lunedì 5 maggio 2008

Clonato Zero


Da pochi minuti è online il singolo del GRANDEEEEE Clonato Zero "Perché no", in esclusiva per Corriere.it



PERCHÉ NO

Un lavoro ce l’ho
Contratto a tempo determinato
Qualche mese e sarò
Probabilmente già licenziato

Prima o poi finirà
Sono i rischi del precariato
Allora sai che farò
Quasi quasi Renato clonerò
(perché no)
….non è un reato

Perché no
C’ho un contratto da co co co co
Nella vita uno fa quel che può
Gli assomiglio davvero…

Perché no
Se ho un contratto da co co co co
Nella vita ora so chi sarò
Clonato zero

[……………eh eh, che se deve fa,
se deve pure campà……………musica]

Un mistero sarò
sarò il bianco oppure il nero
con il trucco che ho
non sai se il falso oppure il vero
il pretesto lo sai
fare soldi con pochi rischi
del mio meglio farò….
Fammi spazio e dopo mi dirai..
Mi assomigli davvero

Perché no
C’ho un contratto da co co co co
Nella vita uno fa quel che può
Gli assomiglio davvero

Perché no
Se ho un contratto da co co co co
Nella vita ora so chi sarò
Clonato Zero
[cori]

Perché no
C’hai un contratto da co co co co
Nella vita uno fa quel che può
Gli assomigli davvero

Perché no
Hai un contratto da co co co co
Nella vita uno fa quel che può
Gli assomigli davvero
Perché no!

domenica 4 maggio 2008

Arcane parole...

...e argatto?

Roma Alemanna\1

Comincia con questo post una rubrica che probabilmente durerà per molto tempo, ovvero i cambiamenti che il nuovo sindaco Gianni Alemanno porterà alla Capitale. Si intende che riporterò soltanto i cambiamenti negativi, proprio per sottolineare quanto mi rode che Roma non sia più in mano a Veltroni o chi per lui.
Sì sa che il piatto forte della sinistra per Roma era la cultura. E si sa che il piatto forte della destra per Roma era "gli sprechi della sinistra per la cultura". Non me ne sono mai interessato più di tanto, ma è già simbolico il fatto che la destra ha minacciato di demolire il "coso" in cui è stata ingabbiata l'Ara Pacis. Al di là dei giudizi estetici, poiché credo che Alemanno non ne capisca granché, è già il primo passo di questa gestione anticulturale.

Ora c'è il secondo passo, le cui conseguenze mi stanno particolarmente a cuore: la Festa del Cinema di Roma. Nelle prime due edizioni di questo evento che, neonato, è già di valenza internazionale, si è sottolineato l'aspetto popolare per distinguersi da quello autoriale e ricercato della Mostra del Cinema Internazionale di Venezia. Questo significava invitare alcune personalità molto celebri del mondo del cinema, fra cui registi e attori. Che sia stata una spesa eccessiva di denaro posso anche concordare, però non è stata una concessione gratuita al glamour: avere Leonardo DiCaprio che parla di problemi sociali a Tor Bella Monaca, nell'estrema periferia di Roma dove ne succedono di tutti i colori, credo sia stato qualcosa di epocale, tanto per fare un esempio. E' vero che la periferia di Roma è disastrata dalle buche sulla strada, ma vogliamo vedere cosa cambierà con la gestione Alemanno? Vediamo, tanto io per quest'anno non mi laureo quindi sarò a Roma (estreeeema periferia) ancora per un bel po'...

