sabato 28 giugno 2008

Il Libro è arrivato!

Un pacco enorme per quel libricino, bello imballato e intonso. Ed è arrivato. E' bellissimo, si sfoglia che è un amore, e le poesie dentro sono bellissime da leggere, formattate benissimo (grazie, grazie! :P)... certo le pagine sembrano a rischio di staccarsi... e soprattutto d'estate rischio di insudiciarle coi miei polpastrelloni...
Cmq bello bello bello bello bello!!! Un sogno che si avvera! :D

mercoledì 25 giugno 2008

iGoogle di 'sta ceppa

Hai esaurito la tua utilità, inutile ammasso di temi d'artista schifosi. Sei la merda! La merda fatta aggregatore RSS, OK? Vai al diavolo. Passo a Google Reader.
Schifoso coso orrendo padogjsdbiksnfpvkasmdfàl MAVSFA.

sabato 21 giugno 2008

Ci piace Batman ci piace com'è!



Fra un mesetto arriva Il cavaliere oscuro, l'ennesimo film di Batman, visto dall'ennesimo grande autore dopo Tim Burton e Joel Schumacher, Christopher Nolan. E insomma m'è presa la fissa sia con Batman che con Nolan.
Oggi mi sono ritrovato a canticchiare dall'inizio alla fine senza saltare nemmeno una parola la sigla del cartone animato di inizio anni '90. Subito sono andato a cercarla su YouTube... mi sono uscite le lacrime... quanto mi piaceva...
Passando a Christopher Nolan è uno che io nella mia somma ignorantia ero solito scambiare con un attorucolo degli anni '70 che ultimamente, come molti, s'è dato alla regia (forse mi confondevo con Christopher Reeve, pace all'anima sua... che pure lui era un supereroe DC, una volta...). Niente di più falso e meschino, invece. Christopher Nolan è un giovane astro del cinema che ha adattato superbamente un raccontino pseudopulp scritto dal fratello, e in cambio entrambi si sono beccati una bella e scintillante nomination agli Oscar. Parlo di Memento, che ho appena visto per la prima volta. Un film dalla struttura abbastanza complessa, che devo ancora capire appieno: c'è un primo binario dove ogni scena è un flashback della precedente, e un secondo binario più lineare (mostrato in bianco e nero) che è un grosso flashback del primo binario. Lungo il film si passa alternativamente da un binario all'altro, fino a che i due binari non si incontrano, e (in teoria) tutto l'inghippo si spiega. La trama è molto più semplice: un tizio perde la memoria a breve termine in seguito a un incidente dopo del quale non può assimilare nuovi ricordi se non per un paio di minuti. Nell'incidente sua moglie è stata stuprata e uccisa, e lui tenta di indagare per vendicarsi... ma è difficile indagare se ti dimentichi tutti gli indizi appena li trovi. Così se li appunta, ma non su un post-it, ma tatuandosi gli indizi sul suo corpo, e facendo alcune polaroid alle persone che incontra più spesso e di cui deve ricordarsi.
Lo spettatore segue l'indagine del protagonista, Leonard, con i suoi stessi dubbi: non si sa di chi fidarsi, quale sia il filone principale della storia, qual è la storia vera e quale è la menzogna messagli davanti agli occhi per nasconderlo dalla realtà (citazione :)) e sfruttarlo.
[La citazione suddetta è tratta da Matrix, e fralaltro in questo film c'è la bella e dolce e diabbbbolica Trinity, ovvero Carrie-Anne Moss]
Di Christopher Nolan avevo già visto The Prestige, un film sui maghi prestigiatori di fine '800 che hanno a che fare di qualcosa tutt'altro che magico, l'elettricità (stupendo il cameo di David Bowie, che interpreta Tesla). Una lotta idealistica e spettacolare fra mago allievo e mago maestro, fra illusione e realtà.
Però un film così bello non può aver fatto quel regista che Nolan credevo fosse... ci è voluto Memento per rimettermi sul binario giusto e capire che Christopher Nolan merita un posticino fra i miei autori preferiti, lì in mezzo fra Steven Spielberg e Clint Eastwood, per la precisione. Nolan ha il senso dello spettacolo di zio Steve e lo sguardo impietoso ma rispettoso sulla realtà che ha zio Clint. E come gli zii Steve e Clint merita che io compri tutta la sua filmografia nella migliore edizione DVD che esista.

