domenica 30 marzo 2008

Turbo Supertramp

Aveva voglia di esplorare il mondo, Turbo. Un giorno (l'altro ieri) è partito. Si è fatto il giro del balcone, ha trovato le scalette per scendere, è uscito dal giardino e si è ritrovato in strada. Invece di correre verso la luce si è incamminato verso il lungo stradone dissestato privo di lampioni a illuminarlo, periglioso financo per gli uomini.

Lungo il suo cammino avrà incontrato le baracche dove vivono ghettizzati gli immigrati, avrà incrociato le automobili degli ubriaconi che tornano a casa a notte fonda. Poi avrà notato sulla destra il maneggio dei cavalli. Non ne aveva mai visti. Avrà sentito abbaiare i cani in lontananza, chiedendosi dove fossero, non riuscendo a vedere niente se non quel poco che la lna illuminava attorno a lui.

Un incrocio. Ancora una volta da un lato la luce, dall'altro il buio. Stavolta è andato verso la luce.
Avrà girato e rigirato senza sapere dove andare, avrà cenato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore, tu come stai... tu cooome stai... tu come vivi, come ti troooov... ehm, scusate. Si sarà trovato un posto dove accucciarsi e dormire, o impaurito avrà vagato finché l'alba non è sopraggiunta? Ad ogni modo l'alba sopraggiunse. Per un altro giorno intero avrà vagato, stavolta con la paura di non riuscire più a tornare a casa, e poi...

Poi basta, mia madre l'ha ritrovato ieri sera davanti a un ristorante. Avrei continuato a raccontare la storia, ma devo uscire.

venerdì 28 marzo 2008

Il Maaale... è la voce del mio cuoool...

Il Male tira, e Hollywood lo sa. Però pure Hollywood ha dei doveri morali nei confronti dei moviegoers, e quindi se si fa un film sul Male lo si faccia, ma che alla fine non trionfi. Per il trionfo del Male si faccia vela più a est (o a ovest, di Hollywood... ma tanto la Terra è rotonda).

Ci sono registi americani che nel Male ci sguazzano. Fra questi alcuni lo fanno per puro sadismo altri per esprimere il proprio stile unico e inarrivabile. Fra gli ultimi usciti mi sento di citare queste quattro perle sanguinolente:
  • The departed - Il bene e il male, di Martin Scorsese
  • Non è un paese per vecchi, di Joel e Ethan Coen
  • Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, di Tim Burton
  • Onora il padre e la madre, di Sidney Lumet
Il primo è uscito l'anno scorso, gli ultimi tre nel corso dell'ultimo mese. Forse fra questi quattro è un po' fuori luogo Sweeney Todd, una storia di vendetta perversa che è lungi dall'analisi della società, come invece lo sono gli altri, che trattano di mafia, malavita e soldi (relativamente) facili, come questi sfocino tutti in carneficine purgatorie, morale: il crimine non paga (offre Rat-man, mi viene da aggiungere, ma vabè :P). Il crimine invece paga, come si sa, ma Hollywood non lo può dire sennò lo spettatore non è intrattenuto ma turbato. Vabè, ma per vedere in azione l'arte di questi geni della cinepresa (quando non anche della penna) accettiamo questo compromesso con la morale, anche perchè ci deprime molto meno. Io poi sono convinto che comunque questi autori sarebbero turbati loro stessi da una storia che sia davvero un'apologia del Male, e non la scriverebbero mai.
Comunque questi quattro film sono Capolavori, e molti concorderanno nel non considerarlo in questo caso un attributo abusato, basta resistere a un po' (molto) di sangue, di spari improvvisi, morti di innocenti e tragedie greche (come nel caso di Onora il padre e la madre).

Quest'anno poi c'è anche scappata l'Icona: il caschetto del premio Oscar Javier Bardem e la sua arma, che è talmente indimenticabile che ho scordato cos'è...

mercoledì 26 marzo 2008

La fame che avevo (di racconti)

La fame che abbiamo
di Dave Eggers

Quando combini questi tre elementi - lo stridore, il mugolio e il gemito - e li condensi in una sacca di esplosione che nasce dal fegato e viene espulsa dal corpo attraverso sei o sette orifizi diversi contemporaneamente, ebbene: hai strillato.
da "Quando impararono a strillare"

Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta, come dicono quelli dell'amaro Montenegro. Dopo due romanzi che si sono fatti divorare con ardore, non mi aspettavo che la lettura di questo pugno di racconti di Dave Eggers fosse così difficile da portare a termine. Al contrario degli altri racconti che ho letto in questa tornata, questi non erano legati da un filo comune se non l'esercizio di stile dell'autore, il quale è diventato popolare proprio grazie al suo stile ("struggente" ma non melodrammatico, al limite fra l'incazzato e il realista rassegnato).
Dopo un paio di racconti dalle trame interessanti (un'inaspettata escursione nel deserto, cosa si prova a vedere in tv soldati morti), il resto dei racconti ristagna su storie poco originali ma che però Eggers sfrutta per dipingere al meglio i suoi personaggi, allungando così un racconto fino anche a quaranta pagine. Mentre invece da piccoli ma precisi schizzi dei protagonisti dei racconti brevi, ma veramente brevi: in una o due pagine descrive una sensazione (spesso comune) e come viene affrontata dal personaggio che alla fine, dopo due pagine, possiamo dire di conoscere.
Sul finale invece l'originalità delle trame torna a prendere piede, negli ultimi due bellissimi racconti lunghi Appunti per la storia di un uomo che non vuole morire da solo e Su per la montagna in lenta discesa, il primo scritto proprio in forma di appunti, il secondo in un lungo (60 pagine) discorso indiretto libero (fralaltro dal punto di vista di una donna). A intervallare questi ultimi due nuclei complessi ci sono racconti da 2-4 pagine Eggers dove scatena la sua creatività quasi surreale: un racconto vuoto (6 pagine immacolate), una breve storia dello strillare, e una storia narrata da un cane.
In due di questi racconti poi si fa riferimento a un precedente romanzo: L'unico significato dell'acqua simile a olio è praticamente un piccolo sequel del romanzo Conoscerete la nostra velocità, narrato da Hand, uno dei due protagonisti; allo stesso romanzo fa riferimento la tecnica con cui è narrato il racconto del cane che citavo prima, Dopo che mi buttarono nel fiume e prima di annegare, ovvero a narrare la storia è un personaggio morto (e la sua particolare condizione è annunciata da subito, non è un mistero). Non escludo che ci siano altre citazioni che non ho colto...

