venerdì 29 febbraio 2008

Sanremo: La Catastrofe

Oh povero Pippo. Oh povero Baudo. Oh povero Baudo. Oh povero Pippo.
Siamo giunti al quinto giorno di quella che verrà ricordata come una seconda guerra dei 6 giorni più che una 58° edizione del Festival della Canzone Italiana.
Ieri sera c'è stata la terza puntata: dopo l'emorragia di ascolti della seconda, stavolta la situazione si è stabilizzata... è ancora a bassa quota ma almeno non è precipitata.
I titoli che si susseguono stamattina sono terribili: "La Berté ammanettata in scena: Sanremo come un reality trash", "Fini contro Baudo: se la prenda con se stesso", "Briatore: Sanremo tutti contro tutti", "Al 'DopoFestival' lite tra Frankie Hi Nrg e Tiromancino", "Baudo ha la febbre: non terrà la conferenza stampa", e simili. [non chiedetemi cosa c'entrino Fini e Briatore con Sanremo...]
Insomma una catastrofe.
Ieri poi la diretta è durata fino all'1.20, con il Dopofestival slittato verso l'impossibile, tanto che alle 2.00 me ne sono andato. E mi sono perso la lite fra Frankie HI NRG mc e Zampaglione, che in questi giorni mi è stato non poco sugli zampaglioni, fra parentesi.


E dire che ieri era la serata dei duetti, e qualche perla musicale ne è uscita: uno su tutti Max Gazzè accompagnato da Paola Turci e Marina Rei (quelli nella foto), che hanno decisamente arricchito la già ottima canzone. Degni di menzione anche Gaetano Curreri con Fabrizio Moro, la cantante brasiliana Gal Costa con Sergio Cammariere, i redivivi Neri per caso (gruppo di cui ho sempre voluto far parte) con Mietta, e addirittura Michael Bolton con Anna Tatangelo (la canzone è quello che è, ma... MICHAEL BOLTON! che spreco... e taciamo su Gigi D'Alessio in prima fila, insieme alle professioniste che bazzicano in Rai... d'altronde si sa che lavorare a viale Mazzini è il mestiere più antico del mondo). Poi c'è stata la scenetta pseudopoetica del mago Forrest con Tricarico, la cui canzone è bellissima ma dannazione quanto stona...
E della tizia che accompagnava i Finley ne vogliamo parlare? Si capisce che ha una buona voce, ma non ha avuto modo di esprimersi davvero... speriamo che spopoli in Italia così potremo conoscere meglio le sue doti. Se ci aggiungiamo che si è presentata in giropassera, poi...
Al di là di questa manciata di bei duetti, il Festival purtroppo è stato la solita noia, perpetrata fino a notte fonda, con sommo gaudio di chi si era collegato solo per vedere Elio e le storie tese al Dopofestival.
Beh, ho sentito queste canzoncine ben DUE volte, posso fare la mia classifica:
  • MAX GAZZE’ Il solito sesso
  • TRICARICO Vita tranquilla
  • SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
  • GIO’ DI TONNO & LOLA PONCE Colpo di fulmine
  • PAOLO MENEGUZZI Grande
  • MIETTA Baciami adesso
  • MARIO VENUTI A ferro e fuoco
  • GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
  • FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
  • ANNA TATANGELO Il mio amico
  • MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme
  • TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
  • AMEDEO MINGHI Cammina cammina
  • FINLEY Ricordi
  • LITTLE TONY Non finisce qui
Squalificati (per me):
  • TIROMANCINO Il rubacuori
  • EUGENIO BENNATO Grande sud
  • L’AURA Basta!
  • FRANKIE HI NRG Rivoluzione
Devo specificare delle cose:
- il mio odio per Paolo Meneguzzi è risaputo. Devo però considerare che la sua canzone è scritta da Gatto Panceri, e c'è un passaggio che mi è piaciuto e che lo fa balzare nella parte alta della mia classifica. E poi è fischiettabile, e a Sanremo il fischiettìo è sovrano.
- discorso simile per il brano della bella e la bestia, ovvero gli ex Quasimodo e Esmeralda cocciantiani, ovvero il pescarese Giò di Tonno e l'argentina Lola Ponce: il loro brano è scritto da Gianna Nannini, quindi è identico alle sue canzoni (una su tutte: "Sei nell'anima", l'inizio del ritornello è praticamente lo stesso). Però Gianna Nannini la adoro, e la bella e la bestia (soprattutto la bestia) hanno una gran voce, e poi sono la classica coppia sanremese... insomma, gli eredi del trottolino amoroso.
- da Grignani mi aspettavo di più
- da Zarrillo pure
- da Little Tony mi aspettavo di meno, ma è comunque in fondo alla classifica
- Tiromancino e L'aura mi stanno sulle palle
- Frankie HI NRG è comunista
- quella di Bennato è brutta.