Oh, dopo aver fatto questa riflessione e aver scoperto un nuovo idolo, mi sono ricordato l'intenzione iniziale, quella di guardare Batman begins, sempre di Christopher Nolan, che tempo fa avevo snobbato come snobbo molti dei film tratti da fumetti supereoisti americani (non ricordandomi, come ha dimostrato il moto di commozione che ho avuto con la sigla del cartone animato di cui sopra, di quanto Batman facesse eccezione), ma soprattutto l'avevo snobbato per la presenza di Katie Holmes, in quanto proveniente da una serie TV per teenagers (Dawson's creek che non ho mai visto, ma secondo me forse forse mi sarebbe pure piaciuta... e devo ammettere che ha un bel titolo) e che consideravo e considero un'attoruncola, soprattutto dopo che si è unita in matrimonio a Tom Cruise, rincoglionitosi irreversibilmente.
E invece l'ho visto, ed è grandioso. Certo, soffre di tutti gli inevitabili difetti che hanno i film sui supereroi (non ho mai digerito come verosimile l'ipotesi che un uomo qualunque si metta una calzamaglia e vada in giro a salvare la gente... è una bella fantasia, che può generare storie bellissime, sono d'accordo... ma non ce la faccio a prenderla seriamente...), ma per il resto è Nolan in tutto e per tutto.
Adesso per completare la Maratona-Nolan mi rivedo The Prestige, e dopo, nell'attesa del nuovo Batman al cinema, mi risparo i quattro film precedenti:
  • 1989, Batman, di Tim Burton, con Michael Keaton, Jack Nicholson e Kim Basinger
  • 1992, Batman - Il ritorno, di Tim Burton, con Michael Keaton, Danny DeVito e Michelle Pfeiffer
  • 1995, Batman forever, di Joel Schumacher, con Val Kilmer, Tommy Lee Jones, Jim Carrey e Nicole Kidman
  • 1997, Batman & Robin, di Joel Shumacher, con George Clooney, Chris O'Donnel, Arnold Schwarzenegger e Uma Thurman

Wow, certi bei cast fanno tanto bene al cuore...

giovedì 19 giugno 2008

It's coming! IT'S COMING!!

E' stato stampato. Il Libro ufficialmente esiste. E' stato finalmente stampato e ieri è finalmente partito alla volta dell'appennino abruzzese per giungere fino a casa mia, speriamo oggi o domani. E soprattutto speriamo che sia stampato bene, ho dubbi atroci sulla copertina... io l'ho fatta seguendo alla lettera le loro indicazioni, solo che poi hanno avuto la grande idea di farmela convertire in pdf, e lì non so proprio che cosa è successo alla risoluzione della mia piccola fragile cover che ho preparato con tanto amore.
E a proposito di risoluzioni, l'immagine di copertina: un'opera disegnata dal maestro Hybri5, il quale da un po' di settimane s'è dato alla macchia e non solo non ha fatto la copertina originale che gli avevo chiesto ma non mi ha nemmeno fornite le versioni in alta risoluzione (né mi ha detto se le avesse o meno). Alla fine mi sono adattato con un'immagine in bassa risoluzione, che ho ingrandito. Il risultato è un po' sfocato, ma pace. Guerra, invece, se per colpa della loro scelta demoniaca di farmi convertire la cover in pdf TUTTA la copertina verrà ridimensionata e quindi sgranata.
Un altro problema di stampa della copertina può essere il maledetto margine. Io per evitare rischi ho abbondato la distanza dal margine, ma adesso va a finire che le scritte non sembrino perfettamente centrate, il ché farebbe schifo...
Un ennesimo problema che invece potrebbe essere colpa mia è l'immagine sul retro della copertina. Ci sono delle scritte molto piccole perché fanno parte dell'immagine, spero che si leggano.

Ed ecco in anteprima la copertina solo per gli amici del Violino (almeno qui si vede bene...)!

mercoledì 18 giugno 2008

Storie di viaggiatori

Svolgimento del saggio breve dell'esame di maturità 2008, argomento:
la percezione dello straniero nella letteratura e nell'arte
.