Insomma, nel mezzo mi ha un po' demoralizzato. Stavo quasi per abbandonarlo, soprattutto alle soglie di uno degli ultimi racconti (Su per la montagna in lenta discesa) che dall'indice ho visto durava 60 pagine, e invece durante un viaggio in treno è filato via che è un piacere, risultando anche fra i miei racconti preferiti di questa raccolta.


Orbene! Ho vinto la mia sfida, ho letto 4 raccolte di racconti tutte di fila, abbandonando i romanzi. Ma adesso si torna all'ampio respiro, nonostante abbia accettato il consiglio di Xalira e di Morpheu5 di procurarmi un'altra raccolta di racconti di Stefano Benni, Il bar sotto il mare che non è nemmeno troppo lungo. Però ho voglia (e urgenza) di romanzi. In lizza ci sono i seguenti mattoni:
  • Come Dio comanda, di Niccolò Ammaniti, urgente perché quest'anno ne esce il film e dovrò vederlo per forza dato che è del piccolo grande Gabriele Salvatores, e voglio leggere il romanzo prima del film
  • L'ombra dello scorpione, di Stephen King. Non sono un divoratore del Re, anzi, credo che questo sia il suo primo romanzo che leggerei. E' il romanzo preferito della mia amica che me l'ha impost... ehm, consigliato, nonché un romanzo ispiratore di Lost, e quindi voglio proprio vedere quanto è ispiratore...
  • The Illuminatus! trilogy, di Robert Anton Wilson, anche questo ispiratore di Lost e consigliatomi da Morpheu5, che mi ha impost... ehm, consigliato di comprarlo in inglese, e adesso sono tipo 4 volte che inizio a leggerlo... vabè, stavolta sarà la volta buona :P
  • Asimov. Tempo fa avevo iniziato la mia opera di lettura/rilettura del ciclo delle Fondazioni, che però procede molto lentamente, tant'è che dei 7 libri che compongono il ciclo sono ancora ai primi 2 prequel, e adesso mi aspetta il cuore del ciclo, che già ho letto e sarebbe il primo romanzo che rileggo. Inoltre ci sono altri due romanzi "accessori" di Asimov, La fine dell'Eternità e Nemesis, il primo l'ho già letto ma lo rileggerei molto volentieri poiché questi due romanzi stand-alone raccontano storie bellissime.
  • Coraline e Buona apocalisse a tutti, di Neil Gaiman. Fra le tante cose di Neil Gaiman che dovrei recuperare. Il primo perchè ne è in uscita il film animato in stop-motion diretto dal regista di Nightmare before Christmas Henry Selick. Il secondo perché scritto a quattro mani con Terry Pratchett e, dicono, molto divertente.
Per adesso fra questi è in pole-position Stephen King, perché a detta di tutti nonostante le 1000 pagine è un libro che non si riesce a smettere di leggere (un po' come Lost non si riesce a smettere di vedere). Però anche l'universo fantastico di Asimov chiede di non essere dimenticato. Sarà un'ardua scelta...

lunedì 24 marzo 2008

Letture da viaggio

E io che mi pensavo di aver avuto un'idea nuova.
Come al solito la legge di Murphy domina incontrastata: dopo 4 anni a viaggiare in treno, solo adesso ho pensato a raccogliere i titoli dei libri che i miei compagni viaggiatori leggono in treno. Meglio tardi che mai, inizio adesso.

Mentre io leggevo
Immagine di La fame che abbiamo
(e l'ho quasi finito)

La signora davanti a me leggeva un libro sconosciuto poiché ricoperto da una sovraccoperta fatta in casa.
??

Un passante alla ricerca del posto libero perduto aveva in mano una copia di
Immagine di Memorie di una geisha

Un ragazzo sul lato finestrino opposto al mio invece stava leggendo
Immagine di The bourne ultimatum


Questa nuova rubrica Letture da viaggio è powered by Anobii logo

domenica 23 marzo 2008

Quando Pasqua viene di marzo

Quando Pasqua viene di marzo è troppo presto.
Quest'anno non ho mangiato nemmeno un uovo di Pasqua.
Inoltre è una Pasqua mesta. Sì, la Pasqua non dovrebbe esserlo, ma quest'anno lo è.

E ora contiamo i minuti per la prossima festa, che dovrebbe essere il 25 aprile.

Tira un vento boia.


Nel frattempo un po' di aggiornamenti:
  • Qui a fianco, in cima alla colonna di destra, ho messo l'ultimo trailer di WALL•E in versione italiana, uscito l'altroieri.
  • Se vi interessava questo post sul premio fotografico World Press Photo 2008, su Focus di questo mese trovate il servizioe dedicato, con alcune delle immagini stampate gigantesche e in ottima risoluzione (la redazione di Focus può permettersi di comprare le immagini originali, io devo prendere gratis quelle piccoline dal sito...)