mercoledì 27 febbraio 2008

Le foto più belle dell'anno

Un anno fa ero meno rilassato di quest'anno. Dovevo preparare un esame che ritenevo essere la mia croce. Era l'esame di teoria e tecnica dei linguaggi fotografici. Una dettagliata cronaca di quei terribili momenti (durati tre anni) è disponibile nel mio vecchio journal su deviantArt. Cercando quindi ispirazioni fotografiche scoprii che esisteva il World Press Photo, una fondazione che promuove la fotografia giornalistica d'autore e la premia ogni anno, decretando oltre alla da tutti considerata "foto dell'anno", anche altre foto e servizi fotografici di varie categorie. L'anno scorso feci una selezione di quelle che mi colpirono di più e la postai su La tana del sollazzo. E per fortuna che parlai lì di quelle foto, perché adesso sul sito quelle dell'anno scorso non sono più accessibili. Ma ci sono quelle di quest'anno. Me le stavo scordando, ma poi il precedente post sull'Anno Internazionale della Patata, con quella bella foto in home page, me lo ha fatto tornare in mente.
E quindi dopo aver fatto la lista delle parole più belle del mondo, passiamo alle foto più belle dell'anno, in una selezione che rispecchia la mia bassa competenza in campo fotografico, ma tant'è. Il link per vederle tutte l'ho messo, non voglio sentire lamentele...



TUTTE LE IMMAGINI SONO PRESE DAL SITO DEL WORLD PRESS PHOTO, SONO DI PROPRIETA' DEGLI AUTORI O DELLE AGENZIE E COPERTE DA COPYRIGHT. E' MOSTRATA SOLO UNA SELEZIONE DELLE IMMAGINI VINCITRICI DEL CONCORSO.



Missili da Gaza a Israele, di Emilio Morenatti (Spagna)


L'assassinio di Benazir Bhutto, di John Moore (USA)


Missione di ricerca di soldati scomparsi, Iraq, di Mike Kamber (USA)


Battaglione in Afghanistan, di Tim Hetherington (UK)


Violenza in Colombia, di Francesco Zizola (Italia)


Dal portfolio a tema sportivo di Fei Maohua (Cina)


Praticanti indiani di yoga, di Tomasz Gudzowaty e Judit Berekai (Polonia/Ungheria)


Bambini cacciatori negli Stati Uniti, di Erika Larsen (USA). Tutto il servizio fotografico sui bambini cacciatori è stupefacente. Testi e interviste ai bambini. Scansioni del magazine committente "Field&Stream".


Evacuazione di gorilla di montagna morti in Congo orientale, di Brent Stirton (Sudafrica)


Torez, città mineraria ucraina, di Carolyn Drake (USA)


Rituali del culto di María Lionza, Venezuela, di Cristina García Rodero (Spagna). Pesante tutto il servizio (scarica pdf dal sito della Magnum).


L'avorio artico - Caccia al narvalo a Nunavut, Canada, di Paul Nicklen (Canada). E io che credevo che gli unicorni fossero animali leggendari...


Vita sull'orlo, Oceano Artico, di Paul Nicklen (Canada)

2008 - L'anno internazionale de...

Non vorrei essere volgare, ma la FAO ha proclamato che il 2008 è l'anno internazionale della Patata.
Speriamo sia di buon auspicio...

No vabè, è una cosa seria. E la foto accanto è molto bella, di tal A. Balaguer (sarà lui?).

martedì 26 febbraio 2008

Ecco... la musica è finita... gli amici se ne vanno...

