Per chi come me ha la vertigine della lista ho preparato l'elenco completo delle mie visioni del 2011, tanto per dare un'idea del bandolo che ho dovuto sciogliere (e anche per dare qualche consiglio, così magari ne riparliamo). La lista, non esaustiva ma esteticamente più caruccia, è anche su Questa sera niente popcorn, il social network italiano su cui ho tenuto traccia delle mie visioni per tutto l'anno.
Da burocrate di prim'ordine quale sono, ho limitato la gara alle pellicole distribuite in Italia nel 2011, indipendentemente dalla data di produzione originale. Da paraculo quale pure sono mi sono invece ritrovato a escludere dalla classifica alcuni ottimi, adorati film la cui unica colpa è quella di aver già esaurito il loro potenziale discussivo nella scorsa stagione degli Oscar (perle come Il discorso del re, Il grinta, Il cigno nero, 127 ore). Purtroppo 12 mesi sono troppi, e la memoria è corta. Pure l'entusiasmo. Si dovrebbero fare classifiche semestrali, una a marzo e una a settembre. Ma chi le fa le classifiche a marzo e settembre? E chi rinuncia alla magia anche scaramantica del bilancio di fine anno? Nessuno, ecco chi. E quindi tocca escludere chi non resiste alla prova del tempo.
Ecco i miei magnifici 10 del 2011, dal numero dieci al numero uno (ordine di cui sono convinto? No). Vediamo se li riconoscete dai fotogrammi, pescati fra i migliori disponibili in rete:
- 10. Super 8, di J.J. Abrams
- 9. Source Code, di Duncan Jones
- 8. Blood Story, di Matt Reeves
- 7. Habemus papam, di Nanni Moretti
- 6. Rango, di Gore Verbinski
- 5. Non lasciarmi, di Mark Romanek
- 4. Hereafter, di Clint Eastwood
- 3. Midnight in Paris, di Woody Allen
- 2. This Must Be the Place, di Paolo Sorrentino
- 1. The Sunset Limited, di Tommy Lee Jones
E' fallito anche il criterio "tematico" che usavo in passato, dove garantivo un posto a tavola a tutte le minoranze: italiani, europei, le commedie sceme, l'animazione. E invece le commedie sceme non hanno trovato posto (a malapena c'è una commedia, quella magica di Woody Allen), anche l'animazione ha rischiato di scomparire (per l'artistico L'illusionista ho rinunciato al già citato camaleonte Rango, ad Arrietty, a Tintin, al figlio di Babbo Natale). Gli italiani non hanno sofferto, ma ha sofferto il cinema europeo: esclusi i film di Giffoni, L'illusionista e i Ghibli non rimane altro che cinema anglofono. Grave grave grave. Non so se è colpa mia o della distribuzione italiana, ma mi sono mancate delle belle pellicole francesi, spagnole, tedesche.
Mi auguro un altro anno da 100 film e più, tutti (TUTTI) bellissimi. E sono già in ritardo.










3 commenti:
Ma L'Illusionista è del 2010!
Ma porc...
uffa, ora devo rifare tutto...
Bellissimo film, ottimamente interpretato ed anche doppiato. ;)
In pratica il bianco che vede nero ed il nero che vede bianco.
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