Invictus, di William Ernest Henley
Oltre la notte che mi copre, nera
come nero il pozzo da cima a fondo,
per l'anima mia inviolata e altera
ringrazio ogni dio che esista al mondo.
Nella selvaggia morsa degli eventi
Io non ho disperato o barcollato.
Sotto la sorte e i suoi percuotimenti,
nel sangue, il capo Io non ho chinato.
Oltre quest'inferno di pianto e d'ira
non v'è che delle tenebre l'Orrore.
Se pure contro me il tempo cospira
mi trova e troverà senza timore.
L'impervia uscita non mi fa impressione,
né la spietata pena che mi sfida,
del mio destino Io sono il padrone:
dell'anima mia Io sono la guida.
Traduzione italiana di Invictus, poesia in lingua inglese di William Ernest Henley, 1875.
Il violino di Billy, 2009.

Il violino di Billy, 2009.
5 commenti:
Buona resa, complimenti!
non hai idea di quanto tempo c'ho messo :P
Spero avrai apprezzato l'utilizzo (*consapevole*) di Creative Commons invece del classico Copyright :)
Sisi, notai. Il prossimo passo è CCare tutto il blog, io CCio anche le foto... :P
Complimenti, oh giovine aspirante Pivano :)
lol, grazie... non mi mettere in testa queste idee, che ho pure qualche poesia americana che mi piacerebbe tradurre...
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