E per continuare a citare canzoni, "era già tutto previsto". Domenica scorsa si sono consegnati i premi Oscar. I vincitori sono i fratelli Coen con Non è un paese per vecchi: si portano a casa 4 importanti statuette, quella per il miglior film, la miglior regia, la miglior sceneggiatura e il miglior attore non protagonista. Segue il vincitore dei premi tecnici The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (miglior montaggio e miglior missaggio e montaggio del suono), Il petroliere (miglior attore protagonista e miglior fotografia), il francese La vie en rose (trucco e attrice protagonista). Un solo Oscar a testa per Michael Clayton, Espiazione, Ratatouille, Juno, Sweeney Todd, Elizabeth: The golden age, La bussola d'oro e Once.
Se l'anno scorso è stato un Oscar messicano, quest'anno è europeo: tutti gli attori vincitori sono europei (Daniel Day Lewis è irlandese, Tilda Swinton scozzese, Javier Bardem spagnolo e Marion Cotillard francese), due premi sono andati a degli italiani, il miglior film straniero è l'austriaco Il falsario: Operazione Bernardt, e tutti i cortometraggi (live action e animati) erano non americani (8 europei, di cui 1 italiano, e 2 canadesi). In tutta questa antiamericanità, la Pixar che correva con Ratatouille per 5 nomination ne ha presa solo una, quella per il miglior film d'animazione, lasciando ad altri la miglior sceneggiatura originale, colonna sonora, missaggio e montaggio del suono.
Gli illustri esclusi sono il francese Lo scafandro e la farfalla, American gangster di Ridley Scott, il moderno "on the road" Into the wild - Nelle terre selvagge, Nella valle di Elah di Paul Haggis, Io non sono qui di Todd Haynes (e con lui una delle due nomination di Cate Blanchette), il film d'animazione francese Persepolis che ha giustamente ceduto il posto a Ratatouille, i film ad effetti speciali Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo e Transformers.
Edizione fiacca per i miei film preferiti (Ratatouille che meritava di più, Pirati 3, Michael Clayton, Into the wild, Io non sono qui), ma curiosamente ricca per l'Italia: se quella alla colonna sonora di Espiazione by Dario Marianelli era già annunciata, quella per la scenografia di Sweeney Todd di Dante Ferretti e consorte era meno prevedibile, seppure meritatissima.
Verifichiamo la mia capacità predittiva: su 24 categorie ne ho azzeccate 11, le più ovvie. Sono la solita pippa.

E un altro anno di cinema è finito. Per fortuna ne inizia un altro, non meno parco di quello appena passato: ci aspettano Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, WALL•E, The dark knight, Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian, e in Italia il nuovo film di Gabriele Salvatores tratto dal romanzo premio Strega di Niccolò Ammaniti Come Dio comanda e quello di Matteo Garrone tratto da Gomorra di Roberto Saviano.

Vogliamo parlare di Sanremo? Allora, è già triste che io aspetti Sanremo non per sentire le canzoni ma per sentire la Gialappa's band in radio. Come evento televisivo Sanremo è morto da un pezzo, forse non sanno più come approcciarvisi, tentano di innovarlo ma forse non è questo il problema. Secondo me basta fare un drastico taglio di smoking e pellicce, e essere così più appetibili per i bravi cantautori e interpreti italiani, di cui ogni anno si presentano solo in piccoissima parte, per poi sistematicamente rinnegare il loro passaggio su quel palco ormai maledetto.
In compenso mi dicono dalla regia che il dopofestival di Elio e le storie tese è stato un grandissimo momento di televisione... e io che non ho voluto dar loro fiducia, andando a dormire! Beh, stasera, dopo la Gialappa's, Elio.
Perché Sanremo è (gli annessi di) Sanremo. E chi non la pensa così come noi farà i conti con la lega... dell'amo-o-o-re!