Alemanno invece, da grande esperto di cinema quale è, ha in mente una riforma di questa festa ideata da quell'incompetente di Veltroni, che lo fanno pure scrivere di cinema sui giornali.
Intanto ha pensato di privilegiare il cinema italiano. Della serie "lo dicono tutti, adesso lo dico pure io, senza pensare però". Diventerebbe una festa del cinema italiano che non ha alcun motivo di essere festeggiato. E' vero che, grazie a Dio, alcuni registi italiani sfornano dei film splendidi, ma di certo non ogni anno e non tutti a ottobre, quando c'è la Festa del Cinema. E' vero anche che la grande maggioranza dei film italiani sono fra il "senza pretese", il ridicolo e l'inguardabile.
Pur volendo fare una selezione dei migliori film italiani, essendo di qualità non riempirebbero certo le sale e le piazze (non riempiono nemmeno i cinema, purtroppo), e la Festa crollerebbe miseramente, che poi è quello che Alemanno e tutti i suoi camerati vogliono.
Inoltre il Gianni ha proposto di accorpare Festa del Cinema e David di Donatello, che non c'entrano niente l'uno con l'altro. Uno è un concorso sottoposto al giudizio di una giuria di autori internazionali di chiara fama, l'altro è un premio dell'industria nazionale per ogni settore lavorativo coinvolto nella realizzazione di film. Hanno entrambi la loro importanza e il loro valore, solo che la Festa del Cinema è un progetto nuovo e dalla gestione moderna, mentre i David sono una premio che non sa essere al passo con i tempi ma sa soltanto emulare le sontuose cerimonie internazionali (copiando, male, da esse solo il glamour, senza capire quanto il glamour valorizza i premiati e non è fine a se stesso) col risultato che ogni anno la cerimonia dei David è sempre più patetica.
E poi di una Festa del Cinema Italiano, oggi, non frega niente a nessuno nel mondo. Alemanno non si lamenti che i giornali italiani e internazionali in questi giorni sottolineano con forza il fatto che lui sia un ex-fascista...
Insomma, Alemanno vuole rovinare un evento nuovo, nato non sotto i migliori auspici né italiani né internazionali, eppure ce l'ha fatta, è stata una macchina efficiente che ha presentato film buoni e importanti, riconosciuti anche in altri premi internazionali (il vincitore dell'anno scorso, Juno, ha poi vinto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, su 4 nomination).
Chissà se adesso le "star" che avevano ricominciato a girare kolossal a Cinecittà portando un grosso movimento di denaro e di lavoro, chissà se Alemanno metterà anche quelle nella sua black list? Forse no, ma magari se ne andranno da sole, perché con la politica del "meno cinema, più sicurezza" Roma perde gran parte del fascino che stava riconquistando agli occhi del mondo, e anche ai miei che l'apprezzavo e l'ammiravo nonostante le buche nelle strade, il traffico, gli autobus in ritardo e gli scioperi. Se però Roma ne guadagnerà in sicurezza è da vedere, visto che l'idea che hanno i Fascisti della sicurezza è cacciare a pedate gli immigrati, mentre molti stanno cercando di ricordar loro che la delinquenza e la violenza risiedono anche altrove e hanno radici più profonde. Poi, i Fascisti contro la violenza è proprio da ridere...

E ancora... la Festa del Cinema no, lo stadio per la Lazio sì? Vabbè va...

sabato 3 maggio 2008

Un'allegra scampagnata...

SPOILER per chi non ha visto fino all'ep. 4x10Non ce la faccio più. Devo spoilerare Lost. E' diventato qualcosa di troppo eccezionale per non parlarne. Finalmente si delinea l'aspetto che più aspettavo di questa serie, cioè IL COMPLOTTO. Certo, una parte paranormale persiste comunque ma non è un trucchetto per glissare sugli elementi del COMPLOTTO. Il COMPLOTTO è intricatissimo anche senza l'aspetto paranormale (i mostri di fumo, i veggenti, le apparizioni, i bisbiglii). E non è nemmeno un classico complotto governativo, economico o per "conquistare il mondo", pare. E' una questione personale. E perché una questione personale è così epica? Sarà perché coinvolge gli ignari passeggeri di un volo che "fortuitamente" si schianta su un'isola "deserta", sarà perché i burattinai di questo complotto scorazzano avanti e indietro nel tempo e nello spazio, sarà perché la teoria dell'"è un mondo piccolo" dove tutti sono strettamente connessi a tutti senza saperlo, sarà perché è la storia di uomini (e/o spiriti) potenti che giocano con le vite di persone molto poco potenti ma che mettono loro i bastoni fra le ruote. Non lo so.

