzi. Si chiama "Le storie", ogni volume sarà lungo 130 pagine e usciranno ogni mese (e non ogni 6/12 mesi come i Romanzi). Appena cominceranno a uscire dedicherò un post a parte per quest'altra succulenta collana.
Un poema epico di
Francesco F.
composto verso le
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