E a proposito degli Elio, a breve un commento del loro nuovo sorprendente album.

sabato 23 febbraio 2008

Festa e fiera per "la parole lumineuse" e non solo

Quello nella foto è un Oscar abbastanza insolito, come non ne hanno fatti più. Lo consegnarono 70 anni fa a uno dei geni del '900, Walt Disney, per aver creato un lungometraggio interamente disegnato, per la prima volta. Il lungometraggio era Biancaneve e i sette nani, e questa statuetta ne è l'immortale e irripetuto omaggio. E visto che questa statuetta compie oggi settant'anni, mi è parso bene usarla per introdurre la settimana di festa che si appresta a venire. Una festa del cinema prima e della musica poi. Gli Oscar e Sanremo. E le polemiche su quanto Sanremo sia davvero degno di festeggiare "la musica" le lasciamo ai post successivi...

E ieri sera è stata celebrata la cerimonia di consegna della versione francese degli Oscar, i Césars, che quest'anno hanno premiato la carriera di un italiano... e che italiano: Roberto Benigni. Poteva risparmiare ai francesi e al mondo uno spettacolo di gioia incontenibile come è suo solito fare? No, per fortuna.



Ovviamente questi cinque francofoni minuti, in cui chiama il cinema "parole lumineuse" e accolla ai francesi il DOVERE di fare il cinema migliore del mondo, mi hanno riportato alla mente un altro suo show, tenuto il 21 marzo 1999 a Los Angeles, quando grazie al film La vita è bella Roberto Benigni e Nicola Piovani si portarono a casa, in Italia, tre Oscar. Questo è il video (non lo posso incorporare perché l'Academy non vuole--) di quando ricevette il premio per il miglior film straniero dalle mani di Sophia Loren. Un momento memorabile: lei pronuncia la formula magica "...and the Oscar goes to", dalla platea arriva un nome, due volte, e poi come una Mamma che richiama il figlio dai suoi giochi perché è ora di cena misto a una Mamma che si dispera davanti alla bara del figlio soldato ritornato in patria cadavere, il nome è ripetuto da Sophia Loren e è "Roberto". Poi Benigni impazzisce sale sul sedile davanti al suo reggendosi sul capoccione di non so chi, e poi salta sul sedile davanti e lì lo so chi c'è, c'è Steven Spielberg che gli dà la mano e lo sorregge, in bilico sul suo schienale, mentre tutto il mondo applaude alla gloria e alla gioia di un uomo che ha cantato l'inno del corpo sciolto, declamato tutti i possibili nomi della fica davanti a Raffaella Carrà sulla castigata TV di stato italiana, e trasformato l'Olocausto in un gioco a premi per preservare l'innocenza di un bambino. Sullo sfondo uno dei temi musicali più belli del cinema italiano e mondiale, di Nicola Piovani, che oltre a sottolineare questo tripudio di gioia, sottolinea l'annuncio dalla voce fuori campo: "Questa è la 26a nomination per l'Italia e il suo 10° Oscar", annuncio che l'Academy riserva solo all'Italia e alla Francia, perché nessun altro Paese al mondo ha raggiunto quei numeri. Poi Benigni zompetta fino al palco dove travolge con un abbraccio Sophia Loren, si inchina come nella più illustre tradizione di attori e menestrelli, si prende una standing ovation da gente come Steven Spielberg e Meryl Streep, e fa i suoi ringraziamenti, e il suo inno all'amore e la sua immancabile citazione di Dante. Wow...
E domani notte la magia si ripeterà. Ovviamente non a quei livelli, visto che non c'è nessuno dalla prorompenza paragonabile a quella di Benigni, ma le emozioni saranno comunque assicurate, per chi si è emozionato quest'anno al buio di una sala cinematografica oppure immerso nel suo home theatre con il lettore Bluray nuovo di zecca pagato 500 euro.

Subito dopo gli Oscar partirà la settimana sanremese, sulla quale mi sono informato poco e niente. So che la conduce Pippo Baudo insieme a Piero Chiambretti e a due sconosciute (a me) vallette, una mora e una bionda of course. So che il Dopofestival è affidato a Elio e le storie tese, il cui nuovo album guardacaso è appena uscito e ce l'ho da un po' di giorni ma non l'ho ancora sentito. E come nel loro album, hanno promesso che al Dopofestival non mancheranno collaborazioni musicali e jam sessions, quindi non vedo l'ora. E sono fortunato che questa settimana non ho l'università, quindi all'afterhour hollywoodiano seguiranno le nottate Eliane.

Gli Oscar sono gli Oscar.
Sanremo è Sanremo.