Comunque adesso i tre simpaticoni della foto stanno per raggiungere la cascina di Jacob, questo essere terrificante che ha una lista di persone a cui vuole fare tanto male o tanto bene, non si sa. E in questa cascina succederà di tutto: intanto sarà affollatissima, piena di gente che apparentemente non c'entra una mazza, eppure è lì, muta, col solo compito di farci dire "ma che cazzo sta succedendo?! chi sono quelli?! che ci fanno là?! come ci sono arrivati?! quando?! perchè?! PERCHE' NON PARLANO?! dite qualcosa, maledetti!!!!". E invece no, si dondolano sulle sedie, muti, fanno volare gli oggetti, hanno quadri orrendi alle pareti, la cascina è circondata da una strana polvere che è legata al Mostro di Fumo che forse non è di fumo, e forse la polvere non è polvere, e forse Jacob non è un uomo, e forse nemmeno Ben, che ha ammazzato il padre e tutti quelli del progetto Dharma non si sa ancora bene perché, forse perché ha incontrato un simpatico essere immortale che poi misteriosamente gli ha anche lasciato la leadership della sua gente, e Ben aveva un'amichetta del cuore che forse è morta anche lei, o forse no, fatto sta che probabilmente non ha mai trombato ed è diventato talmente folle da sequestrare una dottoressa che gli piace perché assomiglia a sua madre, che è morta quando lo ha messo al mondo, e adesso è caduta dal cielo, sulla SUA isola, questa gente che lo odia perché lui li ha cominciati a terrorizzare rapendo quelli che fra loro erano sulla lista di Jacob, che quindi sapeva che questi sarebbero precipitati sull'isola, e fra questa gente c'è questo storpio, John Locke, mezzo sfigato pure lui, che non ha più un rene perché il padre gliel'ha rubato, quel figlio di puttana, e poi l'ha pure buttato dalla finestra paralizzandogli le gambe, che però miracolosamente sono tornate a funzionare da quando John è precipitato sull'Isola, e allora ha cominciato a credere ai folletti e agli spiritelli fino a contendere il ruolo di Capo a Ben, che adesso non può più parlare con Jacob perché Jacob preferisce John a Ben, e a Ben 'sta cosa gli rode, quindi spara a John ma non lo uccide perchè gli spara proprio dove NON c'è il rene e il proiettile passa dall'altra parte, quindi John cattura Ben e lo fa picchiare a sangue da Sawyer che non vi sto a dire nemmeno chi è perché non è nella foto qui sopra, e nonostante questo adesso Jacob non vuole parlare più nemmeno con John, chissà perché, ma con Hurley, il bombolone simpaticone che è un po' malato di mente perché è talmente grasso che una volta per colpa del suo peso un coso è crollato e sono morte due persone, e allora lui è rimasto traumatizzato e la madre l'ha rinchiuso in un manicomio, dove lui a cominciato ad avere un amico immaginario che poi ha rincontrato sull'Isola e stava addirittura convincendolo a suicidarsi da una scogliera, pensate, e adesso lui ha visto questa cascina di Jacob, ma poi in un batter d'occhio questa è scomparsa e ricomparsa alle sue spalle e lui crede che sia una delle sue visioni e invece è una visione VERA, nel senso che sarebbe capitata anche a uno che non è pazzo come lui, perché queste visioni le crea proprio Jacob, e quindi adesso Hurley è l'unico che può ritrovare la cascina, per questo John e Locke l'hanno sequestrato e si stanno facendo questa bella scampagnata.
E se pensate che questa storiella sia intricata, sappiate che non è veramente niente in confronto al COMPLOTTO che muove i fili di questa saga.

giovedì 1 maggio 2008

Un 1° maggio da viaggio

Tutto è iniziato stamattina, quando ho scoperto che la Disney ha riattivato il suo interesse per la produzione di documentari dopo quasi mezzo secolo dalla storica serie True Life Adventures, vincitrice di 8 premi Oscar fra documentari corti e lunghi. Il nuovo brand si chiama Disneynature, e il loro primo documentario sarà Earth, la versione cinematografica della straordinaria serie televisiva di documentari Pianeta Terra (ci sto facendo un mezzo pensierino...).



Immagine di Il nomade dilettanteDopo essermi informato sui DVD di Pianeta Terra sono andato a mangiare da mia nonna. Mentre ero in macchina, sento la mancata first lady romana Barbara Palombelli su Radio2 che disquisisce amabilmente (come è suo stile) con due tizi: la prima lasciamola perdere, il secondo invece è un prestigioso avvocato ultrasettantenne che negli anni '60 ha avuto la Vocazione (quella dei viaggi, mi si perdoni la blasfemia). E' l'avvocato Giovanni Verusio, di cui è appena uscito un libro che è un racconto di tutti i suoi viaggi, ma (a detta della Palombelli) molto divertente. Si intitola Il nomade dilettante, ed. Mondadori, e anche su questo ci sto facendo un pensierino.

Proprio cercando questo libro su Anobii, uno dei (due, finora, su Anobii almeno) fortunati possessori del libro è tale Stefano detto Backpacker, che ha un suo sito personale dove ha raccolto le sue esperienze di viaggio zaino in spalla. Non ho visitato a fondo il suo sito, ho soltanto dato un'occhiata nella sezione dedicata al suo viaggio di 100 giorni fatto la scorsa estate in Sudamerica, e mi sono messo a piangere.


Beh, è venuto fuori un bel percorso a tema di viaggi, spero abbiate gradito e non vi siate fermati all'inizio sbuffando "che palle, sempre Disney..." :)