Fra tutto ciò che deve essere narrato e conosciuto c'è l'Altro: l'Altro in quanto alcova di misteri finora non solo sconosciuti ma inconcepibili; l'Altro cercato, non trovato; l'Altro inatteso e, a volte, ostile; l'Altro dimenticato. Ha dignità di storia anche il sentimento che spinge l'Altro a venire presso di noi, volente o nolente; ha dignità anche la nostra storia, quando rinunciamo alla patria e diventiamo stranieri.

Scontro di civiltà
Lo straniero ostile è quello delle cronache di guerra. Queste lo descrivono come un immorale venuto a destabilizzare la nostra Storia millenaria (che lo sia o meno: la Storia, all'occasione, si riscrive) senza un perché ragionevole. Se lo scontro non ha mire meramente espansionistiche, allora è uno scontro di civiltà dove non è per difendere i miei interessi legittimi che ho il dovere di odiare lo straniero, ma per evitare l'annientamento della mia civilità, che è ciò che sono. Amare il prossimo più di me stesso, allora? "Mors tua, vita mea"? "Chi lascia la strada vecchia per la nuova..."? Si è eretta una cortina di saggezza popolare a difesa delle invasioni, e a giustificazione degli attacchi: a giustificazione della paura. Una saggezza popolare che è magari di formazione superficiale, ma che in fondo intuisce una realtà: ha capito che, finché c'è un Altro che sta male, questo è un pericolo per chi sta bene.
Questo orrore dell'Altro mi pare essere allora un retaggio bellico (in Italia lo sono anche i termini calcistici) al quale non si può rinunciare nemmeno in tempo di pace, anzi, soprattutto in tempo di pace, per il mantenimento dello status di benessere. Il paradosso di questo estremo istinto di conservazione è la negazione dei principi di solidarietà che pure sono principi fondanti di ogni periodo pacifico nella storia di un popolo.

Il mito del pellegrino
Le cronache di guerra servono solo alla vanagloria dei vincitori o al riscatto dei vinti, e raramente hanno dignità artistica. La letteratura ha abbracciato volentieri le storie di stranieri innocui: i pellegrini e gli emigranti.
La mitologia del pellegrino evoca allo stesso tempo paura e deferenza, magari un po' smorzate oggi, al tempo del Villaggio Globale. Ci fu un'epoca in cui uomini scorrevano un'intera vita senza viaggiare, quando quello del viaggiatore era un mestiere (e per niente facile). Pensare oggi alla sacralità dell'ospitalità ci porta alla mente immagini esotiche, ma grazie a questa sacralità i viaggiatori sopravvivevano: la Provvidenza protegge lo Straniero imponendo a chi è stanziale il dovere di ospitalità, che è presente in ogni cultura, "persino" la nostra.

L'opportunismo dell'emigrante
Non è raro però che chi è ramingo per necessità e non per scelta abbia tradito l'ospitalità offertagli. L'emigrante tira a campare giorno per giorno, non può soffermarsi a considerare quel gesto caritatevole come l'ingranaggio di un grande e complesso sistema: la complementarietà del nomade e del sedentario. Scardinato questo sistema il sedentario recinge con la paranoia il suo orticello, e il pellegrino, da esploratore al servizio dell'umanità, diventa eremita. Anche a questa alterata percezione dello Straniero la letteratura ha prestato la sua attenzione, palesando come la percezione di estraneità è relativa all'osservatore: così come lo Straniero può essere nemico per noi, noi possiamo sembrare nemici allo Straniero. Nessuno è più al sicuro nemmeno nel suo orticello.

"Cosa sono diventato..."
La letteratura sa andare anche oltre in questa spietata caccia allo Straniero e, con l'incentivo della psicanalisi freudiana all'inizio del '900, qualcuno ha cominciato a percepire dell'estraneità perfino dentro di sé. Nessuno è più al sicuro nemmeno da se stesso, allora, perché ognuno, con l'esperienza e con l'età, cambia e diventa cinico e disilluso; la lotta col fanciullino innocente che si ha dentro è feroce. Il poeta, come al solito, sa trovare la via per la salvezza:
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso
, allo straniero che ti ha amato
per tutta la vita, che hai ignorato...